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12 dicembre 2012

Giovanni Fiorentini nuovo Presidente del Consorzio Ferrara Ricerche dell’UniFe

Università di Ferrara – Cambio al vertice dal 1° dicembre per il Consorzio Ferrara Ricerche. E’ Giovanni Fiorentini, Professore Ordinario del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara, a rivestire il nuovo ruolo di Presidente, succedendo al Prof. Remigio Rossi.

Nato nel 1993 il Consorzio Ferrara Ricerche è una organizzazione non-profit, a partecipazione pubblica e privata, che si occupa di promuovere e sviluppare le risorse umane, scientifiche, tecnologiche ed economiche del territorio ferrarese supportando la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico e ponendosi come interlocutore privilegiato per Università, Centri di Ricerca, Enti Pubblici, Imprese Industriali, in Italia e all’estero.

 Proponiamo di seguito il testo di un’intervista al neo Presidente Giovanni Fiorentini.

 Cosa  rappresenta per Lei  il  Consorzio Ferrara Ricerche?

E’ un formidabile strumento che da oltre vent’anni interfaccia la comunità universitaria con il mondo extra-accademico. Se l’Ateneo Estense e’ cresciuto fino a connotarsi come una fra le  prime  università italiane per qualità e quantità della ricerca, ciò e’ dovuto al fatto che a Ferrara si e’ saputo interpretare o addirittura anticipare i cambiamenti del sistema, comprendendo ed attuando le sinergie  possibili  e necessarie fra ricerca accademica  e ricerca applicata. In questo spirito e con lungimiranza  il Rettore Pietro Dalpiaz volle il Consorzio Ferrara Ricerche, che  ha dato un  proprio contributo alla crescita dell’Ateneo, caratterizzandosi come strumento particolarmente utile per l’agilità’ con cui  si muove  e per la  rappresentatività dei suoi soci.

Quali sono i  punti di forza del Consorzio ?

In quanto ente di diritto privato cui aderiscono assieme Enti pubblici e privati, il Consorzio fa propri i punti di forza dei due sistemi. All’agilità e dinamismo possibili in strutture private associa  trasparenza e garanzie  insite nell’operato di enti pubblici. Per questa strada il Consorzio ha imparato a vivere  unicamente coi ricavi originati dalle ricerche che ha saputo promuovere, senza   ricorrere a contributi  pubblici o privati.

E quali i  punti di debolezza?

Per statuto il Consorzio non ha fini di lucro ne’ può costituire al proprio interno riserve. In sostanza, ogni anno il suo destino e’ legato all’andamento delle ricerche in corso, senza potersi  adagiare sui frutti del passato o aver le spalle in qualche modo coperte. Nell’attuale fase di contrazione economica globale, questo rappresenta un serio elemento di rischio, che richiede grande attenzione.

Quali  interventi  prevede  per il futuro del Consorzio?

Le interviste con  numerosi utenti del Consorzio mi hanno rafforzato nella convinzione che il Consorzio e’ una macchina ben funzionante, cui necessita solo il regolare “tagliando” per tener conto dei chilometri percorsi e soprattutto di quelli da percorrere.

Ritengo che vada rafforzato, anche statutariamente, il rapporto privilegiato con l’Ateneo, in modo che sia ancor più profondamente percepito il ruolo del Consorzio come strumento operativo per conto e per gli interessi  dell’ Università.  All’interno di Unife  si sono recentemente create nuove strutture tecnico scientifiche, i Laboratori del Tecnopolo Universitario, ai quali il Consorzio può offrire la propria esperienza  per l’ acquisizione, negoziazione  e gestione dei  contratti di ricerca.

Occorre  adoperarsi  affinché il Consorzio sia meglio conosciuto, all’interno come all’esterno dell’Ateneo; informazioni puntuali  sul  modo di operare  del Consorzio  e sulle capacità realizzative dei soci saranno preziose per attrarre nuovi utenti. Alla contrazione del sistema economico occorre reagire ampliando il raggio di azione e  mettendo a frutto la rete di competenze, accademiche ed extra-universitarie, che il Consorzio ha creato negli anni.

Gia’ oggi  in quasi  la meta’ dei contratti di ricerca stipulati dal Consorzio  i  coordinatori scientifici  sono professori o ricercatori  che operano presso  altri Atenei od Istituzioni. Con questi Enti va considerata la possibilità  di accordi e convenzioni, in un’ottica che superi le mura cittadine e  veda  sempre più interconnessi il mondo della ricerca  accademica ed extrauniversitaria.

Infine c’e’ l’Europa, con l’ottavo programma quadro alle  porte. Le parole chiave di Horizon 2020, che intende coniugare “excellent science, better society, competitive industry”, sono in perfetta sintonia con obiettivi  e  caratteristiche del Consorzio Ferrara Ricerche. Nel nuovo programma UE, secondo il quale le università dovranno presentarsi a Bruxelles assieme a strutture  private, il consorzio si candida  come partner e strumento di attuazione, per una crescita  sostenuta e sostenibile del nostro sistema di ricerca.

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