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6 dicembre 2012

Bando di ricerca CRR Multimediale Unibo

Qualche giorno fa a Unibo si sono svolti i colloqui per vincere un bando di ricerca per il “CRR Multimediale”.

Come sempre, quando si tratta di una occupazione di qualsiasi tipo, la chiamata non è stata a vuoto. Ragazzi neo-laureati e non, chi con più esperienza e chi con meno, hanno sostenuto il colloquio di selezione, con la speranza di riuscire a vincere quel bando e poter lavorare per l’Alma Mater Studiorum.

L’Università di Bologna ha varato, qualche anno fa, tre Centri di Risorse per la Ricerca (CRR). Si tratta di iniziative a sostegno dell’attività dei ricercatori mediante la gestione di reti di risorse strumentali e di servizi di alto livello per la ricerca. Lo scopo è quello di razionalizzare l’utilizzo delle risorse dell’Ateneo, e anche di rendere più efficiente l’accesso alle apparecchiature scientifiche nonché di favorire l’incontro di ricercatori di diverse discipline.

Il CRR “Multimediale” raccoglierà strumentazioni e competenze già presenti e distribuite in Ateneo nell’ambito della gestione di video, audio, brani e tesi multimediali. Lo scopo è quello di mettere a disposizione dei ricercatori dell’Ateneo una serie di strumenti per realizzare esperimenti in “remoto” per collegarsi a grandi esperimenti internazionali e per eseguire formazione e sperimentazione utilizzando la rete.

Gaetano, ti sei laureato 5 anni fa e sicuramente in questi anni non si può dire che sei stato con le mani in mano. Quali esperienze hai accumulato in questo lasso di tempo?

Sono un giornalista regolarmente iscritto all’Ordine, ho passato gli ultimi due anni nella redazione di un quotidiano facendo attività di reporting a 360° vale a dire: osservare, ascoltare, fotografare, documentare, il tutto attraverso la carta stampata, le piattaforme on-line e i social network. Prima di approdare al giornalismo, ho collaborato con Alma Mater Studiorum ed il Comune di Bologna per la produzione di alcuni documentari fotografici che riguardavano i Non-Luoghi delle capitali europee e la gestione di progetti di formazione nell’ambito della comunicazione. Ho prodotto pubblicità e presentazioni video in ambito biomedicale e farmaceutico per una nota azienda farmaceutica. Ho curato la fotografia e la video diffusione delle attività delle associazioni studentesche di Bologna, L’Altra Babele e Hamelin, per quanto riguarda il festival del fumetto.  Ho fatto l’addetto stampa di una galleria d’arte e ho curato le piattaforme web connesse agli eventi della galleria. Ho frequentato i corsi del Centro di Documentazione di Modena conseguendo, attraverso la prova di catalogazione, l’abilitazione ad operare su Sebina. All’Archivio di Stato di Modena ho seguito i corsi sulla catalogazione della fotografia. Ho curato alcuni cortometraggi, ma solo come passione professionale, curo un blog e diverse rubriche sulla carta stampata. Ho frequentato corsi alla Cineteca di Bologna per il Mestiere del Direttore della fotografia, utilizzo in modo professionale software per il montaggio audio video, per l’editing ed il fotoritocco. Ho svolto tirocini nelle scuole di Bologna sull’utilizzo della LIM per l’apprendimento, sull’argomento mi hanno coinvolto in un convegno proprio dell’Alma Mater Studiorum

Quali sono gli incarichi del vincitore del bando all’Unibo

La figura cercata è quella di un addetto al montaggio video con programmi professionali,  alla produzione di videoclip da condividere attraverso social network e piattaforme on-line, registrazione audio di conferenze, attività di fotoreporting. Tutto ciò che attiene al “documentare”, utilizzando supporti e software per il montaggio “professionali”. Archiviazione e gestione del materiale documentale acquisito.

Quando hai svolto i colloqui, su cosa vertevano le domande e quali sono state le tue impressioni?

Durante il colloquio mi hanno chiesto come mi muoverei per condividere un documentario di carattere scientifico. Spiego tutte le strategie che attengono alla Media Education e alla programmazione preventiva di un progetto video da caricare poi on-line. Parlo delle tecniche di indicizzazione, condivisione, tag ecc… L’intervistatrice mi fa capire che sono lontano da ciò che loro volevano, che si aspettava parlassi di Facebook e Twitter. Rimango sconcertato perché ho accumulato una discreta esperienza nella comunicazione on-line, l’uso di facebook e twitter mi sembra rientri tra i prerequisiti non professionali ma personali, ovvietà insomma. Nessuna domanda specifica volta a valutare l’aderenza professionale con la figura ricercata. E’ proprio questo fattore ad indispormi, a posteriori. Nessuna domanda riguardava la valutazione delle capacità esplicitamente richieste. Un sostanza un colloquio generico, plurispendibile. Vago. Mi dicono che la mia formazione è troppo giornalistica e lontana dalla formazione scientifica, formazione che non è assolutamente richiesta nel bando.

Sentendo la tua risposta, non sembra che tu sia molto soddisfatto del modo in cui si sono svolte le selezioni, quali appunti faresti al modus oprandi che hanno usato gli intervistatori durante i colloqui?

La sensazione è che i dialogatori addetti alla selezione abbiano meticolosamente scovato punti di fallibilità nei curricula di ognuno dei partecipanti. La mia perplessità, però, attiene altro. Continuo a pensare che per documentare qualcosa, qualsiasi cosa (dalla scienza alla politica, dalla formazione agli incontri culturali) una preparazione giornalistica non sia “troppo fuorviante”.
Io ho ottenuto 1 punto per la laurea, 0 per i percorsi di formazione, 5 per le esperienze afferenti  alla figura cercata,22 (quasi il minimo) al colloquio. Ai fini di esercitare il mio sacrosanto diritto di critica, dato che c’erano altri miei coetanei ed ex studenti dell’Alma Mater Studiorum alla ricerca, quasi penosa, di occupazione, mi chiedo: non era più dignitoso ricorrere alla chiamata diretta?
Come hanno fatto gli esaminatori ad accertare la conoscenza dei software di montaggio ,che pure nel mio e negli altri curricula era ampiamente sottolineata, senza farci sostenere una prova diretta?

Mi chiedo, anagraficamente, è possibile che una persona appena laureata, con la sola esperienza del tirocinio, sia più preparata da chi si è laureato 5 anni fa ed ha acquisito esperienze professionali specifiche? Ha senso pagare le tasse per un’Università che non ci forma e non ci offre alternative occupazionali?

Abbiamo parlato anche con il dott. Leonardo Piano, direttore dell’Area Sistemi Dipartimentali e Documentali e presidente della commissione che ha svolto i colloqui di selezione. Il dott. Piano non ci ha potuto rilasciare nessun tipo di dichiarazione sui colloqui di selezione, in quanto i verbali dei colloqui sono ancora all’attenzione della Corte dei Conti. Quest’ultima darà poi il via libera all’assunzione del candidato che la commissione di selezione ha ritenuto idoneo. Il dottor Piano ha risposto, anche se indirettamente, alla domanda di Gaetano  “non era più dignitoso ricorrere alla chiamata diretta?”. Secondo l’articolo 7 comma 6 165/2001, non è più possibile ricorrere alla chiamata diretta per l’assegnazione di un “posto di lavoro” all’interno dell’Università, c’è l’obbligo di indire un bando pubblico.

Il bando può essere indetto prima internamente all’Università.” ci riferisce il dott. Piano “Qualora non ci fosse una persona con le giuste competenze e con i requisiti richiesti allo svolgimento del lavoro, allora, si può indire un bando anche all’esterno dell’Università, ma comunque deve essere pubblico e tutti devono avere la possibilità di parteciparvi. I criteri della preselezione (controllo del curriculum e titolo di studio ndr.) possono essere meno rigidi rispetto ai veri e propri concorsi pubblici, ma comunque deve essere tutto verbalizzato e mandato alla Corte dei Conti, la quale controllerà che non ci siano stati dei brogli o delle raccomandazioni, non è più possibile ricorrere alla chiamata diretta.”

Nonostante le affermazioni del dott. Piano, le parole di Gaetano non sono sicuramente piene di gioia e fiducia. Non nasceranno nuove speranze nei lettori che cercano, come lui, una occupazione e nel frattempo rimbalzano come schegge impazzite tra una abilitazione e un corso, tra un lavoretto e una collaborazione. “A pensar male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca”, come mi ha detto Gaetano durante l’intervista, questo postulato della vecchia DC riassume perfettamente le impressioni e le esperienze vissute durante questo colloquio.

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