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Scrivere una tesi di laurea sperimentale: come si scrive ed esempi PDF

Cristina Siciliano 9 Aprile 2021
C. S.
20/10/2021

Guida per sapere come scrivere tesi di laurea sperimentale in con o senza intervista: come si scrive, scelta argomento, esempi da seguire, ricerca, impaginazione e pdf.



Partiamo dallo spiegare il significato dell’elaborato sperimentale: cos’è e in cosa si differenzia. È in sostanza un elaborato di ricerca, dove il laureando deve dimostrare un’idea innovativa o portare dei risultati nuovi su un determinato argomento. In questo caso si troverà a svolgere un vero e proprio lavoro da ricercatore.

Prima di capire come si scrive una tesi di laurea sperimentale, verifichiamo le differenze tra elaborato compilativo o sperimentale.

Il primo consiste nell’approfondire un certo topic. In questo casi bisogna raccogliere le informazioni, confrontando e valutando le fonti e presentandone un riassunto in chiave innovativa.

Mentre, nel secondo caso parliamo di un elaborato di ricerca, in cui si svolge un lavoro orientato alla dimostrazione di un’idea legata ad un determinato argomento. Questa tipologia  è generalmente diffusa in contesti scientifici. Si pensi, ad esempio, alla tesi sperimentale medicina, in farmacia, infermieristica o  in economia. Tuttavia, non è raro trovare anche una tesi sperimentale in psicologia o in discipline umanistiche.

A spiegarci come scrivere una tesi di laurea sperimentale in medicina, farmacia, infermieristica, psicologia ecc, ricerca bibliografica e come si scrive in ogni fase, è il Direttore del Centro Bibliotecario dell’Università degli Studi di Salerno, Maria Rosaria Califano.

Come scrivere una tesi di laurea sperimentale: scelta argomento progetto e ricerca bibliografica

Scrivere una tesi di laurea sperimentale con questionario ed interviste non è semplice tanto in medicina, farmacia, infermieristica, psicologia così come per le materie umanistiche. La prima cosa fa fare è la scelta dell’argomento.

“Parliamo di un importante lavoro di studio su di un argomento, che deve esser esaminato da un nuovo punto di vista, originale e innovativo. La scelta è soggettiva. Talvolta trae origine da un argomento studiato per un esame.  Altre da un indice di un libro o da un articolo di rivista. – Fa sapere la dottoressa  Maria Rosaria Califano -. “L’argomento viene sottoposto al docente relatore, che ne valuta la fattibilità, orientando lo studente verso una prima bibliografia”. 

Quali sono gli elementi che contiene un buon progetto?

“La supposizione formulata è alla base di tutto il progetto. Il laureando deve confermare o smentire  il proprio progetto, con lo studio delle ricerche esistenti ed effettuando dei test: sondaggi, questionari, interviste testuali/video, campionamenti, analisi statistiche, business plan, piani di marketing, modelli economici, progetti. Ognuno dei quali amplia l’ambito di indagine, fornendo nuove parole chiave e legami pluridisciplinari (mappa concettuale)“. – Indica la professionista in ricerche bibliografiche -.

Chiarito che il punto di inizio per sapere come scrivere una tesi di laurea sperimentale è fare interviste e sondaggi, in pratica come si scrive un progetto e quali sono gli errori da evitare?

“Quando bisogna scrivere si consiglia di non inserire giudizi “troppo” personali. Oppure, trarre dati da fonti anonime o di riportare considerazioni da conversazioni private. Non bisogna inserire molte citazioni o copiare integralmente un testo (plagio) senza citare elementi identificativi all’opera stessa. (Autore e pagina da cui si è tratto il passo)”. – Continua la dottoressa Califano -.

Struttura della tesi: come ordinarla sezione per sezione

Per eliminare i dubbi, percorriamo passo per passo l’iter previsto per scrivere una tesi di laurea sperimentale: come fare l’introduzione, indice, corpo del testo, conclusione e bibliografia.

  • Introduzione, dove bisogna spiegare  in poche parole l’oggetto del proprio lavoro. Cosa c’è nel lavoro di ricerca e quali sono gli obiettivi e le metodologie utilizzate;
  • Indice dei contenuti;
  • Corpo del testo, con le indagini e le ricerche che sono state condotte;
  • Conclusione, si compie una ricapitolazione di tutto ciò che è stato trattato nella propria ricerca. Si forniscono spunti utili sul tema;
  • Bibliografia e sitografia, in cui si racchiudono le fonti consultate per il proprio elaborato.

Un aspetto importante da trattare sin dall’introduzione è la metodologia di ricerca. Infatti, è importante chiarire come è stato condotto il proprio lavoro. Quali strumenti sono stati utilizzati. L’indice, rappresenta una sorta di scheletro, un punto di partenza importante per costruire, passo dopo passo, i propri contenuti.

L’elaborato deve esser il perfetto equilibrio di questi elementi. Dopo il frontespizio e indice, c’è l’introduzione, una ricognizione della letteratura preesistente. Seguono materiali e metodi utilizzati (organizzati in capitoli, paragrafi e sotto paragrafi). Il risultato raggiunto e le conclusioni. Infine la bibliografia, allegati e appendice”. – Fa sapere Direttrice Califano -.

Impaginazione della tesi di laurea sperimentale: grafica e caratteri

Chiaramente per realizzare un lavoro editoriale completo, non basta sapere solo come scrivere una tesi di laurea, come si scrive e come si fa una ricerca, occorre conoscere anche gli aspetti grafici, impaginazione, spazi, caratteri e interlinea.

Ogni dipartimento di ciascun ateneo ha un proprio formato (foglio A4, margini, interlinea). Carattere (Arial, Times New Roman). Dimensione (16, 14). Colore di copertina (blu, bordeaux etc.). Tutti hanno il frontespizio indicante:

  • In alto al centro l’ indicazione dell’ Ateneo… Facoltà, corso;
  • Al centro Titolo dell’elaborato;
  • In basso a sinistra i Relatori;
  • A destra il nome del Candidato;
  • iIn basso al centro Anno Accademico”

Riguardo all’impaginazione è importante che tutte le pagine siano numerate: solitamente da 80 a 150 pagine. – Suggerisce la dottoressa di biblioteca Maria Rosaria Califano -.

Ricerca bibliografica per scrivere una tesi di laurea sperimentale

La ricerca bibliografica per scrivere una tesi di laurea sperimentale è una fase preliminare ed è tra le più importanti. Le fonti bibliografiche dovranno essere costituite da libri e riviste scientifiche. Per la ricerca del materiale bibliografico, bisogna servirsi in primo luogo del catalogo del Sistema Bibliotecario di Ateneo.

Quotidiani ed altre riviste possono essere utilizzati come fonte di informazione sui “fatti”, o testimonianza delle “opinioni” di attori rilevanti per la ricerca. Ma non possono essere considerate alla stregua di pubblicazioni di carattere scientifico.

Testi che sono presenti su internet possono essere utilizzati solo se contenuti in pubblicazioni di carattere scientifico o su siti istituzionali. Dotati di autore, titolo, anno di pubblicazione. Non sono da considerarsi fonti scientifiche: Wikipedia, blog, social network, siti di carattere commerciale. Per cui è importante sapere quali sono le giuste fonti d’informazione.

La ricerca bibliografica aiuta la costruzione del nostro elaborato rendendo valide e attendibili le nostre affermazioni. È posta alla fine dell’elaborato e comprende tutti i testi consultati per argomentare l’elaborato. Comprenderà fonti primarie (interviste, testimonianze, dati statistici, quadri) e secondarie (articoli, libri, enciclopedie, bibliografie tematiche)”. – Ci spiega la  Califano -.

“Quest’ultime sono raccolte in cataloghi online, che con la stringa di ricerca semplice/avanzata e i numerosi filtri garantisco la pertinenza dei risultati. Quelli più importanti sono di biblioteche: universitarie, nazionali, straniere, specialistiche. Seguono di librerie, di case editrici etc.; tutti consentono un rapido riscontro sul pubblicato”.

Come scrivere una bibliografia in una tesi di laurea sperimentale

La bibliografia è organizzata alfabeticamente e/o cronologicamente, alla fine del lavoro, è suddivisa in monografie (cartacee ed ebook), articoli (cartacei, da banche dati o periodici online) e sitografia”.  – Continua l’esperto in ricerca bibliografica -.

“Gli stili citazionali convenzionalmente si dividono per materia e  sono concordati con il docente relatore. I più comuni in ambito umanistico sono: APA dell’American Psychological Association, Chicago A e B dell’University of Chicago, MLA del Modern Language Association of America”.

“In ambito scientifico: Harvard dell’Anglia Ruskin University; in ambito informatico: IEEE dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers. Infine, per ambito medico:  Vancouver messo appunto da editori di riviste biomediche internazionali ed elaborata dalla National Library of Medicine (NLM) statunistense”.

“Tutti contengono per le monografie: Cognome e Nome (o iniziale) degli autori, titolo, luogo di edizione, casa editrice e anno di pubblicazione. (in caso di materiale sul web anche indirizzo http: nome piattaforma ebook)”.

“Per gli articoli: Cognome e Nome (o iniziale) degli autori, titolo, nome periodico, volume (anno), pagine di riferimento (in caso di prodotto online: Digital object identifier (doi), http, banca dati (Jstor, Ebsco, Casalini)”.

Organizzazione amministrativa e burocratica: scadenze e termini

Dopo aver capito come scrivere una tesi di laurea sperimentale bisogna passare all’organizzazione amministrativa e burocratica.

“Ogni dipartimento di ciascun Ateneo ha una propria organizzazione amministrativa e burocratica. Solitamente, il laureando deve compilare il conseguimento del titolo nella propria aria utente, non oltre il 60° giorno precedente l’appello di laurea, indicando titolo e relatori del progetto“. 

“Poi dovrà consegnare alla Segreteria studenti, entro il 30° giorno precedente la seduta d’esame, i moduli cartacei previsti per il conseguimento del titolo e l’autorizzazione alla pubblicità dell’elaborato. Il lavoro rilegato e l’abstract, entrambi su supporto cartaceo, devono essere consegnati dal candidato alle Segreterie studenti non oltre il 10° giorno precedente la seduta d’esame”. – Conclude il Direttore del Centro Bibliotecario Maria Rosaria Califano -.

© Riproduzione Riservata
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Cristina Siciliano Sono laureata in Lettere Moderne e specializzanda in Filologia Moderna (curr. Umanistica Digitale). Ho esperienza nell'ambito della comunicazione ed ho svolto l'attività di pubblicista per diverse testate giornalistiche online, anche all'Estero. In questi ultimi due anni ho potuto lavorare come assistente part-time all'Università. Ho un'ottima conoscenza della lingua inglese e buone capacità informatiche e di Team working. Attualmente il mio punto di forza è sicuramente la mia modestia, che mi permette di conoscere tutti i miei limiti. Ho una grande passione per la scrittura, che è nata sulla carta ed è migrata sulla tastiera. Infatti, mi piace scoprire, conoscere, imparare e amo qualsiasi cosa racconti una storia. Leggi tutto