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28 giugno 2013

Mini Vrem. 200mila euro al progetto mini vrem: rianimazione cardiopolmonare

Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S.Anna di PISA – Riconoscimento a Utrecht (Olanda) per il team italiano di anestesisti rianimatori, ingegneri esperti in realtà virtuale e sviluppatori di videogiochi: finanziamento da 200mila euro al progetto Mini Vrem che diffonderà la cultura della rianimazione cardiopolmonare

Virtual game, vite salvate  davvero: il gioco interattivo insegna come “vincere” l’arresto cardiaco improvviso

Grazie al premio conquistato a Utrecht (Olanda) da parte del team interdisciplinare e tutto italiano composto da due anestesisti rianimatorie da altrettanti ingegneri esperti di realtà virtuale dell’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione (Tecip) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, a cui si aggiunge un team specializzato nella creazione di videogiochi, arriva un finanziamento di 200mila euro per sviluppare il gioco virtuale interattivo per insegnare come prestare soccorso a una persona colpita da arresto cardiaco improvviso e, potenzialmente, contribuire a salvarle la vita. Il progetto per questo “serious game”, che potrà essere utilizzato tanto dal personale sanitario, quanto da un pubblico più ampio che avrà la possibilità di esercitarsi in maniera innovativa e accattivante  è stato ribattezzato Mini Vrem, acronimo di “Mini-Virtual Reality Enhanced Mannequin”. Il progetto ha ottenuto il più alto riconoscimento nell’ambito della competizione europea “Future of health award”, promossa da “Games for health Europe” con il supporto di “CZ Health insurance”, dopo aver già ricevuto altri premi come, nel 2012, la menzione speciale “Best communication”, nell’ambito del concorso “Digit@lia for Talent”.

L’arresto cardiaco improvviso è una delle principali cause di morte in Europa e ogni anno provoca nel ‘vecchio Continente’, secondo stime attendibili, un numero di vittime pari ai passeggeri di due jumbo jet. Eppure tale numero, che appare straordinariamente elevato, potrebbe diminuire in maniera sensibile grazie all’immediato inizio della rianimazione cardiopolmonare da parte di chi si trova accanto alla persona colpita, l’unica manovra riconosciuta come salvavita a livello internazionale. Il trattamento innalzerebbe in modo significativa le possibilità di sopravvivenza, però la sua conoscenza è ancora limitata. Il “serious game” potrebbe quindi rappresentare un mezzo valido per insegnare le manovre da compiere a un alto numero di potenziali soccorritori.

Il progetto Mini Vrem, ideato dal dottor Federico Semeraro, Anestesista Rianimatore è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’ “Italian resuscitation council”, dell’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dallo Studio Evil, specializzato nello sviluppo di video giochi, si pone come obiettivo principale la diffusione della cultura della rianimazione cardiopolmonare per “aumentare – spiega il dottor Semeraro – il numero di persone che potrebbero aiutare soggetti colpiti da arresto cardiaco improvviso”.

Antonio Frisoli, docente all’Istituto Tecip Scuola Superiore Sant’Anna spiega quale sarà il funzionamento di “Mini-Vrem”. “Il progetto – anticipa – prevede lo sviluppo di una piattaforma di auto apprendimento con software dedicato alla rianimazione cardiopolmonare di qualità, servendosi del ‘Kinect sensor’ per analizzare il movimento. Mini-Vrem potrà essere utilizzato con i convenzionali sistemi di addestramento per la formazione del personale sanitario o in alternativa direttamente da casa, da un ampio numero di utenti”. “Il nostro progetto – aggiunge l’ing. Claudio Loconsole dell’Istituto Tecip della Scuola superiore Sant’Anna – è frutto dell’unione di professionalità diverse ma unite da un unico grande obiettivo, quello di salvare vite umane attraverso l’intervento tempestivo di fronte ad un arresto cardiaco. Per arginare una simile situazione la sola possibilità è l’intervento immediato degli eventuali testimoni e fondamentale, quindi, è imparare e attuare in maniera corretta – conclude – le manovre salvavita”.

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