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Neolaureati del Poliba premiati per la tesi di laurea in architettura

Redazione Controcampus 3 Novembre 2022
R. C.
03/03/2024

Istituto Italiano Castelli premia quattro neolaureati del Poliba per la tesi di laurea in architettura, “Il castello aragonese di Taranto: dall'analisi al progetto di restauro”.

Le motivazioni della giuria: “..per rigore metodologico, per completezza..”

C’è un luogo nella città di Taranto, strategico sin dalla polis, la spartana Τ Α Ρ Α Σ,  che raccoglie e racconta, come in un grande libro stratificato, la storia e l’evoluzione architettonica della città dal III secolo a.C. ad oggi. Collocata sul margine Sud-Est dell’isola su cui sorge la Città Vecchia è l’area su cui insiste Castel Sant’Angelo. Meglio conosciuto come Castello Aragonese.

Il monumento, che allo stato attuale, accoglie il Comando Marittimo Sud della Marina Militare, si trova in una condizione di sottoutilizzo e parziale abbandono. Tale situazione ha favorito uno studio condotto, all’interno di un Laboratorio di Laurea in Restauro Architettonico. Divenuto oggetto di una apposita tesi di laurea di architettura da parte di sei studenti del Politecnico di Bari.

Tesi di laurea in architettura dei neolaureati del Poliba: Il castello aragonese di Taranto

I neolaureati del Poliba sono Maurizio Dalena, Irene Di Puppo, Laura Diciolla, Maria Cristina Fiorello, Donato Dario Motta, Stefano Giuseppe Paradiso (relatrice, prof. Rossella de Cadilhac).

Titolo della tesi è “Il castello aragonese di Taranto: dall’analisi al progetto di restauro”.

Il lavoro propone, utili spunti per possibili e necessari interventi di riqualificazione. Lavoro realizzato attraverso una attenta e documentata lettura del monumento. Determinata dai contributi disciplinari di storia dell’architettura, archeologia, scienze della rappresentazione. Scienza delle costruzioni, composizione architettonica, sociologia dell’ambiente e del territorio, restauro architettonico,

Tale ricerca dei neolaureati del Poliba ha partecipato alla XXV edizione del concorso, Premio di Laurea in Architettura fortificata 2022, bandito dall’Istituto Italiano dei Castelli, organizzazione culturale nata nel 1964, ente morale, ONLUS, associato ad Europa Nostra. Nella cerimonia di premiazione, tenutasi a Parma la scorsa settimana, presso l’Università, sono state premiate quattro tesi di laurea dedicate alle architetture fortificate. Tre posti assegnati alle tesi provenienti dagli atenei di Napoli Federico II, IUAV Venezia e Cagliari. La quarta quella dei neo-laureati del Politecnico di Bari, “Il castello aragonese di Taranto: dall’analisi al progetto di restauro”, distintasi, secondo il giudizio espresso dalla Commissione, per “rigore metodologico e completezza”.

Il castello aragonese di Taranto

Il castello Aragonese, realizzato tra il 1487 ed il 1492, risulta un organismo pluristratificato. Il sito su cui sorge assume un ruolo strategico sin dal III secolo a.C., con la realizzazione di un bastione a potenziamento delle mura dell’Acropoli. Segue l’avvicendarsi di molteplici dominazioni che hanno modificato l’aspetto del monumento. Adeguandolo alle progressive innovazioni belliche. Dal 1861 il castello diviene caserma della Marina Militare.

Nel corso del tempo  in seguito ad alterazioni di varia natura, il monumento, è stato ridotto ad una sommatoria di parti autonome e separate. Il triplice obiettivo della tesi è stato quello di restituire l’unità perduta. Nel rispetto della materia antica e dei segni delle stratificazioni storiche. Rivelare e presentare in maniera organica i rinvenimenti emersi dagli scavi archeologici risolvendo le criticità strutturali. Immettere il castello all’interno di un circuito di fruizione pubblica che rinsaldi il legame con la città Vecchia ed introdurre funzioni complementari a quelle esistenti. Nel rispetto delle attività del Comando Marittimo Sud della Marina Militare.

Gli ambienti di maggiore interesse evidenziati dal laboratorio di tesi dei neolaureati del Poliba sono stati: Piazza d’Armi, tracce del bastione ellenistico del III secolo a.C.. Tracce della Chiesa dei quaranta Martiri (X secolo). Cappella di San Leonardo attribuita a Francesco di Giorgio Martini. Quota 1° livello, ex-granai. Celle di punizione (stato di abbandono) – Quota 2° livello: braccio Sud: le ex-camerate (stato di abbandono).

Il castello e la sua storia nel lavoro dei neolaureati del Poliba

Il castello aragonese, è un organismo architettonico costituito da quattro bracci articolati attorno ad una corte quadrangolare e marcato agli spigoli dai torrioni della Bandiera, di San Cristoforo, di San Lorenzo e dell’Annunziata.

FASE 1. IV a.C. – VI d.C.

Nel castello (scavi 2004, 2007) rinvenute tracce del sistema difensivo ellenistico risalente al III secolo a.C. posto a difesa dell’Acropoli della città greca.

FASE 2. VI- X d.C.

All’interno del castello (scavi 2003) individuate le tracce di una torre quadrangolare presumibilmente appartenente al sistema di difesa bizantino; tracce – in parte databili al X secolo – della chiesa dei Quaranta Martiri.

FASE 3. 1063-1266

Si configura la struttura normanna, di cui si hanno scarne notizie: probabilmente una struttura quadriturrita, con torri quadrate, attorno ad una corte quadrangolare, posta al di fuori della cinta urbana. Si scava un fossato a Nord e a Ovest. Inglobamento di una torre bizantina.

FASE 4. 1267-1486

E’ riconducibile alla fase angioina la costruzione della torre maestra (mastio) diventando un elemento caratterizzante della Piazza d’Armi

FASE 5. 1487-1537

Nella fase aragonese si avvia la riconfigurazione dei torrioni che diventano cilindrici. Vengono ispessite le cortine murarie per adeguare il castello all’uso delle armi da fuoco. Rinforza la cortina Sud con la realizzazione del bastione triangolare. Realizza un poderoso muro che si protende verso Nord. Cmincia a scavare un fossato ad Est (l’istmo) i cui lavori si concluderanno nel viceregno spagnolo. Realizza un ponte in muratura ad Est, noto come ponte del Soccorso. Costruisce, presumibilmente su progetto di Francesco di Giorgio Martini, una cappella ora dedicata a san Leonardo.

FASE 6. 1538-1733

Nella fase del viceregno spagnolo proseguono i lavori di riconfigurazione dei torrioni e di ispessimento delle cortine. Si adegua il castello al progredire delle artiglierie sopraelevando la struttura e spostando le artiglierie dalle casematte sommitali al coronamento. Si prosegue e approfondisce concludendo lo scavo dell’istmo.

FASE 7. 1734-1860

Il castello perde la sua funzione difensiva; nella fase borbonica. Nel 1778 il castello diventa carcere. In periodo napoleonico le fortificazioni vengono risanate e il castello accoglie al suo interno alloggi per le truppe militari, oltre a prigioni.

FASE 8. 1861-1936

Dopo l’unità d’Italia il castello viene adibito nuovamente a carcere. La città di Taranto viene dichiarata di primario interesse della Marina Militare. Si realizza l’Arsenale Militare Marittimo e per facilitare l’accesso alla base militare si realizza il canale navigabile; si costruisce il ponte girevole.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. 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