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28 febbraio 2013

723 anni di storia dell’Università di Macerata

L’Università di Macerata ha celebrato i suoi 723 anni di storia dunque il suo 723° anno accademico. E da questa tradizione centenaria parte un deciso sguardo al futuro che deve necessariamente superare i confini nazionali.

«L’internazionalizzazione è anzitutto uno sguardo rivolto più alla collaborazione che alla mera competizione, è una metodologia per creare tessuti connettivi, ibridare saperi e idee, migliorare se stessi nel confronto con gli altri – ha detto il rettore Luigi Lacchè durante la sua relazione, illustrando i risultati della direzione intrapresa dall’Ateneo negli ultimi anni. Le politiche dell’internazionalizzazione – tema centrale della cerimonia che si è svolta all’Auditorium San Paolo – devono investire tutti i campi strategici dell’Ateneo, dalla ricerca alla didattica. “Dai 6 progetti europei presentati nel 2009 – ha illustrato Lacchè – siamo passati ai 38 del 2012, con una quota crescente di progetti nell’ambito del 7° Programma Quadro. Nel 2012 sono stati vinti 8 progetti, di cui due importanti Marie Curie. Altri progetti sono in fase avanzata di valutazione. In questo primo scorcio di 2013 sono già stati presentati 8 progetti e altri se ne aggiungeranno».

L’Ateneo nel 2012 si è conquistato quasi 2,5 milioni nell’ambito della ricerca competitiva, cioè dieci volte più del preventivato.

Anche sul fronte della didattica, i dati parlano chiaro: nella rilevazione ufficiale per l’a.a. 2010-2011, l’ultima disponibile, Unimc figura tra i primi cinque Atenei pubblici italiani per numero di studenti in mobilità, in proporzione al numero degli iscritti; in sei anni, gli accordi bilaterali sono quasi triplicati e le borse erogate sono passate da 287 a 659; il numero degli studenti stranieri Erasmus è quasi raddoppiato. Complessivamente, il numero degli studenti stranieri che trascorrono a Macerata un periodo di studio corrisponde a circa il 10% degli studenti italiani iscritti al primo anno; sono, infine, aumentati i dottori di ricerca che hanno conseguito il titolo di Doctor Europeus e in co-tutela con Atenei stranieri e l’Ateneo è sesto nel rapporto tra Dottori italiani e stranieri (10,6%).

«Dobbiamo studiare, promuovere il primato dell’intelligenza dell’uomo, coltivare le idee e trasmetterle e criticarle. E dobbiamo lasciare la porta di questa casa aperta, ai ragazzi e alle ragazze che la trovano sbarrata a casa loro. Facciamo che i nuovi esuli per amor di scienza facciano della nostra casa la loro casa, finché vorranno», ha sottolineato il professor Luca De Benedictis a conclusione della sua apprezzata prolusione su Università e globalizzazione.

«Non è più possibile – ha rincarato nel suo intervento il presidente del Consiglio degli studenti Giacomo Funariconsiderarci al di fuori di un contesto di tipo europeo ed extraeuropeo. Il primo strumento da tutelare è senz’altro quello dei progetti di mobilità internazionale».

In questo senso, sempre più rilevante è il ruolo di ponte verso la Cina assunto dall’Ateneo con la creazione, due anni fa, dell’Istituto Confucio, grazie al quale cinque grandi Licei delle Marche e dell’Abruzzo hanno già attivato classi di cinese frequentati da 400 studenti e trenta universitari sono potuti andare in Cina con borse di studio presso Università partner. Con la recente attivazione di un China center, crescerà anche l’attenzione verso il tessuto imprenditoriale.

Quella di stamattina è stata anche la prima inaugurazione dell’Ateneo che riflette il nuovo assetto. “Da 44 strutture ed oltre 120 uffici, ci siamo oggi riposizionati in sole 10 strutture amministrative articolate in 31 uffici e cinque Dipartimenti”, ha reso noto il direttore generale Mauro Giustozzi durante il suo saluto, rimarcando l’impegno di tutto l’Ateneo volto a “offrire ai nostri studenti servizi moderni ed efficaci, formazione di qualità, processi di internazionalizzazione ed opportunità per poter davvero essere classe dirigente del futuro”.

Grazie alla razionalizzazione delle spese, l’Ateneo ha potuto sostenere alcuni importanti investimenti: un milione di euro sono andati al rifinanziamento dei fondi per la ricerca ed è stato aumentato il fondo per programmi di mobilità degli studenti e dei docenti. Sono, inoltre, imminenti: l’apertura del campus ex-Cras, con due importanti collegi universitari che ospiteranno 130 studenti, senza dover accendere un mutuo; la manutenzione straordinaria delle aule I e II del Dipartimento di Giurisprudenza; il completamento del cortile delle ex-carceri in via Illuminati grazie ad un finanziamento della Regione Marche.

Alla cerimonia 723 anni di storia hanno partecipato anche delegazioni delle Università di Kiev e Gjirokaster, oltre che ai rettori delle Università di Camerino Flavio Corradini e di Teramo Luciano D’Amico. Sono stati assegnati gli attestati di benemerenza al personale in pensione e sono, state premiate le migliori tesi di dottorato discusse nel 2012 con la pubblicazione in una collana dedicata delle Eum – edizioni università di Macerata. Il riconoscimento è andato a: Florindo Palladino; Elena Baldoni e Giorgio Cipolletta.

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