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10 aprile 2013

Ricerca Politecnico Torino. Risultati Ricerca Politecnico Torino e nuove Strategie

Politecnico di TORINO – La Ricerca Politecnico Torino: Un anno di risultati e le nuove linee strategiche

Il Politecnico di Torino ha un bilancio di previsione 2013 di oltre 280 MLN di Euro di cui circa il 30% sono frutto di progetti di Ricerca Politecnico Torino commissionata (9,4%), di progetti di Ricerca Politecnico Torino di enti locali e regionali (7,3%), di progetti di ricerca nazionali (3,3%) ed europei (7%). Questa mattina, nel corso di un incontro riservato alla stampa, l’Ateneo ha fatto il punto sulle sue attività di Ricerca Politecnico Torino mettendo in evidenza i risultati raggiunti sui progetti appena conclusi, sulle proposte avviate e sulle ricadute per il  Territorio. I risultati sono misurabili sia a livello regionale, sia nazionale che europeo ambiti in cui a conclusione del settimo programma quadro (2007-2012) l’Ateneo vanta oltre il 26% (media nazionale 10-15%) di tasso di successo con oltre 200 progetti approvati e finanziati dalla Commissione Europea prevalentemente nel settore ICT, trasporti e nanotecnologie.

Sulla Ricerca Politecnico Torino Marco Gilli – Rettore del Politecnico di Torino – ha così commentato: “il Politecnico di Torino punta a diventare sempre più “research university” di livello internazionale. La ricerca è dunque un obiettivo più che strategico, su cui concentrare le nostre risorse non solo in termini economici. Il nostro modello è in continua evoluzione:  multidisciplinarietà, interfaccia unica e partenariati stabili con enti locali e aziende sono fra gli elementi più apprezzati in fase di valutazione delle proposte e supportano anche le attività di trasferimento tecnologico che oggi chiamiamo “knowledge sharing” a sottolineare la condivisione della conoscenza. Fra gli obiettivi a breve termine stiamo lavorando per creare sinergia fra la ricerca e le nostre politiche di internazionalizzazione che in questo momento sono prevalentemente sulla didattica, al fine di creare una rete forte di relazioni anche sul piano della ricerca e della mobilità di docenti e ricercatori. Stiamo inoltre lavorando per creare una rete fra università di eccellenza nazionali con le quali mettere a sistema un database specifico sulla ricerca”.

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