Rapporto Almalaurea 2013 Unisa: XV Rapporto Almalaurea I laureati del Università di Salerno

Redazione Controcampus 19 Marzo 2013

Università degli Studi di SALERNO - L’indagine è stata condotta da Almalaurea ed ha visto il coinvolgimento di circa 400 mila laureati provenienti da 57 Atenei ItalianiGli obiettivi: Il XIV Rapporto Almalaurea intende monitorare l'inserimento lavorativo dei laureati italiani, fino ai primi cinque anni successivi al conseguimento del titolo.

L’indagine è tesa, in modo particolare, ad analizzare il tasso di occupazione, la stabilità della condizione lavorativa, il livello di remunerazione dei laureati nel nostro paese. L’analisi condotta è finalizzata a mettere in evidenza le criticità e difficoltà riscontrate dagli studenti italiani al termine del percorso studi e a porsi come uno strumento fondamentale per valutare l’efficacia esterna del sistema universitario.

Il disegno della ricerca: L’indagine, realizzata nel 2011, ha visto il coinvolgimento di circa 400mila laureati di 57 Università Italiane ed ha previsto il ricorso ad una duplice metodologia di rilevazione: CAWI e CATI. Nello specifico, tutti i laureati in possesso di posta elettronica (circa il 91,5% tra i laureati del 2010 e all’89% tra gli specialistici del 2008) sono stati contattati via e-mail ed invitati a compilare un questionario disponibile sul sito web di Almalaurea. Coloro che non hanno risposto al questionario on-line e i laureati sprovvisti di indirizzo e-mail sono stati, invece, contattati telefonicamente. Infine, la rilevazione sui laureati pre-riforma ha mantenuto la consolidata impostazione seguita nelle indagini precedenti: la ricerca ha riguardato tutti i laureati (circa 22mila) della sessione estiva del 2006, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo e la rilevazione dei dati è avvenuta tramite metodologia CATI.

La condizione occupazione dei laureati: Il Rapporto Almalaurea 2013 conferma un quadro complessivamente difficile per chi si affaccia sul mercato del lavoro. Il fenomeno della disoccupazione è in aumento e chi riesce a trovare un lavoro deve confrontarsi con stipendi bassi e precarietà. In particolare, i risultati dell’indagine mettono in evidenza un aumento della disoccupazione – in misura superiore rispetto all’anno precedente – fra i laureati triennali dal 16 al 19% (nel 2010 l’incremento aveva superato di poco il punto percentuale). La disoccupazione cresce e risulta perfino più consistente fra i laureati specialistici, lievitando dal 18 al 20% (l’indagine del 2010 aveva evidenziato una crescita inferiore ai 2 punti percentuali). Ed infine, il fenomeno della disoccupazione si registra anche fra i laureati a ciclo unico, provenienti dalle facoltà di medicina, architettura, veterinaria, giurisprudenza, aumentando dal 16,5 al 19%. Il tasso di occupazione dei laureati triennali ad un anno dal conseguimento del titolo e calcolato sulla sola popolazione che non risulta iscritta ad un altro corso di laurea, è pari al 69%; mentre, tra i laureati di secondo livello corrisponde rispettivamente al 57% degli specialistici e al 37% dei laureati a ciclo unico.

Il Rapporto Almalaurea 2013 individua la causa di questa disparità nella considerevole quota di laureati di secondo livello impegnata in attività formative ulteriori, spesso retribuite; attività che risultano, invece, estremamente rare tra i laureati triennali. Si tratta soprattutto di tirocini, praticantati, dottorati di ricerca e stage in azienda per i laureati specialistici; di tirocini, praticantati e scuole di specializzazione per i laureati a ciclo unico. Dal confronto con le rilevazioni effettuate negli anni precedenti, si evidenzia, per tutti i tipi di corso in esame, una diminuzione della capacità di assorbimento da parte del mercato del lavoro. Tra i laureati di primo livello il tasso di occupazione diminuisce, nell’ultimo anno, di tre punti percentuali (punti che arrivano addirittura a 10 se confrontiamo il dato del 2011 con quello del 2008); tra i laureati specialistici si registra una contrazione di 2 punti (che diventano 8 rispetto al 2008), mentre tra i laureati  a ciclo unico il dato si contrae di 3 punti percentuali (18 punti rispetto all’indagine del 2008).

Il problema della precarietà: Dal Rapporto Almalaurea 2013 emerge con evidenza la difficoltà per i laureati di trovare un’occupazione stabile. La stabilità riguarda, infatti, il 42,5% dei laureati occupati di primo livello e il 34% dei laureati specialistici (con una riduzione, rispettivamente, di 4 e di 1 punto percentuale rispetto all’indagine del 2010). Il problema della stabilità è strettamente connesso alla contemporanea diffusione del lavoro nero. Rispetto agli anni precedenti, aumentano le forme contrattuali a tempo determinato ed interinale, quelle di lavoro parasubordinato e di lavoro senza contratto. In particolare, il lavoro nero, ad un anno dal conseguimento del titolo, riguarda il 6% dei laureati di primo livello, il 7% degli specialistici, l’11% di quelli a ciclo unico.

Retribuzioni ed efficacia del titolo di studio: Ad un anno dalla laurea, le retribuzioni risultano mediamente pari a 1.105 euro mensili netti per i laureati di primo livello; 1.050 per gli specialistici a ciclo unico; 1.080 per gli specialistici biennali. Se confrontiamo il dato con quello emerso dalle indagini precedenti, si evince che i compensi previsti per i laureati italiani perdono potere d’acquisto rispetto agli anni passati: la contrazione è compresa fra il 2 e il 6% solo se consideriamo l’ultimo anno. Anche l‘efficacia del titolo universitario, intesa come l’utilizzo, nel lavoro svolto, delle competenze acquisite all’università e la richiesta, formale o sostanziale, della laurea per l’esercizio della propria attività lavorativa, risulta in calo rispetto alla precedente rilevazione: il titolo di studio conseguito è considerato molto efficace o efficace dal 51% dei laureati triennali (oltre 2 punti percentuali in meno rispetto all’indagine 2010) e dal 44% dei laureati specialistici (1 punto in meno rispetto all’indagine del 2010). L’efficacia massima (81%) si riscontra, invece, tra gli specialistici a ciclo unico (-3 punti rispetto ad un anno fa). L’elevatissimo valore di efficacia attribuito al titolo va, però, considerato ed analizzato alla luce della particolare natura di percorsi di studi di questo tipo.

Tendenze del mercato del lavoro nel medio periodo: Le difficoltà lavorative incontrate dai giovani neo-laureati negli ultimi anni si riversano inevitabilmente anche sui laureati di più lunga data. Tuttavia, il Rapporto Almalaurea evidenzia che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano in modo considerevole. A tre anni dal titolo, il 74% degli specialistici biennali si dichiara occupato. Discorso a parte meritano i laureati a ciclo unico che risultano frequentemente impegnati in attività formative ulteriori, necessarie per l’esercizio della libera professione. Di conseguenza, in questa fascia, a tre anni dal conseguimento del titolo, la quota di occupati raggiunge appena la metà della popolazione indagata. Rispetto alla valutazione della stabilità occupazionale, essa sembra complessivamente positiva, ma in diminuzione se confrontata con i risultati dell’indagine precedente. In particolare, tra i laureati specialisti biennali, la quota di occupati stabili cresce in maniera considerevole (+19%) tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 57% degli occupati (- 5 punti rispetto all’indagine del 2010): si tratta in prevalenza di contratti per lavori dipendenti e a tempo indeterminato. Anche tra i colleghi a ciclo unico la stabilità del lavoro cresce tra uno e tre anni dal titolo: dal 38% al 60%. In tal caso si tratta, in lieve prevalenza, di lavori autonomi che costituiscono lo sbocco lavorativo naturale per la maggior parte delle lauree a ciclo unico. Per quanto concerne l’aspetto retributivo, tra i laureati specialistici le retribuzioni nominali superano, a tre anni di distanza dal conseguimento del titolo, i 1.250 euro. Anche in tal caso, però, le retribuzioni reali, a tre anni, diminuiscono rispetto alla precedente rilevazione (-6,5%). La situazione retributiva dei laureati specialistici a ciclo unico è analoga a quella degli specializzati biennali: a tre anni dalla laurea, il guadagno mensile netto si attesta intorno ai 1.220 euro, con un calo del 9% rispetto all’indagine del 2010.

Laureati vs diplomati: la laurea vale di più: Malgrado il quadro negativo delineato per il laureati italiani, l’indagine evidenzia che la condizione occupazionale e retributiva dei laureati risulta comunque migliore rispetto a quella dei  diplomati di scuola secondaria superiore. I laureati sembrano in grado di adattarsi e reagire meglio ai mutamenti del mercato del lavoro, probabilmente perché in possesso di strumenti culturali e professionali più adeguati. Fonti ufficiali (ISTAT e OECD) mostrano che, ad oggi, i laureati presentano un tasso di occupazione maggiore di oltre 11 punti rispetto ai diplomati (76 vs 65%). La laurea sembra premiare anche sul piano retributivo: le stesse fonti confermano che la retribuzione è maggiore per chi è in possesso di titoli di studio superiori: nella fascia d’età compresa tra i 25 ed i 64 anni, il livello di retribuzione risulta più elevato del 50% rispetto a quello  percepito dai diplomati. Questo differenziale retributivo si mostra in linea con quanto rilevato in altri paesi europei come Germania, Regno Unito e Francia.

Laureati e lavoro tra Nord e Sud: Dal Rapporto Almalaurea emerge un’accentuazione del gap tra il Nord ed il Sud del nostro paese. Se l’occupazione dei laureati specialistici del 2007 residenti al Nord, ad un anno dalla conclusione degli studi, era superiore di 13,5 punti in percentuale rispetto ai colleghi residenti nel Mezzogiorno; nel 2010, il divario aumenta e si attesta al 17%. Contemporaneamente, la  disoccupazione (che fra i laureati residenti al Sud era superiore di 11,7 punti percentuali rispetto ai residenti al Nord) ha visto il gap crescere ulteriormente e raggiungere il 17,8%. Ancora più consistente risulta l’aumento del differenziale in termini di retribuzione: la disparità tra Nord e Sud, già rilevata nel 2008, si accresce fino a raddoppiare fra i laureati del 2010 (16,9 vs 8,2% nel 2008). Il dato è confermato dal fatto che la mobilità territoriale per motivi di lavoro (che viene spesso preceduta da mobilità per motivi di studio), appare quasi del tutto assente nel Nord (dove l’unico flusso di una certa consistenza si dirige verso i paesi esteri), mentre raggiunge quote consistenti fra i laureati residenti nel Mezzogiorno.

Donne e lavoro: Il divario occupazionale tra laureati e laureate e le differenze sul piano retributivo evidenziano quanto ancora le donne italiane siano penalizzate nel mercato del lavoro. Tra i laureati specialistici biennali lavora il 61% degli uomini contro il 54% delle donne. Inoltre, gli uomini possono contare più delle donne su un lavoro stabile (37% vs il 31%) e guadagnano il 29% in più delle loro colleghe (1.231 euro vs 956 euro). A tre anni dalla laurea, le differenze di genere si confermano ancora significative: lavora il 71% delle donne contro il 78% degli uomini. E, sempre a tre anni dal conseguimento del titolo, il lavoro stabile appare più diffuso tra il sesso maschile: il 66% degli uomini laureati può contare su un posto sicuro contro il 49% delle occupate. Il rapporto AlmaLaurea mette in evidenza che “le laureate trovano  occupazione con minore facilità e, quando la trovano, nella generalità dei casi si tratta di un’occupazione più instabile e precaria, associata ad un minor guadagno. A distanza di anni dal conseguimento del titolo, le differenze non solo non sempre si riducono ma, spesso, si acutizzano“. Secondo il Rapporto Almalaurea, tuttavia, le differenze di genere non sembrano riconducibili alle motivazioni più frequentemente addotte per spiegare l’origine del divario occupazionale tra uomini e donne, come il minore “merito” delle laureate rispetto ai colleghi maschi o l’eventuale condizione di maternità. Al contrario, le laureate presentano migliori curricula (votazioni di laurea più elevate e tempi di conseguimento del titolo più brevi) rispetto ai colleghi maschi e le maggiori difficoltà occupazionali si presentano anche a parità di tipo di laurea e tra chi non ha figli. “Più convincenti appaiono le spiegazioni che riportano le differenze  osservate ad una più generale ‘disuguaglianza di genere’, radicata nella cultura e nella struttura socio-istituzionale del Paese, che si traduce in una marcata asimmetria tra uomini e donne nella divisione tra lavoro retribuito e non retribuito“.

L’ importanza di uno stage: Fra i laureati del 2010, il 57% ha terminato il propri percorso di studi con un periodo di stage in azienda. La diffusione degli stage è, a parere di Almalaurea, il segnale importante di una crescente e sinergica collaborazione tra il mondo universitario e quello del lavoro. Gli stage curriculari sono un importante strumento per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, per la possibilità che offrono agli studenti di coniugare formazione teorica e conoscenze pratiche. Ad un anno dalla conclusione degli studi, infatti, la probabilità di occupazione dei laureati specialistici che hanno effettuato stage curriculari risulta superiore del 14% rispetto a quella di chi non vanta tale esperienza formativa.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto