Epatite C. Unisa e territorio per contrastare virus dell”epatite c

Redazione Controcampus 20 Giugno 2013

Università degli Studi di SALERNO - Epatite c: al via a Salerno la rete di collaborazione tra università e territorio per la cura del virus responsabile di oltre la metà delle cirrosi e tumori del fegato.

Presentato in europa lo studio che apre la strada a un nuovo modello di gestione della malattia l’ epatite c.

Sono 84mila i malati di l’ epatite C in Campania: 43mila a Napoli e provincia, 11mila a Salerno e provincia, 12mila a Caserta e provincia.  L’ Epatite C  è terza causa di morte in Italia con quasi 200mila malati l’anno. Il rischio è maggiore se l’infezione viene contratta alla nascita, con un 90-95% dei casi, e da soggetti immunodepressi (10%). La prevalenza è dello 0,1% nei Paesi occidentali, mentre in Italia è dell’1%. Si stima che in Italia i malati siano 1,5 milioni anche se, nel Belpaese non esistono dati specifici a causa della mancanza di informazione e di sensibilizzazione. Il numero dei casi denunciati si aggira attorno al 15-20%.

Fermare l’ epatite C è una priorità sanitaria che richiede il massimo impegno comune, a partire dalla valutazione delle persone esposte al rischio di trasmissione del virus HCV, come coloro che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti. I risultati dello studio condotto dall’Università di Salerno in collaborazione con l’UOC Dipendenze Asl Salerno Ds 65 Battipaglia, recentemente presentato ad Amsterdam al Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL), dimostrano i vantaggi per i pazienti della collaborazione sul territorio per individuare epatite C e intervenire in tempo, quando è ancora possibile bloccare l’infezione ed evitare le sue conseguenze.

In Campania si stima che vi siano circa 200.000 persone con il virus l’ epatite C, responsabile di oltre la metà dei casi di malattie epatiche come la cirrosi e il tumore del fegato. L’ Epatite C è un’epidemia silenziosa, che spesso passa inosservata perché non manifesta sintomi e viene scoperta addirittura dopo molti anni dalla contrazione del virus HCV. Individuare le infezioni e bloccare la trasmissione del virus sono due obiettivi prioritari, che impongono di non trascurare in particolare le persone a rischio di avere contratto l’infezione, come coloro che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti. Questo il punto di partenza della collaborazione tra l’Università degli Studi Salerno e l’UOC Dipendenze Asl Salerno Ds 65 Battipaglia, che insieme hanno firmato lo studio recentemente presentato ad Amsterdam, con un abstract esposto al Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL).

Università e territorio alleati per contrastare l’evoluzione e la trasmissione del virus, come spiega Marcello Persico, Professore di Medicina Interna Facoltà di Medicina Università di Salerno: “Sappiamo che epatite C è una delle malattie più comuni tra coloro che hanno abusato di sostanze stupefacenti, tuttavia ancora oggi c’è la tendenza a non verificare la presenza del virus HCV e a non sottoporre queste persone alle terapie, perché ritenute difficili da trattare. Questo ritardo nella diagnosi e nel trattamento espone al rischio di un aumento della trasmissione del virus e compromette la possibilità di accesso precoce alle terapie disponibili, che oggi se effettuate in tempo permettono di bloccare il virus prima che questo provochi serie conseguenze come cirrosi ed epatocarcinoma. Lo studio che abbiamo realizzato in collaborazione con l’UOC Dipendenze Asl Salerno Ds 65 Battipaglia tra il 2008 e il 2011 ha coinvolto 181 persone con epatite cronica C, di cui 122 avevano abusato di sostanze stupefacenti e i dati raccolti hanno dimostrato che i risultati terapeutici raggiungibili sono molto positivi, perché si tratta spesso di persone giovani, che non hanno sviluppato seri danni epatici come la cirrosi e che in molti casi hanno un genotipo virale 3, che permette di ottenere una buona risposta al trattamento”.

Concorda Antonio De Luna, Direttore UOC Dipendenze Asl Salerno Ds 65 Battipaglia, tra gli autori dello studio: “I risultati raggiunti con questo studio dimostrano che l’ epatite C non può essere sottovalutata, perché abbiamo la possibilità di bloccare l’infezione e di evitare le sue conseguenze. Le persone che hanno abusato di sostanze stupefacenti che fanno riferimento alla nostra struttura hanno bisogno di supporto e informazione costanti sull’ epatite C. L’ UOC Dipendenze Asl Salerno Ds 65 Battipaglia è attiva da oltre vent’anni sul territorio nella lotta alle epatiti croniche e ha preso parte a vari studi multicentrici con rilevanti risultati. Grazie alla collaborazione con l’Università di Salerno ci è stato possibile affrontare questa vera e propria emergenza sanitaria in modo più sistematico e tangibile. La nostra attività quotidiana sul campo permette di intervenire per individuare la presenza del virus con un semplice test del sangue, e consente quindi diagnosi precoce e trattamento tempestivo, per bloccare l’infezione e in alcuni casi eradicare il virus portando a una completa guarigione. Questi risultati aprono la strada a un nuovo modello di collaborazione tra Università e servizi al territorio per una gestione più attenta ed efficace del problema epatite C”.

Conclude Massimiliano Conforti, Vice Presidente di EpaC Onlus, intervenuto in occasione della presentazione dello studio presso l’Università di Salerno: “Individuare l’infezione e arrivare al trattamento il prima possibile aumentano le possibilità di guarigione per il paziente e sono quindi una necessità e un diritto per i pazienti e per le loro famiglie. I risultati dello studio condotto a Salerno dimostrano che l’ epatite C non può essere un problema trascurato perché abbiamo gli strumenti per poter intervenire. Individuare le persone a rischio, come coloro che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti anche se in passato e saltuariamente, e verificare la presenza del virus sono obiettivi prioritari per contrastare l’ epatite C e per raggiungerli serve la collaborazione di tutti”.

Concludendo il suo intervento,  Marcello Persico ha sottolineato come “l’atto aziendale è la condicio sine qua non per attrezzare una risposta alle tante richieste che vengono dalla provincia. Oggi presso l’ azienda ospedaliera universitaria lavorano 73 professori di medicina che non hanno dignità per lavorare in maniera eccellente.  Esistono molti colleghi ospedalieri che sono disponibili e felici di una integrazione con l’università perché da una sinergia nascono cose positive”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto