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4 aprile 2013

Unibo Assistenza Sanitaria di base eliminata per gli studenti fuorisede

Assistenza sanitaria studenti fuori sede e stranieri
Unibo Assistenza Sanitaria

Unibo Assistenza Sanitaria

La vita del fuorisede non è sempre facile.  I ragazzi che studiano in un’altra città sono obbligati all’indipendenza e a cavarsela con le proprie forze.

Come per qualsiasi altra struttura universitaria, anche per l’Unibo Assistenza Sanitaria era prevista per tutti gli studenti fuori sede. Tutti gli studenti che frequentano l’Università di Bologna, che hanno la residenza in un’altra città italiana, potevano avere una copertura medica di base gratuita e garantita.

Certo gli studenti fuorisede potevano ricecere dall’ Unibo Assistenza Sanitaria di base, difatti a causa del decreto legislativo 68 del 2012 non ci sarà più assistenza medica di base per gli studenti fuori sede a partire dal mese di Aprile.

La convenzione tra Università di Bologna e Asl di Bologna è saltata e con lei l’assistenza medica di base.  “La convenzione con la Asl di Bologna, che permetteva all’Unibo Assistenza Sanitaria e di usufruire di visite mediche generaliste e specialistiche, è stata annullata dal Collegio dei revisori dell’Ateneo per mancanza di copertura economica e per restrizioni legali sopraggiunte.

Non vogliamo criminalizzare l’Ateneo, che pure ci ha garantito aver fatto tutto il possibile, ma chiediamo di essere convocati subito perché si proceda ad una capillare e chiara informazione degli studenti fuorisede ad ora scoperti dall’assistenza del servizio sanitario nazionale e perché di raccordo con gli enti locali si costituisca un presidio medico d’emergenza all’interno di ogni campus”.

Questa la denuncia dei sindacati e delle organizzazioni degli studenti universitari di Bologna e dell’Emilia Romagna.  Ma come replica l’Università di Bologna alla vicenda Unibo Assistenza Sanitaria?

E’ il Prorettore e delegato per la comunicazione istituzionale, Roberto Nicoletti a fornici le risposte attese dagli studenti.  Dal 2 Aprile all’Unibo Assistenza Sanitaria di base per gli studenti fuori sede non sarà più garantita, può spiegarci cosa è successo e perchè?

“Nel sistema sanitario nazionale, ogni cittadino ha diritto al medico di base nel comune di residenza. Siccome noi come Università di Bologna abbiamo moltissimi studenti fuori sede, si parla di 35mila/40mila unità, abbiamo messo in piedi dal 2006 una convenzione con l’Asl di Bologna. Questa convenzione permetteva allo studente fuorisede di continuare ad avere il suo medico di base nel suo comune di residenza, ma per il periodo che stava qui a Bologna come studente per il nostro ateneo lo studente poteva fare riferimento ad un medico di base qui a Bologna.

Adesso è successo che i revisori dei conti del nostro consiglio di amministrazione ci han detto che non possono più far andare avanti questa convenzione tra Università di Bologna e Asl di Bologna. Siccome l’Università di Bologna è un’amministrazione pubblica e siccome il sistema nazionale è pubblico, con questa convenzione è come se si pagasse due volte la stessa prestazione, una la paga lo Stato al medico di base nel comune di residenza e l’altra la paga l’Ateneo di Bologna per il medico di base a Bologna per la stessa persona. Questo non è più possibile.

Lo studente può, una volta che si iscrive all’Università di Bologna, fare l’opzione temporanea per avere un medico di base a Bologna. Questo vuol dire che se esercita il diritto di opzione lo studente ha il medico di base a Bologna, ma cessa di averlo nel suo comune di residenza.”  Nel caso in cui lo studente fuorisede ha bisogno del medico di base nel suo comune di residenza?  “Io non so se l’opzione temporanea è di un anno o prevede anche una opzione di 4 mesi ad esempio.

Io immagino che lo studente di Catania che fa l’opzione temporanea e a Natale torna a Catania per 15 giorni, per quei 15 giorni a Catania è scoperto. E questo è un problema. Questa non è una scelta dell’Università di Bologna, noi abbiamo un Consiglio di Amministrazione e non ce lo fanno più fare. Adesso cerchiamo di vedere se ci sono delle vie alternative, ad esempio non con il medico di base ma attraverso qualche altra convenzione con l’Asl.”  Sarebbe possibile contattare direttamente degli specialisti?

“Questa è una delle ipotesi che abbiamo proposto all’Asl, che ci sta ragionando. Però ci sono due aspetti, il primo è che questa cosa sia possibile senza entrare in quel problema del doppio pagamento, altrimenti ritorniamo al punto di partenza; la seconda è che in Italia per accedere a visite specialistiche bisogna avere l’impegnativa del medico di base, ma non avendo a Bologna il medico di base, bisogna studiare un modo per cui lo studente riesce ad arrivare direttamente alla visita specialistica senza l’impegnativa.”

Arrivati a questo punto si ritorna al punto di partenza, un pò un circolo senza fine.

“Ora sia nel caso in cui lo studente faccia l’opzione temporanea sia che non faccia niente, e conoscendo gli studenti è facile che non faccia niente, se hanno bisogno di una visita o di assistenza medica, si recano al pronto soccorso.

Con una massa di 35mila studenti, questo significherebbe paralizzare i pronto soccorsi della città. E questo è un altro dei problemi che bisogna assolutamente evitare. Bisogna studiare un po’ la cosa. Secondo me noi ci arriveremo a risolvere il problema.”

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