Morfina nel trattamento oncologico contro il dolore, ricerca Unimore

Redazione Controcampus 11 Dicembre 2015

Ricerca indipendente trattamento dolore oncologico moderato.

 La morfina a dosaggi adeguati ha un effettivo controllo del dolore moderato da cancro.

Lo dimostra per la prima volta in maniera scientifica uno studio condotto da ricercatori modenesi di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e medici dell’Azienda USL di Modena e del Policlinico. Il gruppo di ricerca guidato dal prof. Mario Luppi e dalla dott.ssa Elena Bandieri ha messo in discussione consolidate linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), evidenziando come l’utilizzo degli analgesici, quali morfina, utilizzati da sempre nelle fasi di fine vita, sia più efficace, senza aumenti di tossicità, rispetto al tradizionale uso di farmaci analgesici proposti nel corso del trattamento oncologico. Immediato l’interesse della comunità scientifica per i risultati dello studio modenese tanto che la prestigiosa rivista oncologica americana “The Journal of Clinical Oncology” (JCO) vi ha dedicato ampio spazio ed un editoriale.  

La morfina a dosaggi adeguati somministrata a malati oncologici ha un effettivo controllo del dolore moderato e, soprattutto, non determina alcun aumento della tossicità

Lo rivela uno studio di ricerca indipendente, non sostenuto dalle aziende farmaceutiche, sul trattamento del dolore moderato da cancro, condotto da Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dall’Azienda Ospedaliero-Universitari Policlinico e dall’Azienda USL di Modena, che ha dimostrato il vantaggio di nuove modalità organizzative quali quella di una cura di supporto/palliativa precoce in oncologia ed ematologia.

Il lavoro dal titolo: “A randomized trial of low-dose morphine versus weak opioids in moderate cancer pain”, è stato condotto dal prof. Mario Luppi, Direttore della Cattedra e Struttura complessa di Ematologia di Unimore, e dalla dott.ssa Elena Bandieri, oncologo palliativista della AUSL di Modena.

Accolto con entusiasmo dalla letteratura scientifica, lo studio è stato pubblicato sulla più prestigiosa rivista oncologica americanaThe Journal of Clinical Oncology” (JCO), dalla quale ha ricevuto la speciale considerazione degli Editori del JCO e dell’ “American Society of Clinical Oncology” (ASCO), che hanno commissionato un Editoriale di accompagnamento al lavoro per discuterne ed evidenziarne il significato ed hanno selezionato il lavoro stesso nella speciale sezione “JCO Exclusives” (ASCOConnection.org), introdotto da una intervista agli autori.

La morfina a dosaggi adeguati ha un effettivo controllo del dolore moderato da cancro

Nel corso degli ultimi vent’anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS è arrivata a suggerire per il trattamento del dolore moderato da cancro tre gradini di scala analgesica:

  • I livello utilizzo di antiinfiammatori FANS
  • II oppiacei deboli
  • III oppiacei forti, quali morfina

Sono diverse, però, le ragioni alla base del dibattito sulla sequenzialità della strategia analgesica della scala OMS ed i dubbi sull’effettiva utilità del II gradino, in particolare sulla efficacia clinica non dimostrata in maniera definitiva da studi randomizzati degli oppiacei deboli, il loro “effetto tetto”, per cui oltre una certa soglia di dose non aumenta l’efficacia del farmaco ma unicamente la sua tossicità, la disponibilità in Italia di preparati a base di codeina solo in associazione a dosaggio fisso con paracetamolo (30mg/500mg), per cui non è possibile raggiungere la dose massima efficace di codeina senza somministrare dosaggi tossici di paracetamolo (3-4 g/die).

Questo studio, che ha visto protagonisti docenti universitari e medici ospedalieri modenesi, ha consentito di mettere in discussione le linee guida e le raccomandazioni dell’OMS.

Infatti, con esso si è posto a confronto il II gradino della scala analgesica con una strategia terapeutica che prevede l’uso anticipato del III gradino OMS a dosaggi adeguati, chiarendo per la prima volta ed in maniera scientifica vantaggi e tossicità. L’anticipo degli oppiacei del III gradino (morfina), – secondo i ricercatori modenesi – ha un effettivo controllo del dolore moderato e., soprattutto, ciò avviene senza alcun aumento della tossicità.

La ricerca condotta su 240 pazienti con dolore da cancro, curati in diversi centri oncologici nazionali, ha registrato che l’88% su 118 pazienti, trattati con oppiacei, quali morfina, ha avuto un maggiore controllo del dolore con una riduzione dello stesso del 20%, contro il 57,7% su 122 malati trattati con oppiacei deboli del II gradino. Una riduzione del dolore clinicamente assai rilevante e pari al 50% è stata anche ottenuta nell’ 83% dei pazienti trattati con morfina rispetto al solo 49% dei pazienti trattati con oppiacei deboli.

Prima di oggi solo altri tre studi avevano ricercato una corrispondenza tra l’uso degli oppiacei ed il trattamento del dolore moderato, ma il numero di pazienti esaminati era esiguo. Oggi, grazie alla collaborazione di competenze universitarie ed ospedaliere, del nutrito gruppo di ricerca, che ha visto collaborare il dott. Fabrizio Artioli, Direttore Struttura Complessa Medicina ad Indirizzo Oncologico USL Modena, il prof. Stefano Cascinu, Direttore Cattedra e Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, la dott.ssa Carla Ripamonti dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, i ricercatori dell’ ex Istituto Mario Negri Sud ed il prof. Eduardo Bruera, Direttore del Dipartimento di Cure palliative dell’M.D. Anderson Cancer Center di Houston Texas (USA) si è potuto raggiungere un traguardo importante per la riscrittura di nuove linee guida coerenti coi risultati dello studio modenese.

Ricercatori Unimore sull’utilizzo della morfina contro il dolore oncologico

“La nostra Ematologia, in collaborazione stretta con la dott.ssa Elena Bandieri, oncologo palliativista, Referente Formazione Aziendale Cure Palliative in Oncologia dell’Azienda USL di Modena, operante all’interno della Struttura Complessa di Medicina ad Indirizzo Oncologico diretta dal dott. Fabrizio Artioli, – afferma il prof. Mario Luppi di Unimore – è impegnata da alcuni anni ormai nello sviluppo di esperienze di formazione e di ricerca di nuove modalità organizzative, quali quella di cure di supporto/palliative precoci, non riservate alle sole fasi di fine vita, ma anticipate alla diagnosi di malattia sintomatica/metastatica, ed offerte durante tutte la fase di terapia attiva. Uno studio, a mio parere, esemplare nel testimoniare i frutti dell’integrazione di competenze, universitarie ed ospedaliere, tra professionisti dell’ Azienda AOU Policlinico e dell’ Azienda USL di MO, oltre che della rete di collaborazioni attive con numerose prestigiose Istituzioni italiane e straniere”.

 “Sebbene gli oppiacei deboli del secondo gradino siano efficaci quando usati per brevi periodi, la morfina a basse dosi – precisa la dott.ssa Elena Bandieri dell’USL di Modena – può essere utilmente anticipata e sostituire gli oppiacei deboli nella terapia del dolore moderato da cancro, per la sua maggiore efficacia ed un profilo di tossicità paragonabile, ma non superiore. Il nostro studio, quindi, offre la prima dimostrazione scientifica al clinico del vantaggio della terapia analgesica con gli oppiacei del terzo gradino nel controllo del dolore moderato da cancro”.

“E’ importante notare – afferma il prof Stefano Cascinu di Unimore – che più della metà dei pazienti del nostro studio siano pazienti onco-ematologici che ricevono una terapia anti-tumorale per una malattia attiva. I risultati del nostro studio sono significativi perché permettono di definire la migliore modalità di gestione del dolore da cancro nel contesto di un modello efficace di cure palliative precoci che, oggi, ritengo debbano iniziare ad affiancare il trattamento oncologico, all’interno dell’ Ospedale, dalla diagnosi di malattia e per tutto il percorso di cura”.

Questo studio clinico che ha il pregio di non essersi avvalso di alcun finanziamento esterno e che si caratterizza per rigore e scientificità – afferma il Rettore Unimore prof. Angelo O. Andrisano dimostra quanto sia importante la collaborazione tra l’università e la sanità pubblica. I risultati raggiunti attraverso esso, davvero sorprendenti, siamo certi rappresentano un ulteriore efficace passo avanti nella lotta che da decenni i medici ed i ricercatori stanno combattendo per sconfiggere queste patologie oncologiche ed alleggerirne il dolore conseguente. L’accoglienza ricevuta da questo studio dovrà consentire presto di rivedere quelle linee guida OMS, che alla luce di queste ricerche si rivelano ormai datate. A tutti coloro che hanno condotto lo studio va il mio incondizionato plauso e l’ammirazione per risultati che proiettano la qualità della sanità modenese in una dimensione internazionale”. 

Questo studio – commenta il dott. Ivan Trenti, Direttore generale del Policlinico – è un importante esempio degli ottimi frutti che produce la collaborazione tra ricercatori e clinici. Questo studio indipendente che offre una innovativa chiave di lettura in un campo, quello della cura del dolore oncologico, che ha implicazioni etiche e cliniche di grande importanza, costituisce a mio avviso una importante componente della mission di un’Azienda Ospedaliero-Universitaria come la nostra.” 

“La pubblicazione su un importante rivista scientifica e il riconoscimento oltreoceano dimostrano la qualità dello studio – afferma il direttore del Dipartimento di Medicina interna e riabilitazione dell’Azienda USL di Modena Giorgio Cioni. E’ anche il riconoscimento della rilevanza della ricerca che, quando condotta in stretta connessione con l’assistenza, può più rapidamente essere messa a disposizione della attività clinica, a tutto vantaggio dei pazienti. Colpisce soprattutto il risultato per certi versi sorprendente dello studio, pur così apparentemente semplice: si mette in discussione la scala di intervento farmacologico sul dolore propugnata dalla OMS, proponendo

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto