All’Università degli Studi Roma Tre la campagna per il diritto all’identità

Redazione Controcampus 26 Novembre 2013

Università degli Studi ROMA TRE - La campagna per il diritto all’identità aall'Università degli Studi Roma TreLa dittatura civico-militare argentina iniziata formalmente il 24 Marzo 1976 ha perpetrato azioni di terrorismo di Stato le cui conseguenze sono pubblicamente conosciute: circa 30.

000 desaparecidos, migliaia e miglia di torturati, l’esilio di oltre due milioni di persone e l’appropriazione di più di 500 neonati strappati alle loro madri, dopo aver partorito nei centri clandestini di detenzione.

La sottrazione di neonati fu definito dal Potere Giudiziario argentino come un piano sistematico della dittatura. Il loro atroce protocollo stabiliva che quando sequestravano una donna incinta la mantenevano in vita finché partoriva. Poi le si toglieva il bimbo, che veniva dato in adozione con documenti falsi o consegnato ad altri militari o complici. La madre veniva uccisa o gettata viva in mare.

Mentre le Madres de Plaza de Mayo non rinunciavano alla ricerca dei loro figli scomparsi manifestando nella Plaza de Mayo di Buenos Aires con il capo coperto da un fazzoletto bianco, le Abuelas (Nonne) il 5 agosto 1978 facevano un appello alla stampa rivolgendosi a coloro che avevano sottratto i loro nipotini scomparsi. Così nasce l’instancabile tenacia delle Abuelas de Plaza di Mayo costituitesi in Associazione, la cui Presidente Estela Carlotto si batte sin dall’inizio per  ritrovare i figli dei loro figli.

Nel 1992 viene creata la CONADI, Commissione Nazionale per il Diritto all’Identità, dipendente dal Ministero di Giustizia e Diritti Umani, che segna l’inizio dell’efficace collaborazione tra Abuelas de Plaza de Mayo e lo Stato argentino. E la lotta che queste donne portano avanti, prima durante la dittatura e poi in democrazia, insieme al lavoro della CONADI, ha reso possibile ad oggi il ritrovamento di 109 bambini su circa 500 bambini rubati: la maggior parte in Argentina, alcuni all’estero ma ancora nessuno in Italia.

La campagna per il diritto all’identità in Italia si pone l’obiettivo di far arrivare questo potente messaggio fino agli angoli più reconditi del territorio italiano. Per fare ciò, gli occorre il sostegno delle istituzioni nazionali e dei mezzi di comunicazioni, sostegno che peraltro l’Ambasciata Argentina ha ricevuto a piene mani.

Per quanto riguarda le azioni già realizzate è opportuno segnalare il viaggio in Italia – ottobre del 2012- di Claudia Carlotto, Coordinatrice Generale della CONADI e figlia della Presidente di Abuelas Estela Carlotto, e di un nipote ritrovato Guillermo Pérez Roisinblit per sostenere e promuovere questa campagna, riuscendo ad ottenere l’attivo l’impegno del Comune di Napoli, del Sindaco di Bari Michele Emiliano, e del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, del Sindaco di Torino Piero Fassino, del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il sostegno delle autorità del CUIA (Consorzio Interuniversitario Italiano per l’Argentina).

Un altro strumento di promozione di questa campagna utilizzato dall’Ambasciata Argentina è stata la proiezione soprattutto negli atenei di molte città italiane  del film “Verdades Verdaderas. La vita di Estela”, che permette di comprendere la lotta ininterrotta delle Abuelas de Plaza de Mayo e la proiezione del film documentario “Nietos, historias con identidad” (Nipoti, storie e identità), cortometraggio che affronta la storia di vita dei nipoti ritrovati dall’Associazione Abuelas de Plaza de Mayo fino al 2012. Si tratta di una serie di 105 clip-documentari, di tre minuti ognuno, che racconta in ogni episodio la storia di un nipote ritrovato e il loro percorso fino alla restituzione della loro identità.

Un altro passo avanti in favore della Campagna per il Diritto all’Identità è stata la Conferenza Stampa che si è volta presso l’Ambasciata Argentina il giorno mercoledì 6 febbraio 2013 con la partecipazione dei sindacati CGIL CISL e UIL, che hanno sostenuto l’iniziativa e hanno aderito alla campagna

Il messaggio della Campagna è stato trasmesso e promosso anche attraverso i discorsi tenuti dal Ministro Cherniak presso le prestigiose Università degli Studi di Torino, di Bologna, di Perugia, l’Università per Stranieri di Perugia, di Camerino, Università degli Studi Roma Tre, Sapienza di Roma, l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, l’Università di Napoli Federico II, l’Università di Bari, di Lecce, di Calabria e di Palermo, ecc.

Mercoledì 27 novembre 2013 presso l’Aula Magna della Scuola di Lettere Filosofia Lingue dell’Università degli Studi Roma Tre (via Ostiense 236, Roma), il Ministro Plenipotenziario presso l’Ambasciata Argentina a Roma, Carlos Cherniak, alla presenza del Rettore dell’Università, Mario Panizza, e con la Signora Estela Carlotto presenterà la Campagna per il Diritto all’Identitá in tutte le universitá italiane.

Grazie al Sindaco Ignazio Marino é stato possibile allestire, nell’ambito di tale campagna, la Mostra di Jorgelina Molina Planas, una giovane artista e una delle prime nipoti ritrovate da Abuelas de Plaza de Mayo dal titolo G.I.R. – Geografie interiori. Ricostruzione, ospitata alla Casa della Memoria e della Storia dal 18 novembre al 20 dicembre 2013. Parallelamente si terranno diverse iniziative per celebrare i 30 anni di democrazia in Argentina e la sua politica di diritti umani come pilastro fondamentale per la sua costruzione.

La campagna in Italia è importante perché i giovani argentini, nell’età compresa tra i 30 e i 38 anni, che risiedono nelle diverse Regioni sono tanti. Se qualcuno di loro avesse dubbi sulla propria identità può contattare, per poter fare l’esame del DNA, le sedi diplomatiche e consolari inviando una e-mail a dirittiumani@ambasciatargentina.it oppure telefonando allo 06.48073300.

L’ipotesi che qualcuno dei nipoti cercati dalle Abuelas possa vivere oggi in Italia non è irrazionale. Il profondo vincolo di fratellanza tra i nostri popoli è solo uno degli elementi che rende plausibile tale possibilità.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto