India Immersion Program Amity University – Unimore

Redazione Controcampus 3 Novembre 2014

Bilancio più che positivo per gli studenti rientrati dalla Summer School India Immersion Program Amity University - UNIMORE, il primo campus estivo all’estero promosso dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, grazie alla partnership di Octagona srl.

L’esperienza ha consentito a 25 iscritti UNIMORE di soggiornare per tre settimane alla Amity University di New Delhi, immergendosi nella cultura del mercato indiano attraverso confronti con operatori economici ed autorità locali e visite a sedi di rappresentanza di imprese italiane. Le valutazioni riportate dagli studenti spronano UNIMORE a continuare ad investire in questo progetto di internazionalizzazione.

C’è soddisfazione tra gli studenti dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che hanno partecipato alla Summer School India Immersion Program Amity University-UNIMORE, una singolare e nuova esperienza di studio, che ha dato loro l’opportunità per tre settimane di soggiornare a New Delhi, in India, compiendo una full immersion nella cultura del mercato indiano, grazie a questo primo campus estivo all’estero promosso dall’Ateneo emiliano.

“Le motivazioni che hanno ispirato il programma sono duplici. Da un lato la volontà di UNIMORE di estendere ed articolare le reti di relazioni con Università ed istituzioni attive nel campo della formazione e della ricerca in Asia e, in particolare, in India. La seconda motivazione – afferma il prof. Tiziano Bursi, responsabile del programma e docente di Marketing internazionale al Dipartimento di Economia Marco Biagi – nasce dall’osservazione del numero crescente di imprese italiane, ma anche del territorio sul quale insiste l’Ateneo, che si rivolgono al mercato indiano e sul quale stanno attivando forme di presenza sia di tipo commerciale e sia di tipo produttivo. La distanza fisica e culturale del mercato indiano, assetto istituzionale, differenze e specificità paese e dei modelli di business, fanno della conoscenza del mercato indiano nelle sue diverse dimensioni, uno dei fattori basilari per avere successo in questo contesto-Paese. Tutto ciò fa assumere al fattore umano il carattere di risorsa strategica per le imprese italiane e locali che tentano <il passaggio in India>”.

La India Immersion Program Amity University  all’Università di Modena e Reggio Emilia

Il programma India Immersion Program Amity University ha visto il coinvolgimento di 25 studenti di lauree magistrali afferenti ai diversi dipartimenti di UNIMORE, i quali tra fine agosto e le prime due settimane di settembre sono stati ospitati presso l’Amity University, una delle più importanti università private riconosciuta dal Governo indiano. Questa università, fondata nel 2003 dal dott. Ashok K Chauhan, magnate indiano a capo di una conglomerata attiva nei campi dell’industria manifatturiera, della petrolchimica, dell’Ict e della sanità, organizzata a forma di raggruppamento, comprendente 4 Università e 17 Campus in India, con 5 sedi all’estero, e in grado di proporre 240 programmi di studio, tenuti da 4.000 professori e ricercatori, ad oltre 80 mila studenti. Gli studenti UNIMORE sono stati accolti presso il campus principale di New Delhi che raccoglie, su una amplissima area, tutte le strutture didattiche, i laboratori, i servizi e le residenze per gli studenti.

L’iniziativa di questo campus estivo India Immersion Program Amity University – commenta il Delegato ai Rapporti Internazionali e Vice Rettore prof. Sergio Ferrari è molto importante, perché inaugura una modalità di formazione sul campo, sconosciuta finora in ambito di discipline tecnico-economiche. Collaborazioni e scambi con atenei stranieri sono la regola per i docenti che vogliono fare buona ricerca, ma mai prima era stata pensata ed organizzata una trasferta tanto impegnativa, che coinvolgesse non un singolo studente, bensì un folto gruppo di universitari. Non c’è dubbio che la valenza di questo programma di studio non porta benefici solo agli studenti, poiché arricchendo la loro conoscenza su un mercato tanto strategico e vasto prepara professionisti e manager altamente qualificati per il sistema delle imprese locali e no. Inoltre, con questa summer school il nostro Ateneo sottolinea la sua volontà di procedere sulla strada dell’internazionalizzazione, un obiettivo che ci consentirà di migliorare i prodotti della nostra ricerca, il nostro prestigio e la nostra reputazione e, soprattutto, ci consentirà di attrezzarci culturalmente e scientificamente per essere ancora più vicini alle attese di un territorio che manifesta un’elevata vocazione all’export ed alla apertura a nuovi mercati”.

Nella progettazione e realizzazione dell’iniziativa UNIMORE India Immersion Program Amity University si è avvalsa della partnership di Octagona Srl, società di consulenza all’internazionalizzazione con sede operativa a New Delhi. Il supporto di Octagona si è rivelato molto prezioso nelle diverse fasi del progetto, grazie alla rete di relazioni intrattenute in loco dalla società carpigiana con istituzioni, imprese indiane ed italiane presenti a New Delhi.

Tutto lo staff di Octagona è stato ben lieto di supportare tale iniziativa, nella quale abbiamo creduto fin dal principio. In un contesto attuale dominato dai nuovi mercati emergenti, – afferma l’Amministratore Delegato di Octagona dott. Alessandro Fichera le sinergie tra università ed aziende devono essere necessariamente rafforzate, pena la perdita di competitività del tessuto produttivo italiano: la crescita, di cui tanto si parla oggi, passa proprio attraverso un maggiore supporto alla formazione dei nostri studenti ed una maggiore diffusione di una cultura legata all’internazionalizzazione delle imprese, che ancora non trova purtroppo radici ben solide nel nostro Paese. E’ necessario dunque porsi con lungimiranza ed affrontare sfide di questo tipo”.

Non meno importante è stato il ruolo di alcune imprese italiane, e del territorio modenese-reggiano, nell’accompagnare il progetto con un sostegno finanziario e con la disponibilità data agli studenti di effettuare la visita alle sedi produttive di CMB, di CNH, di Panaria Group e di Achille Tomasetto Srl, presenti a New Delhi.

Nel corso del loro soggiorno gli studenti hanno avuto modo di assistere a lezioni, seminari, visite aziendali presso realtà imprenditoriali indiane, imprese italiane in India, incontri con alcuni importanti rappresentanti delle principali Istituzioni italiane a New Delhi, come ad esempio la visita all’ Ambasciata d’Italia e l’incontro con l’Ambasciatore, dott. Daniele Mancini, la visita all’Italian Trade Agency (ICE) e il meeting con il suo Direttore, dott. Amedeo Scarpa, la visita all’Istituto Italiano di Cultura ed il colloquio con il Direttore, dott.ssa Alessandra Bertini, l’incontro con la dott.ssa Silvia Costantini, First Councellor Polical Affairs, Delegation of the European Union to India. Il programma, oltre alle attività didattiche svolte all’interno del Campus di Amity ed alle visite aziendali, ha previsto diversi momenti ed occasioni di incontro con la realtà indiana nelle sue diverse dimensioni sociale, culturale e religiosa, aspetti, questi, che hanno una grande influenza nel condizionare la sfera economica e, più in generale, il mercato indiano.

“India Immersion Program Amity University-UNIMORE – conclude il prof. Tiziano Bursiha rappresentato una iniziativa pionieristica ed ambiziosa che testimonia la volontà del nostro Ateneo di guardare e andare lontano e di farlo insieme alle sue imprese. Allo stesso tempo è un invito ad investire nella formazione di capitale umano giovane, la risorsa più preziosa per lo sviluppo del nostro territorio. Ci si augura che l’impegno di UNIMORE in questa direzione non venga meno in futuro e possa trovare su questa strada altri compagni di viaggio”.

Cosa dicono alcuni studenti che hanno frequentato la Summer School India Immersion Program Amity University – UNIMORE”

E’ stata senza dubbio una delle esperienze più ricche, stravaganti e affascinanti cui abbia mai preso parte. L’india è in se un paese con mille contraddizioni e una cultura religiosa che permea ogni aspetto della società nella vita di tutti i giorni. Questo Paese – afferma Matteo Bocchi del Dipartimento di Economia Marco Biagi iscritta alla Laurea Magistrale in Management Internazionale – ha in se una storia antichissima e completamente differente dalla nostra e proprio per questo motivo così intrigante. Ogni giorno speso in quella terra mi ha aperto gli occhi su un mondo i cui valori, radici e tradizioni sono così intensi e forti da far sentire ogni indiano come una parte di un complesso sistema in cui si riconosce e si identifica. Durante questo periodo ho potuto costatare quanto la realtà indiana sia diversa da un posto all’altro, da una regione all’altra ma, nonostante ciò, queste differenze che apparentemente sembrano fungere da ostacoli sono in realtà motivo di unione in quella che è riconosciuta come la più grande democrazia del mondo.Questa esperienza è risultata molto utile perché ci ha permesso di comprendere meglio la realtà indiana e le opportunità che un mercato in forte espansione può dare oltre a farci conoscere delle persone semplicemente fantastiche che ci hanno accompagnato per tre settimane durante le visite turistiche nelle città o nel campus stesso. Ringrazio l’università per questa esperienza fantastica e irripetibile nella speranza che anche il prossimo anno questo programma possa essere ripetuto e che altri ragazzi dell’università di Modena abbiano così la fortuna di poter andare in questo Paese che ha così tanto da raccontare e da offrire.

“Il viaggio in India è stato appagante sia sotto il profilo universitario che quello umano. Sono prossima alla laurea magistrale in Management Internazionale – afferma Beatrice Girotti del Dipartimento di Economia Marco Biagi iscritta alla Laurea Magistrale in Management Internazionale – e l’esperienza formativa in India è stato un ottimo modo per concludere al meglio il percorso di studi centrato sull’internazionalità. Il mio sogno nel cassetto è quello di avere una carriera internazionale e l’esperienza in India è un elemento importante da inserire nel mio curriculum vitae. Sono grata a tutti coloro che hanno contribuito a rendere tutto questo possibile: l’Università di Modena e Reggio Emilia e quindi il prof Bursi, promotore della Summer School, Alessandro Fichera, Ceo di Octagona, le aziende italiane che hanno creduto nel progetto ed infine l’Amity University che ci ha accolto con un calore e ospitalità che nessuno di noi s’immaginava”.

Come studentessa di Farmacia, ho partecipato con entusiasmo e curiosità a questa indimenticabile esperienza. La mia realtà universitaria – afferma Maria Cecilia Lamma del Dipartimento di Scienze della Vita iscritta al V anno della Laurea Magistrale a ciclo unico in Farmacia – purtroppo è ancora poco aperta verso l’internazionalità e non disposta a riconoscere l’importanza di questi scambi interculturali che io personalmente ritengo fondamentali, soprattutto al giorno d’oggi, per imparare a convivere con l’altro ed apprezzarne le diversitàRingrazio quindi il professor Tiziano Bursi per aver promosso un così interessante programma ed averlo esteso anche a studenti esterni al dipartimento di Economia. Queste tre settimane hanno contribuito ad aprire la mia mente e a farmi comprendere come l’appartenere a diverse culture sia una enorme ricchezza, non un limite come molti tutt’ora pensano. Spero sia solo la prima di tante altre iniziative di questo genere, perchè noi studenti abbiamo bisogno di nuovi stimoli che ci forniscano sia basi solide per intraprendere una brillante carriera, che valori morali indispensabili per relazionarci con chiunque incontreremo lungo il cammino.

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto