• Google+
  • Commenta
24 Gennaio 2019

Epilessia, nuove cure per ridurre le crisi epilettiche: Unife

Epilessia - nuove cure per ridurre le crisi epilettiche
Epilessia - nuove cure per ridurre le crisi epilettiche

Epilessia – nuove cure per ridurre le crisi epilettiche

Dall’Università di Ferrara arrivano nuove cure per l’epilessia capaci di ridurre drasticamente le crisi epilettiche, ecco come funziona e in cosa consiste la ricerca Unife.

Da Unife nuova speranza per chi soffre di epilessia.

Individuato dai ricercatori dell’Università di Ferrara un approccio innovativo capace di ridurre drasticamente le crisi epilettiche.

E’ in grado di eliminare più del 90% delle crisi epilettiche nell’arco di 3 mesi. Il dispositivo biologico di ultimissima generazione messo a punto e già testato a livello preclinico –  dall’équipe del professor Michele Simonato dell’Università di Ferrara.

I risultati, pubblicati sul Journal of Neuroscience, organo ufficiale della più importante società scientifica di neuroscienze, lasciano davvero ben sperare.

Cure Epilessia – nuove cure per ridurre le crisi epilettiche dall’Università di Ferrara – Unife

“Oltre ad una rapida e progressiva riduzione delle crisi epilettiche, meno 75% nell’arco di due settimane e meno 93% nell’arco di due mesi, lo strumento riduce significativamente anche i sintomi legati allo stress e migliora di molto le capacità cognitive chiarisce Simonato.

Il dispositivo, che agisce rilasciando una molecola capace di ripristinare l’attività fisiologica delle cellule malate, è impiantato direttamente nell’ippocampo, l’area del cervello colpita dalla malattia: “Si tratta di un sistema che rilascia in maniera costante il fattore GDNF(glial cell line-derived neurotrophic factor), ripristinando la normale attività elettrica del tessuto nervoso e correggendo in parte il danno prodotto dalle crisi” aggiunge il professore.

“Il trattamento è in grado di correggere anche le alterazioni dei tessuti cerebrali che sono associate all’epilessia. Tutto questo ci fa sperare che l’approccio possa dare ottimi risultati clinici nel bloccare le crisi e fermare la progressione della malattia” conclude Michele Simonato.

Lo studioè stato svolto in collaborazione con il laboratorio LTTA del Tecnopolo di Ferrara, l’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, l’Università di Lund (Svezia) e la biotec Gloriana Therapeutic (USA) nell’ambito del progetto europeo Epixchange, coordinato dal Prof. Simonato.

L’epilessia colpisce oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo, più delle persone con sclerosi multipla, Parkinson, paralisi cerebrale e distrofia muscolare insieme. Sono 700 milioni le persone che presentano una crisi epilettica nell’arco della propria vita, 10.000 i nuovi casi di epilessia ogni giorno e più di 60.000 le morti improvvise causate da epilessia. Un terzo dei pazienti non risponde alle terapie oggi esistenti.

Google+
© Riproduzione Riservata