Amelia Cartia e Alberto Incarbone a Unict vincitori del Premio Enrico Escher

Redazione Controcampus 4 Maggio 2015

Università degli Studi di Catania - “Raccontare il presente immaginando il futuro”, ecco i vincitori del Premio Enrico Escher, Amelia Cartia e Alberto Salvatore IncarboneAmelia Cartia e Alberto Salvatore Incarbone sono i vincitori della prima edizione del Premio Enrico Escher “#Futuropresente.

Racconta l’innovazione nella tua città”, il contest che l’Università e il Comune di Catania – con il patrocinio della Federazione nazionale della Stampa italiana e dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia (Odg Sicilia) e sostenuto finanziariamente dalla Cogip Holding srl e dalla stessa Fnsi – hanno promosso per ricordare la figura del giornalista e docente Enrico Escher.

Il premio (articolato nelle sezioni reportage e video-giornalismo) è stato un omaggio alla figura del giornalista scomparso nel 2009, tenendo vivo il ricordo della sua pionieristica capacità d’innovazione, manifestata anche attraverso l’attività di docenza all’Università di Catania e la promozione dei media universitari.

Ed oggi pomeriggio, nella sala convegni del Palazzo Platamone (Palazzo della Cultura, via Vittorio Emanuele), si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori Amelia Cartia e Alberto Salvatore Incarbone alla presenza del sindaco di Catania, Enzo Bianco, del rettore dell’Università di Catania, Giacomo Pignataro, del segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero, e del consigliere nazionale della Fnsi, Luigi Ronsisvalle, del rappresentante dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Eleonora Cosentino, del Ceo della Cogip, Mimmo Costanzo, e dei componenti della commissione giudicatrice del premio Escher composta dalle giornaliste Flaminia Belfiore e Rosamaria Di Natale e dal docente del dipartimento di Scienze umanistiche di Catania, Rosario Castelli. Presenti anche gli assessori comunali Orazio Licandro e Valentina Scialfa.

I vincitori Amelia Cartia e Alberto Salvatore Incarbone

Nella categoria Video-giornalismo si è imposto l’acese Alberto Salvatore Incarbone, studente di Lettere moderne e collaboratore della rivista online “L’Urlo”, con il contributo dal titolo “Campo San Teodoro”. “L’elaborato proposto dimostra qualità tecnica professionale, espressa attraverso le riprese, il montaggio, la scelta delle inquadrature e del sonoro, ma soprattutto attraverso la scelta delle voci, che non lasciano spazio a retorica. L’ottica dell’autore punta sull’innovazione “semplice”, che in un territorio come Librino, quartiere difficile e complesso della città di Catania, è fatta di buone prassi realizzate da volontari e residenti, tra sport, cultura e natura. In sottofondo, traspare il sogno che Librino possa un giorno diventare come una piccola Irlanda…” si legge sulla motivazione elaborata dalla commissione.

Nella categoria Reportage, invece, la vittoria è andata alla ragusana Amelia Cartia, laureata in Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e redattrice del quotidiano La Sicilia e del settimanale Vivere, con il contributo intitolato “Ragusa: Obiettivo ZeroWaste” che la commissione ha definito “un vero reportage sull’innovazione locale scritto con competenza e scioltezza e corredato da materiale fotografico. Centrale la scelta di alcuni temi come la priorità ambientale, l’approccio tecnologico, e la voglia di intraprendere sul territorio. La descrizione di una nuova applicazione coincide con il racconto di una scommessa e con la voglia di trovare nuove soluzioni a misura di cittadinanza”.

Al secondo posto Debora Borgese con “Protonterapia – La svolta epocale per la cura dei tumori”, per il quale la commissione ha espresso una particolare menzione, sottolineando che “l’elaborato accende i riflettori su una ricerca sperimentale, tutta catanese, che punta alla cura oncologica e che potrebbe trasformare Catania in un centro d’eccellenza capace di attrarre pazienti da altre regioni italiane. Lo stile è quello del buon giornalismo scientifico che, inoltre, individua il rischio, molto concreto, della perdita dei fondi nonostante l’impronta fortemente innovativa del progetto”.

Sul gradino più basso del podio la coppia composta da Luisa Santangelo e Roberto Sammito con “Catania-Ragusa, l’innovazione viene dall’auto: BlaBlaCar batte Trenitalia un’ora contro quattro”. “Il reportage multimediale punta l’attenzione sulla fruizione territoriale della piattaforma internazionale BlaBlaCar, evidenziando come il trasporto ferroviario locale appaia, anche al confronto del noto servizio di ride sharing, lento e poco competitivo” si legge sulla motivazione.

“Questo premio, nato e progettato già da diverso tempo, rappresenta un sogno per tutta la famiglia di Enrico e sarebbe piaciuto ad Enrico stesso, ai figli Marco e Giulia, e per questo ringrazio l’Università ed il Comune” ha spiegato Flaminia Belfiore, moglie del giornalista, alla presenza della madre di Enrico, Anna Escher Di Stefano e di altri familiari.

A ricordare Enrico anche il sindaco Bianco, il quale ha espresso “apprezzamento e gioia per l’iniziativa dedicata ad un grande protagonista di Catania, sempre discreto, curioso delle nuove frontiere del giornalismo e precursore della comunicazione web”.

Un giornalista e docente che anche “all’Università, nonostante i pochi anni di insegnamento di Enrico, ha lasciato un segno indelebile con la fondazione di Step1, per la concretezza e per l’innovazione trasmessa ai suoi studenti, ma anche e soprattutto perché ha diffuso dei saperi che erano ai margini dei nostri insegnamenti – ha aggiunto il rettore Pignataro – motivi per cui il nostro Ateneo ha un debito nei suoi confronti”. Ed, infine, l’intervento di Ronsisvalle, collega e amico di Escher, di cui ricorda “l’estrema professionalità anche nei momenti difficili” e l’invito ai “futuri colleghi di avere grande rispetto della persona perché la penna può uccidere più di un’arma”.

In tutto sono stati 22 gli elaborati in gara presentati da studenti under 35 finalizzati a raccontare la storia di una scommessa, di un progetto che sta per nascere in grado di cambiare e innovare il nostro territorio.

I vincitori Amelia Cartia e Alberto Salvatore Incarbone si sono aggiudicati la possibilità di svolgere un tirocinio trimestrale in una redazione giornalistica retribuito con 500 euro mensili.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto