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23 ottobre 2013

Cà Foscari. Liturgia Gesuita del 700 in Cina

Università Cà Foscari di VENEZIA – Giovedi 24 ottobre nella Basilica veneziana la straordinaria rappresentazione proposta dall’Università Cà Foscari e ideata dalla Prof. Elisabetta Brusa dopo due secoli a San Marco prima assoluta

Liturgia Gesuita

Liturgia Gesuita

Di un esempio di liturgia gesuita del ‘700 in Cina L’evento Cà Foscari, che porta in scena circa 50 persone, ripropone il metodo  utilizzato dai gesuiti, mediatori culturali ante litteram, nell’evangelizzazione della Cina

Una prima assoluta, rispolverata dopo oltre due secoli: la rappresentazione sulla falsa riga della liturgia che i Gesuiti  celebravano nel Paese di Confucio.  Un percorso di studio e approfondimento scientifico e culturale che ha consentito di recuperare partiture e liturgia. Sono alcuni dei valori straordinari di Dominus Vobiscum, prima assoluta di un esempio di  liturgia gesuita del ‘700, realizzata dall’Università Cà Foscari Venezia e diretta dalla professoressa Elisabetta Brusa, apprezzata regista teatrale, con l’impiego di studenti dell’ateneo impegnati nelle attività teatrali dell’Università e degli studenti cinesi del Consorzio dei Conservatori del Veneto

Il primo impatto con la cultura occidentale, per generazioni di cinesi, è stato il rituale della liturgia cattolico cristiana, opportunamente declinato, per un’assemblea di fedeli o aspiranti tali del lontano Oriente, dall’ordine dei Gesuiti. Forma che ora viene riproposta giovedì 24 ottobre alle ore 20 nella Basilica di San Marco, nell’ambito del Convegno del Patriarcato di Venezia “Le chiese tra culto e cultura” (24 e 25 ottobre), dedicato all’incontro di culture e religioni nella Chiesa contemporanea.

Il progetto Cà Foscari, ideato e diretto da Elisabetta Brusa, ripercorre, grazie ad alcune delle Lettere edificanti e curiose che i Gesuiti hanno inviato in Europa dalla Cina, il metodo utilizzato nel ‘700 da questi veri e propri mediatori culturali per entrare in contatto con un mondo totalmente diverso da quello occidentale.

Affascinati dalla profondità e dall’eleganza della cultura cinese, i missionari, con grande rispetto, riuscirono a coniugare il Vangelo con la realtà che li ospitava. La musica fu un esempio del loro modo di procedere. Le celebrazioni liturgiche nelle Chiese vedevano infatti un dialogo musicale tra vari brani della liturgia cristiana, liberamente scelti dalle comunità gesuite sparse in luoghi diversi della Cina e preghiere di risposta musicate “alla cinese”. e trascritte nel 1780  su partitura da Padre Joseph-Marie Amiot per farle conoscere in Europa.

Seguendo lo stesso metodo, secoli dopo, Dominus Vobiscum coniugherà brani di musica sacra veneziana con le originali e antiche trascrizioni cinesi.

Saranno “in scena”; alcuni studenti di Teatro Cantiere Cà Foscari, Università Cà Foscari Venezia impegnati con brani tratti dalle Letture dalle Lettere edificanti e curiose dei Gesuiti in Cina; Cantus Anthimi diretto da Livio Picotti con un repertorio di brani tratti dall’Ordinarium di vari maestri di scuola veneziana in dialogo con un insieme di studenti cinesi dei Conservatori del Veneto che eseguiranno alcuni dei canti sacri tratti da Musique sacrée. Les notes chinoises mises sur des lignes à notre  manière di Padre  Joseph- Marie Amiot da Pechino; Ensemble Dominus Vobiscum diretto da Francesco Fanna, composto da professionisti e giovani esecutori con Soprano Gemma Bertagnolli Mezzosoprano: Giovanna Dissera Bragadin; Coro Academia Ars Canendi diretto da Manuela Meneghello;

Brano di chiusura collettivo: Magnificat di Antonio Vivaldi

“Sarà l’occasione per ripercorrere una straordinaria vicenda di profondo e intelligente dialogo culturale e religioso, dal quale emerge una modalità della capacità di “incontro” che i gesuiti possedevano in quanto si rivelarono in questo caso mediatori capaci di far dialogare tradizioni così diverse. – commenta la professoressa Elisabetta Brusa – La manifestazione esprime la  nostra contemporanea volontà di  recuperare quel dialogo tra noi, la nostra storia musicale e il mondo della Cina rappresentato in questo caso da giovani musicisti dei Conservatori del Veneto che  sono qui a studiare la nostra cultura come, a loro volta, nuovi e futuri mediatori della cultura italiana in Cina e come rappresentanti di un pezzo di storia del loro paese. La collaborazione con il Patriarcato di Venezia, inoltre, è ovviamente l’inestimabile valore aggiunto di questa iniziativa.”

Al progetto contribuiscono la Procuratoria di San Marco, l’Ufficio Beni Culturali – Diocesi Patriarcato di Venezia, l’Istituto Confucio di Venezia, il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, gli Alumni di Cà Foscari e il Consorzio tra i Conservatori del Veneto.

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