• Google+
  • Commenta
2 ottobre 2013

Università di Trieste. Proteggersi dal terremoto: problemi attuali e soluzioni innovative

Università di TRIESTE – Proteggersi dal terremoto: problemi attuali e soluzioni innovative

Venerdì 4 ottobre, nella splendida cornice di Villa Manin di Passariano, Udine, avrà luogo il Convegno “Proteggersi dal terremoto: problemi attuali e soluzioni innovative”, promosso dall’Università di Trieste, Dipartimento di Matematica e Geoscienze, in collaborazione con “The Abdus Salam International Centre for Theoretical Phisics-Sand Group” e ANTEL, Associazione Nazionale Tecnici Enti locali.

Il Convegno dell’Università di Trieste si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica, i tecnici e le Istituzioni al problema dell’effettiva pericolosità sismica in Italia, ed in particolare nella Regione Friuli – Venezia Giulia, e di illustrare le moderne tecnologie capaci di ridurre l’impatto del sisma sul costruito.

Le procedure tradizionali in uso, basate su un approccio probabilistico, si sono rivelate fatalmente inadeguate in occasione di numerosi terremoti distruttivi avvenuti recentemente sia in Italia che nel mondo. Il terremoto dell’Emilia (2012), in particolare, ha sollevato molti dubbi sull’affidabilità delle mappe probabilistiche di pericolosità che sono alla base della normativa sismica e rende urgente un confronto costruttivo e ad ampio spettro sugli aspetti sismologici, ingegneristici e legislativi.

Le metodologie per la stima della pericolosità sismica basate sulla modellazione realistica di terremoti di scenario, quali il metodo neo-deterministico (NDSHA), consentono una definizione del moto del suolo adeguata per la progettazione e la pianificazione urbana in zone ad elevata sismicità. Tali metodi permettono, inoltre, di definire in modo affidabile la sollecitazione sismica considerata in fase di progettazione con l’isolamento sismico alla base, la cui efficacia dipende in modo cruciale da una corretta definizione dell’input sismico.

Gli interventi forniscono una panoramica sui metodi avanzati attualmente disponibili per proteggersi efficacemente dai possibili forti terremoti, particolarmente rilevanti per quanto riguarda gli edifici pubblici e le infrastrutture, e spaziano dall’analisi critica delle metodologie in uso per la stima della pericolosità sismica alle applicazioni ingegneristiche, dalla valutazione della vulnerabilità degli edifici esistenti all’adeguata progettazione di strutture antisismiche.

Il metodo NDSHA, unito ad accurate valutazioni della vulnerabilità sismica delle strutture e della loro esposizione, costituisce uno strumento di grande efficacia, anche per stabilire le priorità di intervento sulle costruzioni esistenti, in particolare nell’ambito delle verifiche di sicurezza sismica degli edifici strategici previste dall’attuale normativa sismica. Verranno presentati casi di studio focalizzati sull’analisi della vulnerabilità di edifici storici presenti sul territorio regionale.

Google+
© Riproduzione Riservata