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30 ottobre 2013

Università di Bologna a lezioni d’europa: l’italia e il mercato unico, prospettive e opportunità

Università di BOLOGNA – L’alma mater Università di Bologna a “lezioni d’europa”: “l’italia e il mercato unico: prospettive e opportunità” 29 ottobre ore 10,00 – Aula A, Alma Mater Studiorum, Via Belmeloro 14

Si è conclusa con grande successo di partecipazione l’edizione 2013 di “Lezioni d’Europa: pensare oltre i confini”.

All’Università Alma Mater dell’Università di Bologna oltre trecento persone hanno preso parte alla lezione di Andrea Renda, Senior Research Fellow of Centre for European Policy Studies e Direttore dell’Istituto Affari Internazionali Global Outlook, dedicata al tema “L’Italia e il mercato unico: prospettive e opportunità”. A gremire l’Aula A dell’Università di Bologna Alma mater sono stati soprattutto giovani, per la maggior parte studenti universitari e degli ultimi anni delle scuole medie superiori.

La lezione all’Università di Bologna, seguita in diretta streaming via web anche dalle Università di Bari, Perugia, Rimini, Roma, Sassari e Torino e moderata dal giornalista Giampiero Gramaglia, si è innanzitutto concentrata sull’analisi delle cause profonde della crisi che colpisce il Vecchio Continente in genere e il nostro Paese in particolare. Il declino che ci colpisce – ha spiegato Renda – non è “congiunturale” ma “strutturale” e la ricetta per invertire la rotta deve essere questa: “più Italia in Europa” e, assieme, “più Europa in Italia”.

Per uscire dall’impasse – ha argomentato il ricercatore del Centro di studi politici europei – il nostro Paese deve farsi promotore di una spinta verso una governance dell’Unione migliore e più coesa e verso un recupero dei valori contenuti nella strategia Europa 2020, con l’obiettivo di una politica capace di sviluppare benessere e coesione sociale, imperativi ancora più urgenti in vista del semestre di Presidenza italiano del Consiglio dell’Unione.

L’Italia – questo l’auspicio-esortazione delineato da Renda – deve riuscire a trasformare in opportunità di sviluppo futuro le sue incapacità di sfruttare i vantaggi dell’essere un Paese UE e i conseguenti ritardi, che vanno dalla qualità delle infrastrutture al livello dell’educazione, dalla competitività delle PMI al digital divide e alla diffusione dell’economia sommersa.

Alle centinaia di ragazzi in ascolto Andrea Renda ha indicato un caso molto concreto, quello dei fondi europei – gli stessi che alcune regioni italiane sono state recentemente costrette a restituire perché non hanno saputo come impegnarli in progetti di sviluppo – individuandoli come l’ultima e più propizia occasione per il rilancio italiano. I fondi di coesione dell’Unione Europea stanziati per il periodo 2014-2020 saranno un fondamentale banco di prova. Da lì l’Italia deve ripartire per colmare innanzitutto il divario regionale che la penalizza. E deve farlo prima che sia troppo tardi.

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