Unitn. Un Ateneo in crescita: Unitn e territorio insieme e pronti per nuove sfide

Redazione Controcampus 2 Luglio 2013

Università degli Studi di TRENTO Unitn - Un Ateneo quello di Unitn in crescita, capace di raccogliere riconoscimenti a livello internazionale, forte del consenso e dell’appoggio di una collettività e di un’amministrazione provinciale generose e aperte alla cultura e all’innovazione come quelle trentine.

Nelle parole della rettrice Unitn Daria de Pretis e del presidente dell’Università Unitn Innocenzo Cipolletta si riassume il senso del legame tra l’Ateneo Unitn e la comunità trentina che è stato il filo conduttore della prima Assemblea pubblica Unitn.

L’evento Unitn, che ha visto la partecipazione dei vertici dell’Università Unitn, di tanti professori, ricercatori e del personale dell’Ateneo insieme a cittadini e rappresentanti delle altre istituzioni, si è tenuto oggi pomeriggio nell’atrio del Dipartimento di Lettere e Filosofia. Ed è la scelta del luogo in cui tenere questa prima Assemblea a riflettere l’intenzione di farne un momento di apertura e scambio concreto e informale: per accogliere i cittadini, al posto della cattedra tradizionale sono stati preferiti tanti tavoli rotondi, a simboleggiare l’invito a sedersi con i relatori e a discutere insieme.

«Unitn contribuisce a formare molti giovani italiani che non sono trentini e molti altri giovani che non sono neppure italiani – ha spiegato la rettrice Daria de Pretis nel corso del suo intervento –. Ma in questo modo, il nostro Ateneo contribuisce a costruire una futura classe dirigente sovra locale che porterà con sé i segni positivi della sua esperienza trentina e che, dunque, darà visibilità e merito anche alla nostra provincia in Italia, in Europa e nel mondo. (…) Analoghe considerazioni valgono per la ricerca scientifica e per le sue ricadute, immediate e mediate, sulla vita delle persone. Se l’Università non producesse risultati di ricerca visibili internazionalmente, anche i vantaggi per la collettività locale sarebbero annullati. Di più: la collettività locale si troverebbe a sostenere costi senza contropartite reali. Da un Ateneo asfittico che non è capace di parlare con il mondo il Trentino non potrebbe trarre alcun vantaggio concreto. Questo naturalmente non toglie che la nostra Università debba e voglia prestare una particolare attenzione al territorio in cui opera, alla sua pubblica amministrazione, alla sue imprese, al suo sistema cooperativo, alle sue associazioni, alle sue famiglie e ai suoi giovani. E naturalmente agli altri soggetti che a livello locale sono impegnati nel campo della ricerca scientifica e tecnologica, prime fra tutte le fondazioni FBK e FEM, con le quale Unitn intende proseguire un cammino di convinta e positiva collaborazione».
«L’Università – ha aggiunto la rettrice – sta pensando come attrezzarsi per potenziare le sue capacità formative e di ricerca e anticipare così le risposte che nel prossimo futuro si porranno alla stessa Università e alla collettività locale, all’interno di un contesto economico, sociale e politico che propone sfide sempre più ardue e difficili, e come vediamo in questi giorni anche dolorose. Nello stesso modo, l’ateneo si propone di garantire uno sviluppo integrato delle discipline e delle strutture di ricerca che maggiori collegamenti presentano con la tutela della salute e con la promozione del benessere psicofisico, così da porre la collettività locale, ma non solo, nella condizione di meglio rispondere ai bisogni di una popolazione che accoglie al proprio interno quote crescenti di anziani». Dalla rettrice anche l’invito diretto alla comunità trentina a essere orgogliosa della sua Università.

Ad introdurre e moderare l’incontro è stato oggi il presidente dell’Università Innocenzo Cipolletta, a cui per statuto spetta il compito di convocare l’assemblea pubblica annuale, d’intesa con la rettrice. «Voglio iniziare ringraziando molto la Comunità del Trentino che ci ha accolti e sostenuti in tutti questi anni» ha esordito Cipolletta. «Senza il vostro sostegno e la vostra adesione, non sarebbe stato possibile realizzare un’Università che oggi è tra le migliori in Italia e che compete a pieno titolo con le Università europee. Tutto questo è avvenuto nel corso dell’ultimo mezzo secolo attraverso un processo di crescita che ha coinvolto noi e il territorio. Sono convinto che in questa crescita economica e sociale del territorio Unitn abbia giocato un ruolo non secondario. Ma è anche certo che senza l’impegno del territorio a fondare questa Università, noi non saremmo qui a presenziare a questa Assemblea». Quindi ha detto: «Questa è per noi dell’Università una bellissima giornata perché diamo il via a un impegno statutario: quello di fare annualmente un’assemblea aperta alla comunità del territorio. È un impegno voluto dal nostro nuovo Statuto, ma è anche un impegno molto sentito da tutti noi di voler dar conto della nostra attività. A partire da oggi, vogliamo aprire un dialogo continuo tra l’Università e la Comunità trentina. Da parte nostra oggi faremo una presentazione per comunicare cosa sta facendo l’Università e quali sono i suoi riflessi sul territorio e sul paese. Ma è impegno mio di avviare un dialogo nel corso dell’anno, anche attraverso sistemi di comunicazione informatici, che ci permetteranno di avere uno scambio continuo di opinioni e d’informazioni. Così, alla prossima assemblea del 2014, potremo arrivarci con una maggiore preparazione e con rinnovato impegno».

Alla prima Assemblea pubblica di Ateneo hanno voluto portare il loro saluto anche il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta e il presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, a testimonianza dell’attenzione che lega il territorio alla sua università. Ma l’università è soprattutto una comunità di oltre 16mila studenti e studentesse: a rappresentarli oggi c’era Rocco di Filippo, presidente del Consiglio degli studenti. «Gli studenti garantiscono risorse economiche notevoli per l’economia trentina – spiega di Filippo – e le risorse investite in diritto allo studio ritornano, maggiorate, a beneficio del territorio. Gli studenti sono però portatori anche di un altro tipo di capitale: la loro partecipazione e la loro capacità di mettersi al servizio della comunità come volontari è evidente in grandi manifestazioni pubbliche come il Festival dell’Economia. Doti che si ritrovano anche nei giovani che, nonostante il periodo difficile, si danno sempre più da fare per generare nuova imprenditorialità e per innovare la realtà produttiva trentina. La sfida è invece quella di lavorare sul versante della convivenza e dell’integrazione degli studenti nel tessuto cittadino, nel rispetto delle diverse abitudini ed esigenze, di mobilità ma anche di divertimento».

Le relazioni scientifiche
Nell’introdurre gli interventi scientifici il presidente Cipolletta ha detto: «Oggi parleremo di ricerche che sono state avviate e di quali riflessi queste ricerche avranno sulla nostra vita e sulla vita delle imprese. L’Università è, per sua natura, una Fabbrica del Futuro. Essa, assieme al sistema scolastico, lavora attraverso la didattica per preparare le nuove generazioni. Quelle che domani reggeranno le sorti del paese e di questo territorio. Così facendo, l’Università prepara il nostro futuro che è fatto dai nostri figli e dai nostri nipoti. L’Italia ha ancora un basso numero di laureati rispetto agli altri paesi europei. Questo rischia di tradursi in generazioni future meno preparate. Quindi, in un futuro più difficile. E già è difficile il presente. Per questo il nostro impegno a selezionare e preparare i giovani che domani condurranno aziende, istituzioni, comunità e famiglie è e sarà massimo». Ha ribadito: «La crescita dell’Italia e del nostro territorio avverrà nei prossimi anni solo se sapremo innovare. E questo è il campo proprio dell’Università che è fucina di innovazione attraverso la sua ricerca. Ed è per questo che l’Università è tornata al centro del modello di crescita dei paesi avanzati, attraverso la sua ricerca».

Di nuove frontiere della medicina ha parlato Claudio Migliaresi, direttore di Dipartimento di Ingegneria industriale e delegato per il trasferimento tecnologico, le politiche di brevettazione e i rapporti con l’industria. Migliaresi si è soffermato sulla possibilità di rigenerare tessuti anziché ripararli e sulla prospettiva di rigenerare anche organi. «Tra alcuni anni – ha detto – non sarà più necessario ricorrere alla donazione; sarà invece possibile generare con le cellule del paziente un organo sostitutivo, si potrà, come è già stato possibile, generare in laboratorio una trachea o una vescica, e domani un rene, un fegato, un cuore, da impiantare in sostituzione di quello malato senza la necessità di somministrare farmaci immunosoppressivi. La medicina del futuro, quella dell’immaginazione, è dietro l’angolo».

Uno dei settori più promettenti della scienza contemporanea è senz’altro quello della genomica. A Trento da qualche anno presso il Centro di Biologia integrata di Mattarello si studiano le potenzialità della Precision Medicine, una disciplina che si pone alla base della medicina del futuro. Per parlarne è intervenuta nel corso dell’Assemblea pubblica la ricercatrice Francesca Demichelis: «Si tratta di un radicale cambio di prospettiva, perché la medicina di precisione parte dalla specificità dell’individuo e consente di personalizzare gli interventi e di determinare il profilo di rischio di ciascuna persona, soprattutto per quanto riguarda le patologie tumorali. Permette di monitorare l’evoluzione della malattia e permetterà in un prossimo futuro di selezionare la terapia, la dose e il tempo di trattamento migliori». La ricercatrice Demichelis ha poi illustrato come oggi si stia lavorando allo studio del genoma umano alla massima risoluzione sfruttando l’interazione con altre discipline non mediche, come la biologia e l’informatica.
Giuseppe Sciortino, direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, ha invece proposto una riflessione sul ruolo che Trento ha avuto nella storia delle scienze sociali italiane già a partire dall’intuizione di Bruno Kessler. «Ma il contributo delle scienze sociali allo sviluppo del territorio riguarda più il futuro che non il passato. Quello che il Trentino affronterà nei prossimi anni sarà soprattutto la sfida dell’innovazione. Serve una concezione d’innovazione vasta che favorisca la ricerca di soluzioni innovative per lo sviluppo industriale, per la modernizzazione consapevole del terzo settore locale e per la tutela della coesione sociale. La ricerca di innovazioni adeguate in tutti questi campi dovrà tenere presente i vincoli che derivano dalle condizioni di crescente fragilità naturale del territorio, dall’aumento dell’eterogeneità sociale, della riduzione delle risorse pubbliche e dal livello degli scambi internazionali».

Sul rapporto tra Ateneo e mondo del lavoro è intervenuto Antonio Schizzerotto del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale. Schizzerotto ha illustrato quanto incidano, sulle prospettive occupazionali e sui redditi iniziali dei laureati, l’università presso cui si è ottenuto il titolo di studio e il mercato del lavoro locale nel quale si è trovato, o si sta ancora cercando, un impiego. L’analisi si è concentrata sui vantaggi e gli svantaggi relativi al fatto di laurearsi a Unitn piuttosto che in un altro ateneo e di trovare un impiego sul mercato del lavoro trentino piuttosto che su altri mercati europei.

Ma quanto incide la presenza dell’Università nel tessuto locale e quanto indotto è legato alla presenza degli studenti? La domanda è stata affidata all’economista Enrico Zaninotto che ha tentato di dare una risposta con una simulazione. Rispetto ad altri esercizi svolti in passato, la simulazione ha valutato l’effetto della presenza di studenti provenienti da fuori regione, nonché l’effetto della eventuale scelta, da parte di studenti trentini, di studiare in altre sedi. Infine si è verificato l’effetto congiunto dei due casi. «La presenza degli studenti – ha spiegato Zaninotto – porta all’economia trentina oltre 21 milioni di euro l’anno, tra spese di abitazione (la voce più consistente con oltre 6 milioni), istruzione, alimentari, vestiario, sanità, trasporti e comunicazione. Abbiamo calcolato inoltre un effetto moltiplicativo cumulato sul PIL di quasi 27 milioni. In pratica, per ogni euro speso in più dagli studenti considerati in eccedenza, il PIL provinciale sarà maggiorato di un euro e 30 centesimi nell’arco di circa cinque anni».

© Riproduzione Riservata
avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto