Cerbero, tra robotica e automotive per UniSS – Università di Sassari

Redazione Controcampus 12 Gennaio 2017

Dall'oceano allo spazio, Cerbero: oggetti intelligenti per ambienti ignoti tra robotica e automotive a Uniss - Università di SassariHa preso il via ufficialmente l'11 gennaio all'Università di Sassari Cerbero.

Si tratta di un progetto di ricerca innovativo finanziato dal programma europeo Horizon2020.

L’Ateneo riveste il ruolo di coordinatore scientifico del progetto che spazierà tra i fondali oceanici, le auto elettriche e l’esplorazione di Marte.

Mentre il centro di ricerche IBM di Haifa ha la direzione complessiva del consorzio di 12 partner da 7 Paesi.

Oltre all’Università degli Studi di Sassari, partecipano l’Università di Cagliari, l’Università Politecnica de Madrid, l’Università della Svizzera Italiana, l’Institut National des Sciences Appliquées de Rennes (Francia).

I centri di ricerche olandesi TNO e Science and Technology, l’azienda sassarese Abinsula, il Centro di ricerche FIAT, la Thales Alenia Space Espana e il gruppo inglese Ambiesense LTD, tutte imprese di alto profilo nell’ICT.

ICT, gli imprevisti capitano in ambienti ostili. ICT: tre sole lettere per descrivere un intero universo, quello dell’Information Communication Technology, che ha cambiato la nostra quotidianità e che ancora promette di rivoluzionare la vita come la conosciamo senza limiti apparenti.

Ma anche i dispositivi più raffinati sulla carta nei fatti incontrano decine di inconvenienti, soprattutto quando si muovono in ambienti ibridi, sconosciuti o addirittura ostili: dall’assenza improvvisa di energia, al deterioramento meccanico, a disfunzioni e incidenti imprevedibili. Le cose potrebbero andare in modo diverso se le macchine fossero oggetti intelligenti che “capiscono” di avere un problema e lo risolvono. È proprio questo lo spirito alla base di CERBERO.

Cerbero, tra robotica e automotive a Uniss – Università degli Studi di Sassari

La Sardegna protagonista. Cinque milioni di euro in tre anni, un gruppo internazionale e interdisciplinare composto da giovani cervelli, la Sardegna protagonista grazie alla presenza di tre partner isolani: l’Università di Sassari, l’azienda di ICT Abinsula e l’Università di Cagliari.

Sono alcuni degli ingredienti del progetto, guidato da Michael Masin del centro di ricerca IBM Israel Science and Technology LTD, con il coordinamento scientifico di Francesca Palumbo, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Sassari.

“Il progetto sul versante scientifico si è classificato al primo posto tra circa cento proposte – dichiara Francesca Palumbo  È il frutto di un lungo lavoro che deriva dalle collaborazioni scientifiche internazionali che ho instaurato negli ultimi tre anni. Sono contenta che l’asse sassarese sia forte grazie alla presenza di Abinsula. Per un ricercatore nel campo dell’Ingegneria, lavorare con chi porta la scienza sul mercato è un indubbio vantaggio”.

L’Innovation Manager dell’intero progetto è Katiuscia Zedda di Abinsula, nominata dai partner all’unanimità in apertura del kick-off meeting, cioè il lancio ufficiale di CERBERO, che proseguirà nelle giornate del 12 e 13 gennaio sempre all’Università di Sassari.

“Sono nata come tecnico e sono diventata un project manager – dichiara Katiuscia Zedda – Per me questo incarico, volto all’introduzione delle tecnologie nei mercati, sarà una nuova sfida. Farlo in questo contesto, tra robotica, automotive e aerospazio, è una grande opportunità”.

Cos’è Cerbero e dic cosa si occupa: da Marte agli oceani

Creare oggetti intelligenti. Cerbero intende elaborare metodi e strumenti per la progettazione di Cyber-physycal systems, cioè “sistemi di sistemi” complessi in grado di interagire con gli utenti e l’ambiente. I ricercatori lavoreranno alla creazione di software e hardware per “oggetti intelligenti” a partire da tre casi di studio: “Self-healing system for planetary explanation”, destinato al prossimo lancio su Marte della missione ExoMars previsto per il 2020; il secondo caso di studio è il “diving robot” per il monitoraggio degli oceani; il terzo è “Smart travelling for electric vehicle” per l’auto elettrica intelligente.

Esplorazione del pianeta Marte. Obiettivo: esplorare il pianeta rosso in una nuova fase della missione ExoMars dell’Agenzia spaziale europea e della russa Roscomos, che nel 2016 hanno registrato un successo solo parziale.

Infatti il 19 ottobre la navicella lander denominata Schiaparelli (in onore dell’astronomo Giovanni Schiaparelli) si è disintegrata durante l’atterraggio avvenuto a velocità troppo elevata e non ha quindi potuto effettuare i test scientifici che erano stati programmati. Il progetto Cerbero si propone di sviluppare robotica intelligente, in grado di fare autodiagnosi e autoriparazioni (self-healing) con il minor consumo possibile di energia. Coordina il caso di studio Thales Alenia Space Espana, l’impresa spagnola che aveva costruito Schiaparelli.

Monitoraggio degli oceani. Anche il monitoraggio degli oceani rientra tra le azioni prioritarie del progetto, e non poteva che essere così, se si pensa che il 70% del Pianeta è composto d’acqua, eppure, paradossalmente, l’oceano è stato esplorato molto meno delle terre emerse. Uno dei casi di studio si occuperà di mettere a punto un sistema autonomo dal punto di vista energetico e anche dal punto di vista della navigazione – anch’esso riconfigurabile, espandibile e capace di fare di autodiagnosi e autoriparazioni – un “diving robot” (cioè una sorta di drone sottomarino) che possa effettuare riprese e scattare fotografie degli ambienti marini. Capoprogetto è l’azienda britannica Ambiesense LTD.

Auto elettrica smart. Nello sviluppo dell’auto elettrica l’azienda sassarese Abinsula è coinvolta assieme al Centro ricerche FIAT sotto il coordinamento dell’olandese TNO. Oggi l’auto elettrica si può definire un sistema, ma non un sistema di sistemi. Non interagisce con l’automobilista, né con la rete delle postazioni di ricarica. L’idea di “Smart travelling for electric vehicle” è proprio quella di creare un’auto intelligente che dialoga con il conducente, organizza e ottimizza i suoi spostamenti riducendo l’impatto ambientale senza sprecare energia. Abinsula parteciperà anche agli altri due casi di studio, occupandosi di sviluppare il software embedded dei diversi dispositivi.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto