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4 novembre 2013

Mercoledì in Cattolica Lambert Schlechter, bandiera della letteratura civile

Università Cattolica del Sacro Cuore – Da Lussemburgo a Milano: Amnesty international in poesia. Mercoledì in Cattolica Lambert Schlechter, bandiera della letteratura civile

Lambert Schlechter

Lambert Schlechter

Il 6 novembre alle ore 17,30 in largo Gemelli il poeta leggerà un appello all’ambasciatore russo contro la condanna di Tolokonnikova e le altre musiciste del gruppo Pussy Riot per una canzone contraria a Putin. È la prima volta in Italia del maggiore poeta lussemburghese.

La prima volta in Italia di Lambert Schlechter, bandiera di Amnesty International, è questo mercoledì 6 novembre in Università Cattolica di Milano in largo Gemelli 1 alle ore 17,30 in occasione dell’anteprima del Festival internazionale di Poesia civile. In un incontro su “Poesia civile ed editoria” il maggiore poeta lussemburghese, accompagnato da Paolo Pobbiati, vicepresidente di Amnesty Italia, presenta il suo primo libro tradotto in italiano da Interlinea, All’opposto di ogni posto, e leggerà una lettera aperta all’ambasciatore russo contro la condanna di Tolokonnikova e le altre musiciste del gruppo Pussy Riot per una canzone contraria a Putin che è costata a loro due anni di colonia penale. Con Schlechter intervengono anche il traduttore Clemente Condello, la studiosa di letteratura straniera Enrica Yvonne Dilk, il semiologo Giorgio Simonelli e l’editore Roberto Cicala. L’incontro è promosso da Laboratorio di editoria e Dipartimento di Scienze della Comunicazione con la collaborazione del Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”.

Il Poeta. Lambert Schlechter è nato nel dicembre del 1941 a Lussemburgo. Bandiera di Amnesty international di cui è stato vicepresidente nel suo Paese, dove è riconosciuto come il maggiore poeta e uno dei più autorevoli intellettuali. Ha insegnato per trentacinque anni filosofia e francese nei licei. Da quando è andato in pensione vive a Eschweiler, nelle Ardenne lussemburghesi. Autore riconosciuto e apprezzato nella francofonia, ha pubblicato una ventina di libri di prosa e poesia a Lussemburgo, in Québec, in Belgio e soprattutto in Francia e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Il suo blog Le murmure du monde è all’indirizzo: http://lambertschlechter.blogspot.com. In occasione del festival esce All’opposto di ogni posto, a cura di Clemente Condello, opera inedita in Italia.

Il Libro Inedito. «Proponiamo qui la prima traduzione italiana di Lambert Schlechter, filosofo, poeta e scrittore lussemburghese, autore di primo piano della poesia francofona nel mondo e tradotto in diverse lingue. La forza della sua poesia è generata non solo dal carattere colloquiale, o dalla prosodia e dalla metrica ben curate, ma anche dal sapiente uso di una scrittura che arriva dal fondo dei secoli, e soprattutto da una grande cultura che si fa ancilla della poesia per esprimere con semplicità realtà complesse. Con i nostri classici, da Dante a Montale, Pavese e Alda Merini, Schlechter ha un dialogo che dura da sempre. A Montale ha dedicato una serie di poesie inedite scritte in tedesco nei primi anni ottanta e qui riproposte» (dalla quarta di copertina della plaquette realizzata in occasione del festival: Lambert Schlechter, All’opposto di ogni posto, a cura di Clemente Condello, con testo tedesco e francese a fronte, Interlinea 2013).

L’appello all’ambasciata Russa. Riportiamo il testo della lettera di Lambert Schlechter che sarà letta in Università Cattolica mercoledì 6 novembre:

«Eccellenza, nel corso della mia vita è la seconda volta che ho il dispiacere di dovere scrivere una lettera aperta a un ambasciatore russo. La prima volta, nel 1981, ho scritto a un vostro  predecessore a proposito d’Anatoly Marchenko. Colpevole di aver scritto un libro sulle colonie penali e le prigioni sovietiche, Marchenko, che in precedenza aveva già passato più di tredici anni nelle prigioni e nell’esilio (da qui il suo libro), fu condannato ad altri 10 anni di colonia penale a regime duro e cinque anni di confino. In quella prima lettera parlavo di Chechov e della sua lotta per la dignità e la libertà nel bagno penale di Sakhalin e chiedevo al vostro predecessore d’intervenire presso le autorità sovietiche per far rimettere subito in libertà Marchenko, condannato ingiustamente per reato d’opinione al termine di un processo ingiusto e osceno. Concludevo così la lettera al vostro predecessore: «Se mai dovesse invitarmi a cena, ecco il menù che desidero: una ciotola di brodo di cavoli con qualche grammo di grasso. Vi inviterò a condividerla con me, Eccellenza, e gomito a gomito parleremo di Anatoly Marchenko fino all’alba…». Marchenko morirà cinque anni dopo, a 48 anni,  nella prigione di Čistopol’ per le sequele di uno sciopero della fame.

Di un altro sciopero della fame, Eccellenza, vi scrivo oggi: lo sciopero della fame che la cittadina russa  Nadežda Tolokonnikova ha iniziato lo scorso 23 settembre. Anche Nadežda Tolokonnikova, al termine di un processo ingiusto e osceno, è stata condannata per reato d’opinione. Nadežda  Tolonnikova e le altre cantanti del gruppo Pussy Riot hanno cantato in una chiesa una canzone contro Vladimir Putin, ex agente del KGB e, si dice, fervente devoto ortodosso.

Nadežda  Tolonnikova  è stata condannata a due anni di colonia penale. E dopo oltre un anno non ne può più. Il perché lo spiega in una lettera aperta lunga una decina di pagine.

A leggere quel documento si resta senza fiato. E viene voglia di gridare!

Per fortuna il testo comincia a circolare sugli organi di stampa e in modo esponenziale sulle reti sociali.

Nadežda  Tolonnikova descrive le condizioni di vita in una colonia penale della Russia odierna, la colonia penale № 14 della Mordovia e della stessa Russia che voi, Eccellenza, rappresentate presso il Granducato del Lussemburgo.

Nella colonia penale, Nadežda  Tolonnikova viene accolta dal direttore, il tenente colonnello Kupriyanov, con le seguenti parole: «In politica, lei deve sapere che io sono stalinista». Nel susseguirsi delle pagine, Nadežda  Tolonnikova descrive le condizioni di detenzione, le vessazioni quotidiane, il sadismo, i ricatti, le delazioni, le umiliazioni (le proibizioni di  lavarsi o di andare in bagno,  l’obbligo di lavorare nude ecc. ecc.), le punizioni collettive, i pestaggi.

Nadežda Tolonnikova lavora in una sartoria che produce uniformi: gli orari sono tali che una giornata di lavoro dura da sedici a diciassette ore, dalle 7.30 alle 0.30. Una giorno di riposo è concesso una volta ogni sei settimane.

Il sonno è concesso quattro ore per notte.  Lo stesso numero di ore di sonno che Varlam Chalamov riporta per i gulag della morte nel suo libro terrificante «I racconti della Kolyma» .

La schiavitù dell’epoca di Stalin continua sotto Putin…

Signor Ambasciatore, oserete attendere impassibile che (come Anatoly Marchenko) questa ragazza muoia per le sequele di uno  sciopero della fame?

Il festival di poesia civile. La cerimonia di consegna del premio alla carriera al maggior poeta lussemburghese Lambert Schlechtersi terrà il giorno seguente l’anteprima in Cattolica, giovedì 7 novembre alle ore 21 al Castello di Quinto Vercellese. Fra gli appuntamenti in calendario anche omaggi a Pier Paolo Pasolini e Vittorio Sereni, incontri con la poetessa e la cantante d’opera libanesi Nada El Hage e Hiba Al Kawas e premi extraletterari al cartoonist Bruno Bozzetto e a Ennio Rega per la canzone d’autore: www.poesiacivile.com

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