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18 dicembre 2013

Alla Lumsa “dentro e fuori lo stadio”: lo sport come valore positivo

Libera Università degli Studi “Maria SS.Assunta” Roma – “Dentro e fuori lo stadio” una riflessione di sportivi e di accademici alla Lumsa per ripensare lo sport come valore positivo e condiviso da tutti.

Sport alla Lumsa

Sport alla Lumsa

L’agonismo sportivo va visto come un valore positivo e non auto-distruttivo

Si è svolto questo pomeriggio nell’aula magna dell’Università LUMSA di Roma l’articolato convegno-dibattito “Dentro e fuori lo stadio – La filosofia dello sport di Fabrizio Ravaglioli” organizzato dal Dipartimento di Scienze umane della LUMSA e da Panathlon con il Patrocinio del CONI per mettere a confronto sportivi e accademici sull’agonismo, inteso come valore sportivo, partendo dalle idee di Fabrizio Ravaglioli, pedagogista autore del libro “La Filosofia dello sport”.

Dopo il saluto del prorettore della LUMSA la prof. Consuelo Corradi, che ha ricordato che “scuola e università non insegnano uno dei valori fondamentali e più belli dello sport: il gioco di squadra”, i lavori del convegno sono iniziati con il prof. Raniero Regni, docente LUMSA di Pedagogia sociale, che nella sua riflessione ha sottolineato come lo sport sia “uno dei grandi fenomeni della società ed una delle espressioni più intense della cultura” e come Fabrizio Ravaglioli, uno dei più liberi intellettuali del nostro Paese ne abbia fatto una magistrale analisi nel suo libro del 1990.

“Lo sport è una dimensione dell’uomo che si lega al gioco – ha osservato Regni – ed è in contatto con le energie vitali dell’essere umano”. Una dimensione che è minacciata continuamente, secondo Regni: “Il suo aspetto mitico ed extraquotidiano rischia sempre la degenerazione e la strumentalizzazione. In alcuni casi la violenza, il doping e la quotidianizzazione, sembrano metterlo in crisi come patologia. In altri momenti, nel gesto atletico e nella purezza dei valori sportivi, sembra invece essere una medicina per chi vive nelle gabbie d’acciaio della routine lavorativa e burocratica”.

A conclusione del suo intervento Regni ha ricordato ai presenti l’alto concetto dello sport, e del calcio in particolare, che aveva uno dei più grandi scrittori e filosofi del ‘900, Albert Camus (premio Nobel per la Letteratura nel 1957). “Tutto quello che ho imparato sulla vita me lo ha insegnato il calcio”, è una delle sue sentenze più famose. Camus giocava in porta, come estremo difensore, solitario e solidale con gli altri, ha tratto dallo sport alcune delle lezioni più vere che poi ha reso immortali nelle sue opere.

Il porsi con la massima energia di fronte alla vita, in una sensazione di salvezza, il coraggio che implica la sfida, il potere di integrazione per cui nello sport non ci sono stranieri ma solo uomini, la generosità e la lealtà del comportamento sportivo, l’imparare a perdere con fair play, l’autodisciplina, sembrano valori che lo sport e forse solo lo sport può aiutare a sviluppare nei giovani. Al di là dell’agonismo, il vincitore è allora, per citare Nelson Mandela, “un sognatore che non si arrende mai”.

Con la successiva Tavola rotonda della Lumsa “L’agonismo è un valore?” il dibattito tra sportivi e uomini di cultura moderato da Matteo Vespasiani, giornalista di Roma Channel TV, è entrato nel vivo con tanti interventi in sala. Per Mons. Melchor Sánchez de Toca Alameda, sottosegretario del Pontificio Consiglio cultura e sport “l’agonismo è una dimensione dello sport che appartiene alla natura stessa dell’uomo e la degenerazione della competizione tra Caino e Abele per dare le offerte migliori a Dio ne è uno dei primi esempi”. A seguire il presidente del CONI Lazio Riccardo Viola ha messo in luce la “necessità di aumentare le ore destinate alle attività motorie nelle scuole” ed ha concluso che “l’agonismo non è il solo obiettivo di chi fa sport. Anche il solo piacere di godere dell’attività sportiva è un fattore altamente positivo”. Venuto meno per impegni sportivi il previsto intervento di Morgan De Sanctis, calciatore dell’AS Roma, reduce dal pareggio di ieri con il Milan, la parola è passata al presidente di Special Olimpics Maurizio Romiti che ha invitato a non considerare univoca l’equivalenza sport uguale agonismo. “Lo sport – ha detto Romiti – è la risultante di valori tutti positivi e va vissuto sempre in maniera positiva da chi pratica l’attività e da coloro che assistono alle manifestazioni sportive”. A concludere gli interventi dell’olimpionico di scherma Michele Maffei, di Guido Valori, docente LUMSA di Diritto sportivo, di Armando Palanza giornalista di Rai Sport e di altri dirigenti e campioni sportivi presenti.

Durante il convegno della Lumsa il prof. Pierluigi Palmieri, Governatore del Panathlon, ha presentato l’iniziativa La scuola incontra lo sport, il Panathlon va a scuola. Il progetto del Panathlon coinvolgerà campioni sportivi di tutte le discipline per portare nelle scuole primarie e secondarie la metodologia educativa dello sport e le buone pratiche ad esso connesse (ad esempio le basi di una corretta educazione alimentare), stimolando l’emulazione positiva anche grazie alle testimonianze di sportivi ancora in attività o facendo conoscere ai più giovani alcuni campioni del passato di valore assoluto.

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