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28 novembre 2013

La Sapienza delle persone: inaugurazione Anno Accademico 2013/14

Università degli Studi di ROMA La Sapienza – La Sapienza delle persone: testimonianze, racconti ed esperienze per l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2013-14

La Sapienza

La Sapienza

Durante la cerimonia all’Università la Sapienza Samuel Modiano, sopravvissuto ai campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau, riceverà il dottorato Honoris causa per il suo impegno nel tenere viva la memoria della Shoah.

Venerdì 29 novembre alle 11.00 si svolgerà la cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2013-14 dell’Università la Sapienza, il 711° dalla sua fondazione, che ha come fil rouge le testimonianze e le storie degli attori che rendono l’università un organismo vitale.

Uno dei momenti salienti è rappresentato dal conferimento del Dottorato Honoris Causa in Storia, antropologia, religioni a Samuel Modiano, sopravvissuto ai campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Dopo l’apertura della cerimonia all’Università la Sapienza, affidata alle note del Va’ pensiero dell’Orchestra MuSa della Sapienza, in rappresentanza degli studenti prenderà la parola Michela Quintavalle, che lavora presso l’azienda di trasporti locali, con la relazione Lavoro per studiare; sarà poi la volta di Fabrizio De Angelis, che parlerà del welfare per il personale, della lectio magistralis di Barbara Caputo Ricercatore ignoto: rientrare dall’estero, perché ? e della prolusione del Rettore Luigi Frati che proporrà una riflessione sullo stato dell’università.

“Il filo conduttore di questa giornata – spiega il rettore Luigi Frati dell’Università la Sapienza – è lo studente in relazione alle pari opportunità ed alla crescita umana e professionale: una ragazza che lavora all’Atac come autista per studiare medicina, una ricercatrice che dal politecnico di Losanna rientra in Italia per proseguire le proprie ricerche in campo informatico. Eppoi Samuel Modiano -sopravvissuto alla Shoah – a cui lo studio, e molto altro, è stato negato per via delle leggi razziste: in particolar modo il conferimento di questo dottorato honoris causa riflette la volontà della Sapienza di assumere su di sé il dovere di sapere e di non dimenticare”.

“Eravamo in Polonia, poche ore dopo aver accompagnato decine e decine di giovani studenti ad Aushwitz-Birkenau, – racconta il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici – quando abbiamo capito che la testimonianza di Samy Modiano, come del resto quella di tutti gli ex deportati dai campi di sterminio nazisti, andava premiata per il suo alto valore storico e per l’immenso contributo alla Memoria. Così ci siamo attivati per capire se fosse stato possibile conferire una laurea ad honorem a Samy, proprio a lui che aveva sognato di studiare ma non ha potuto mai farlo a causa delle persecuzioni. L’idea piacque subito al Magnifico Rettore della Sapienza e con lui partorimmo la convinzione che sarebbe stato ancor più giusto e prestigioso conferire a Samy un dottorato di ricerca honoris causa. Un riconoscimento che ci commuove e che dà la dimensione reale del valore storico che oggi un ex deportato porta con sé ogni giorno. Questa è la risposta giusta che un luogo di studio e di ricerca può fornire, soprattutto contro chi ancora oggi tenta di sostenere il negazionismo della Shoah”.

Samuel Modiano ha conosciuto le leggi razziste nel 1938, quando a 8 anni fu espulso dalla scuola che frequentava a Rodi, a quel tempo colonia italiana; nel 1944, appena ragazzo, fu deportato al campo di Auschwitz-Birkenau, trasportato su navi-cargo insieme ad altri 2.500 ebrei. La sua storia è la storia di una vita che resiste per caso, perché nell’imminenza della liberazione del campo, fu creduto morto e quindi riuscì a salvarsi dalla fine certa, che non ha risparmiato gli altri: nessuno della sua famiglia è tornato, e dei deportati di Rodi sono sopravvissuti circa in 150. Adesso Samuel Modiano è impegnato a raccontare la Shoah, e la sua esperienza nella Shoah, dando testimonianza alle nuove generazioni di quanto è successo, entrando nelle scuole a raccontare il proprio vissuto. Proprio in uno dei recenti Viaggi della Memoria in cui ha accompagnato i liceali romani ad Auschwitz ha preso forma l’omaggio verso la sua figura, che si concretizza venerdì 25 con il conferimento del Dottorato Honoris Causa, introdotto dalla presentazione di Marina Caffiero,  direttore del Dottorato in Storia, antropologia, religioni e concluso dall’intervento di Samuel Modiano.

Motivazione del Dottorato Honoris causa: “per l’instancabile impegno con cui si dedica a testimoniare la sua tragica esperienza, segnata dall’espulsione da scuola, a Rodi, all’età di otto anni – ordinata in ottemperanza al dettato delle Leggi razziste – e dalla deportazione ad Auschwitz-Birkenau nell’estate del 1944, nella ricorrenza del settantacinquesimo anniversario dell’emanazione delle Leggi del 1938, per proseguire al più alto livello l’azione di promozione della Memoria e di sostegno alla ricerca storica”.

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