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23 Gennaio 2019

Interferenti endocrini sulla ghiandola tiroide: Università di Parma

Smentisce la teoria classica dell’ipnosi
Interferenti l,endocrini sulla ghiandola tiroide - Unipr

Interferenti l,endocrini sulla ghiandola tiroide – Unipr

Grazie alla ricerca sugli interferenti endocrini l’Università di Parma è vincitrice del premio Horizon 2020.

Nuovo progetto di ricerca europeo: l’influenza degli interferenti endocrini sulla ghiandola tiroide secondo una prospettiva di genere.

L’Università di Parma è partner del nuovo progetto collaborativo dell’Unione Europea SCREENED. Premiato con un finanziamento Horizon 2020, che ha come obiettivo lo sviluppo di test tridimensionali (3D) in vitro per la caratterizzazione ottimale dell’effetto di IE sulla funzione tiroidea.

Questi test sono tesi a superare le limitazioni di quelli attualmente disponibili. Fornendo una maggiore sensibilità anche a basse dosi di esposizione agli IE. E favorendo la previsione della loro tossicità sulla salute umana in un contesto specifico di genere.

Cosa sono gli interferenti endocrini: la ricerca dell’Università di Parma

Gli interferenti endocrini sono una classe di composti chimici che entrano nella composizione di materiali della vita quotidiana. Come alcune plastiche, scatolame per prodotti alimentari, elettrodomestici, cosmetici, pestidici e altro. Tuttavia, gli interferenti endocrini non sono innocui. Queste molecole interferiscono con il sistema endocrino modificando la produzione fisiologica degli ormoni e i loro effetti sugli organi bersaglio.  In particolare, gli IE influenzano l’asse gonadico e contribuiscono allo sviluppo di obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari durante l’invecchiamento.

Numerose evidenze indicano che gli interferenti endocrini alterano in modo consistente anche la funzione tiroidea. Gli IE variano le concentrazioni degli ormoni tiroidei circolanti, il loro metabolismo periferico e la trasduzione di segnale dei loro recettori. Tuttavia, i meccanismi molecolari coinvolti sono poco noti: i test in vitro attualmente in uso sono fortemente limitati dalla disponibilità di tessuto tiroideo umano in quantità adeguate e dalla scarsa sensibilità in presenza di basse dosi del composto interferente.

Il nuovo progetto Screened nella ricerca sulle interferenti endocrini

Il nuovo progetto collaborativo dell’Unione Europea SCREENED ha come obiettivo quello di superare tali limiti.  Per la prima volta viene proposto lo sviluppo di un test in vitro basato sulla ingegnerizzazione di organoidi 3D tireomorfi, utilizzando cellule staminali tiroidee adulte di ratto e cellule staminali indotte pluripotenti umane, in modo da riprodurre una struttura e funzione ghiandolare compatibile con quella della tiroide nativa in vivo.

Il Prof. Lorenzo Moroni, Coordinatore di SCREENED all’Università di Maastricht in Olanda, spiega:“Questi nuovi modelli tireomorfi 3D renderanno possibile prevedere gli effetti degli interferenti sulla funzione tiroidea con maggiore sensibilità e specificità rispetto ai saggi convenzionali molecolari e in coltura monostrato. Inoltre, questi test permetteranno di studiare in modo selettivo la risposta agli IE della tiroide maschile e femminile e valutare l’effetto simultaneo di differenti interferenti endocrini sulla funzione tiroidea”.

Cos’è e come funziona il progetto Screened

Il progetto SCREENED è parte di un gruppo di otto progetti di ricerca, tutti finanziati dalla Commissione Europea. Ciascuno focalizzato su un aspetto differente di nuovi saggi e metodi di analisi su larga  scala per l’identificazione diinterferenti endocrini.

SCREENED raccoglie nove unità formate da università e compagnie private del settore biotecnologico/scientifico. Tra le quali un’articolata Unità di ricerca dell’Università di Parma, guidata dal Prof. Roberto Toni. Questa Unità include anche la Prof.ssa Lisa Elviri la Dott.ssa Nicoletta Zini e la Prof.ssa Giulia Spaletta,

Obiettivo dell’Unità sarà sviluppare procedure innovative per la produzione di matrici ghiandolari tiroidee. Da utilizzare come supporti naturali per la ricellularizzazione con cellule staminali tiroidee e verificare l’effetto funzionale e molecolare di differenti classi sia in vitro su vari costrutti 3D preparati dai membri del progetto SCREENED sia in vivo su modelli animali (ratto) di sesso differente (maschio e femmina).

Il Prof. Toni e il suo gruppo saranno impegnati nella diffusione dei risultati del progetto SCREENED e, in particolare, di quelli ottenuti dall’Unità di Parma nell’ambito della comunità scientifica e clinica nazionale e internazionale volta allo studio, trattamento e prevenzione dei disordini endocrino-metabolici e degli stili di vita umani.

L’ambizione del progetto SCREENED è che questi nuovi test 3D in vitro, come pure l’aumento di conoscenze sulle reazioni avverse a seguito di esposizione agli interferenti endocrini, possano essere impiegati per propositi regolativi volti al miglioramento della salute umana.

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