Universiadi Invernali Trentino 2013: il linguaggio universale dello sport

Redazione Controcampus 9 Dicembre 2013

Fare innovazione attraverso il linguaggio universale dello sport la sfida parte delle Universiadi Invernali Trentino 2013.

“University Sport. Inspiring Innovation”: aperta a Rovereto la conferenza internazionale. Dare impulso all’innovazione, creare coesione sociale e favorire la fratellanza: lo sport come motore di innovazione e sviluppo scientifico e tecnologico al centro dei lavori oggi e domani al Mart. Primo evento ufficiale dell’Universiadi Trentino 2013 la conferenza ha attirato l’attenzione di esperti da tutto il mondo

Ben 305 milioni di cittadini europei – su una popolazione totale di 505 milioni – praticano sport almeno una volta in settimana. E le persone che lavorano nel comparto sportivo in Europa sono oltre 1,5 milioni. Questi numeri fotografano bene il potenziale di interesse che ruota attorno allo sport, non soltanto come fattore di inclusione sociale e di attenzione al benessere psicofisico, ma anche come terreno fertile per sperimentare innovazione sotto il profilo scientifico e tecnologico. Di questo si parla oggi e domani al Mart di Rovereto nell’ambito della conferenza internazionale “University Sport: Inspiring Innovation”, primo grande evento nel programma ufficiale dell’Universiadi Trentino 2013 che sta per cominciare.
Come suggerisce il titolo della conferenza internazionale, lo sport è infatti fonte inesauribile di innovazione. Dall’invecchiamento della popolazione alla sedentarietà, dal disagio sociale all’emergenza ambientale: le questioni che lo sport affronta incrociano alcune tendenze che saranno al centro anche del nuovo programma quadro di finanziamento Horizon 2020 della Commissione Europea e possono costituire anche un punto di partenza per nuove iniziative imprenditoriali.

Ad assistere ai lavori della conferenza internazionale oggi c’erano esperti e amministratori, rappresentanti di governi e istituzioni di alta formazione da tutto il mondo, imprenditori, studenti e, dal mondo sportivo, atleti, allenatori e responsabili tecnici, interessati ad approfondire il tema dell’alleanza, possibile e strategica, tra sport universitario e innovazione, occupazione ed educazione.

«Lo sport è un’esperienza di vita che abitua le persone a confrontarsi per raggiunge grandi obiettivi» – ha detto il presidente del C.O. Universiadi Trentino 2013, Sergio Anesi nel suo saluto di benvenuto. «La sfida che oggi ci troviamo ad affrontare in occasione dell’Universiadi è quella di fare in modo che lo sport lasci qualcosa sul territorio. E, in questo senso il Trentino ha interpretato questo evento come una grande opportunità. Siamo consci di avere in Trentino molte persone capaci di fare rete e anche tanti giovani che resistono al periodo di crisi che attraversiamo con un entusiasmo contagioso. Significativo è anche il luogo in cui ci troviamo oggi, la città di Rovereto, che ospita la conferenza e che ci dà l’opportunità di creare un evento che resterà nella storia dello sport universitario. Il mio auspicio, da membro della giunta Coni, è che anche grazie a iniziative come questa, in Italia si possa sviluppare in futuro una migliore sensibilità verso lo sport e la valenza che esso può avere per i giovani».

«Parlare di innovazione significa parlare del futuro, in particolare del futuro dei giovani», ha evidenziato Rossana Ciuffetti, direttrice della Scuola dello Sport del CONI. «Il Trentino è terra di best practices non solo nello sport, ma anche nel turismo, nella cultura e in molti altri ambiti, tra cui anche la ricerca scientifica. Da questi presupposti nasce la collaborazione che come CONI abbiamo instaurato positivamente con le istituzioni locali per la ricerca applicata allo sport».

A portare il saluto della FISU è stata questa mattina Alison Odell, responsabile della Commissione Educazione per la Federazione Internazionale Sport Universitario: «Lo sport ha davvero il potere di cambiare il mondo, perché parla un linguaggio che la gente comprende e offre terreno fertile dove sperimentare e mettere a fattore comune competenze e interessi diversi. Per gli atleti, per i volontari, per i giovani ricercatori e per i giovani imprenditori questa conferenza e questa Universiadi rappresentano una grande opportunità per eccellere, sfruttando la leva dello sport. Il nostro compito è quello di ispirarli e supportarli attraverso le reti di collaborazione che si sono stabilite e che sempre più vedono l’Italia in primo piano».

«Obiettivo di questi due giorni – ha sottolineato la rettrice dell’Università di Trento, Daria de Pretis – è stimolare la riflessione del mondo accademico, sportivo, politico e industriale sulla potenziale fruttuosa sinergia tra sport e università, due mondi che il senso comune fatica a pensare insieme, ma che possono tuttavia parlarsi, crescere, imparare reciprocamente. Sono molti i valori che lo sport e un sano contesto di ricerca e innovazione condividono: il desiderio di mettersi in gioco e misurarsi con sfide ambiziose, la capacità di rapportarsi con gli altri in un’ottica competitiva, la capacità di valutare obiettivamente le proprie risorse e quelle degli altri concorrenti, le competenze organizzative e la gestione dei tempi, l’essere in grado di far fronte alle difficoltà con strategie di coping attive. “Inspiring Innovation” vuol dire riunire la comunità accademica, la comunità dell’innovazione e la comunità sportiva».

A fare gli onori di casa insieme alla rettrice era presente oggi anche il sindaco Andrea Miorandi che ha voluto portare un messaggio di pace e di fratellanza, riprendendo lo spirito dell’Universiadi e quello della “Città della pace”. Entrambi, la rettrice e il sindaco, hanno voluto dedicare un omaggio particolare al ricordo di Nelson Mandela: «Rovereto oggi ha il grande onore di dare il via alle Universiadi 2013. Non con una gara, ma con un’anteprima che ha il sapore di una celebrazione. Qui noi oggi, celebriamo infatti quel valore di fratellanza universale che sta alla base di ogni competizione olimpica e dello sport, che da sempre ha la funzione insostituibile di favorire il dialogo e la vicinanza fra i popoli. Un messaggio di pace e di fratellanza che in queste ore acquista un significato ancora più intenso e vibrante per la straordinaria concomitanza con la scomparsa di uno dei giganti della non violenza e della fratellanza mondiale, Nelson Mandela».

«Rovereto ha più di un motivo per ospitare oggi questa conferenza – ha aggiunto Miorandi – Qui l’innovazione è di casa. La troviamo applicata a quelle che costituiscono da sempre le due anime della città: il “sapere” e il “fare”. Il mondo della cultura, dell’arte e dell’alta formazione, da una parte. E dall’altra, il mondo dell’imprenditoria, del commercio, dell’artigianato. Una vocazione che ancora oggi viene coltivata e mantenuta. A questo si aggiunge l’anima green, la vocazione alla sostenibilità ambientale. Infine, ma non ultimo, lo sport, che a Rovereto non solo trova una vasta adesione di massa, con migliaia di praticanti, decine di associazioni sportive e alcune fra le più importanti strutture sportive del Trentino. Qui lo sport ha trovato anche, da qualche tempo, una culla ideale di sperimentazioni, di attività laboratoriale, grazie al rapporto fecondo fra le istituzioni locali, la comunità e i centri universitari di Trento e di Verona, quest’ultima in particolare attraverso il Cerism, che qui ha un importante laboratorio per testare materiali e per progetti di valenza internazionale. Una città-laboratorio, dunque, dove pensare allo sviluppo di un centro di ricerca permanente su sport e innovazione, realizzato grazie a una rete di relazioni di eccellenza, con le Università, con la Provincia, con i centri di ricerca già esistenti, con i privati e il mondo dell’impresa, con partnership internazionali».

I lavori della conferenza internazionale sono entrati quindi nel vivo con gli interventi di Paolo Bouquet, delegato allo Sport dell’Università di Trento e responsabile scientifico e di Federico Schena, docente dell’Università di Verona e coordinatore della conferenza “Mountain, Sport & Health” che si tiene in parallelo. «Con questa conferenza – ha spiegato Paolo Bouquet – vogliamo dare avvio ad un progetto particolarmente ambizioso, che ben si sposa con lo spirito dell’Universiadi. Vogliamo portare all’attenzione del Trentino, e anche fuori dai confini provinciali e nazionali, una testimonianza di come lo sport possa essere risorsa per la ricerca e l’innovazione che può stimolare la creatività in vari ambiti scientifici, da quelli più tradizionali della meccanica, dell’ingegneria dei materiali o della medicina, a quelli più attuali dell’informatica o delle scienze cognitive. Il nostro obiettivo è quello di mettere in rete tutto ciò che già esiste in questa direzione e di gettare le basi per proporre Rovereto e il Trentino come polo di attrazione internazionale per ricercatori, imprenditori e amministratori pubblici intenzionati ad investire sulle potenzialità dello sport abbinato a ricerca e innovazione tecnologica».

Un’idea che fa da filo conduttore anche della conferenza biennale “Mountain, Sport & Health”, che da ormai cinque edizioni si tiene a Rovereto, promossa dal Cerism. «Lo sport analizzato in un contesto montano è una sfida ancora più impegnativa da affrontare», ha spiegato il coordinatore scientifico Federico Schena. «Una difficoltà aggiuntiva che si somma a quella di mettere a frutto l’innovazione, a beneficio dell’intero territorio. Il nostro contributo è mirato a valorizzare le potenzialità dello sport in montagna. Un obiettivo che ci poniamo dal 1995, anno in cui il Cerism è stato fondato su impulso dell’ex rettore Fabio Ferrari. L’edizione di quest’anno sarà dedicata in particolare alla dimensione trasversale dello sport e all’integrazione dei saperi che in esso convergono». Un’opportunità di formazione, oltre che di ricerca, che ha attirato alla conferenza di Rovereto anche una folta delegazione di studenti della Facoltà di Scienze motorie dell’Università di Verona.

I lavori della conferenza sono proseguiti nel pomeriggio e si terranno anche per tutta la giornata di domani al Mart, con sessioni plenarie e sessioni parallele con workshop e interventi curati da relatori di rilievo internazionale. Al Palazzo dell’Istruzione è in corso in parallelo, invece, la Business Session promossa da EIT ICT Labs (segue comunicato stampa).

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto