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6 luglio 2013

Adi Lecce. L’associazione Adi Lecce alle elezioni rettore Unisalento

Università del Salento – I vestiti nuovi del Rettore: ADI Lecce consegna ai tre candidati alla carica di Rettore i risultati dell’indagine promossa sulla condizione dei dottorandi, degli assegnisti e dei giovani ricercatori

Questa mattina Adi Lecce– Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – sede di Lecce, ha inviato ai tre candidati alla carica di Rettore dell’Università del Salento un documento di sintesi dei risultati della consultazione promossa dall’Associazione su servizi, risorse, rappresentanza e prospettive per i giovani ricercatori dell’ateneo salentino.

L’indagine, svoltasi tra martedì 25 giugno e domenica 30 giugno attraverso una piattaforma on line, ha coinvolto oltre 80 tra dottorandi, assegnisti e ricercatori precari della nostra Università.

Con la consultazione on line, ADI Lecce ha inteso promuovere un processo partecipativo volto alla costruzione dal basso di un’agenda programmatica sulla condizione di dottorandi, assegnisti e giovani ricercatori. Oggi l’Associazione mette a disposizione dei tre candidati questa piattaforma, con l’auspicio che sapranno tenerne conto se saranno chiamati a guidare il nostro Ateneo.

Il titolo che ADI Lecce ha voluto dare alla sua indagine infatti richiama volutamente la metafora utilizzata dai candidati che, già in occasione della Conferenza di Ateneo del 18 giugno scorso, avevano dichiarato il proposito di conferire una veste nuova all’Università del Salento.

Dalla lettura dei risultati di quest’inchiesta emergono una serie di importanti istanze di cui il futuro Rettore non potrà non farsi carico se vorrà vestire l’Ateneo con un abito comodo e funzionale.

I giovani ricercatori chiedono che vengano create le condizioni affinché i corsi di dottorato abbiano attività formative costanti e programmate, in cui andare all’estero sia una possibilità alla portata di tutti e non di pochi.

Chiedono servizi dignitosi, interventi di ampliamento e manutenzione del patrimonio edilizio, in particolare di investire in laboratori, patrimonio librario e risorse elettroniche.

Chiedono regole chiare per la didattica, che evitino il classico sfruttamento da parte dei docenti e riconoscano un giusto compenso per l’impegno profuso.

Chiedono un impegno per la valorizzazione del titolo che hanno conseguito o conseguiranno, un diverso riconoscimento per lo status dei dottorandi e la possibilità di pagare tasse – in attesa di una loro totale abolizione – che non siano ingiustamente fisse.

È tempo di superare di slancio la divisione tra dottorandi di serie A e di serie B fornendo a tutti le stesse risorse per fare ricerca.

I giovani ricercatori hanno molte esigenze, che alla fine però si riconducono a due semplici principi: rispetto per il proprio lavoro e possibilità di svolgerlo nel migliore dei modi. È nel loro legittimo interesse ma è anche nell’interesse di tutta la comunità accademica, perché dalle risposte che l’Università del Salento sceglierà di dare a questa costellazione di destini precari dipenderà il futuro del nostro Ateneo.

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