Dove andare nel weekend: mete fine settimana low cost in Italia
R. C.
08/08/2026
Idee e consigli per sapere dove andare nel weekend: mete insolite per il fine settimana dove spendere poco, destinazioni low cost in Italia.
Vacanze
Organizzare una breve fuga dalla routine quotidiana non richiede necessariamente budget elevati o destinazioni inflazionate dal turismo di massa. L’Italia offre un patrimonio inesauribile di luoghi nascosti, borghi fuori dai circuiti tradizionali e paesaggi naturali per passarci il fine settimana.
Scegliere mete insolite e low cost per un week end permette di vivere un’esperienza autentica, lontana dalla frenesia dei grandi centri urbani, valorizzando al contempo le piccole realtà locali che custodiscono tradizioni e bellezze paesaggistiche uniche. Dalle vette della Valle d’Aosta fino alle coste assolate della Sicilia, la penisola è un caleidoscopio di sorprese che spaziano da parchi naturali incontaminati a saline suggestive, passando per cittadine spesso sottovalutate ma ricche di storia e fascino.
Pianificare un fine settimana alla scoperta di angoli meno noti significa immergersi in una dimensione più lenta, dove il tempo sembra dilatarsi e le scoperte si susseguono a ogni passo. Che si tratti di un sentiero tra i boschi, di un museo particolare o di un borgo medievale sospeso nel tempo, l’obiettivo è riscoprire il piacere del viaggio inteso come arricchimento personale.
Questa selezione di mete insolite e low cost per aiutarti a sapere dove andare nel weekend, idee e spunti concreti per viaggiatori desiderosi di evadere dalla normalità. Attraverso percorsi tematici che toccano diverse regioni italiane, è possibile pianificare un itinerario su misura che rispecchi i propri interessi, garantendo un connubio perfetto tra scoperta culturale, relax nella natura e sostenibilità finanziaria.
Dove andare nel weekend: idee di viaggi low cost in Italia tra cultura e natura da Nord a Sud
Esistono luoghi capaci di trasformare un semplice fine settimana in una narrazione indimenticabile, dove la curiosità guida ogni scelta. Ad esempio, a Trieste, il Museo della Bora invita i visitatori a un’esperienza sensoriale particolare, celebrando il vento iconico che caratterizza la città e che qui diventa protagonista assoluto di una storia fatta di correnti e record climatici. Spostandosi verso il Piemonte, il paesaggio si fa fiabesco tra i filari dei vigneti, dove la caccia a sculture nascoste tra la vegetazione offre un motivo originale per passeggiare all’aria aperta e riscoprire il legame profondo tra arte e territorio agricolo. La Campania con Napoli o Salerno non è da meno. Queste proposte dimostrano come l’Italia sappia offrire spunti inaspettati a chiunque scelga di guardare oltre la superficie dei classici itinerari turistici.
La varietà del territorio permette di passare rapidamente dalle atmosfere collinari a scenari marini di rara bellezza, come la suggestiva costa delle Sirene. Qui, il mare si fonde con la leggenda, offrendo scorci ideali per chi cerca una sosta rigenerante lontano dagli stabilimenti affollati. Parallelamente, chi predilige l’entroterra può optare per avventure su rotaia, attraversando boschi fitti, gole profonde e cascate impetuose grazie ai treni panoramici che solcano le zone più impervie e affascinanti del Belpaese. Ogni fermata diventa l’occasione per osservare la natura da una prospettiva privilegiata, trasformando il tragitto stesso in una componente essenziale del viaggio. La scelta di queste mete permette di coniugare il desiderio di scoperta con un approccio economico consapevole, valorizzando la ricchezza di un territorio che non smette mai di stupire.
Viaggi economici per il fine settimana
Spesso il problema non è solo non sapere dove andare nel weekend ma anche dover scegliere tra mete che possono piacerci ed economiche. Una delle strategie più efficaci per viaggiare senza gravare eccessivamente sul portafoglio consiste nel puntare su alternative valide alle destinazioni più famose. Esistono, infatti, località che ripropongono atmosfere simili a quelle dei centri d’arte più celebri, ma con una frazione dei costi e una folla decisamente più contenuta. Un esempio calzante è rappresentato dalle piccole cittadine che, per architettura e canali, ricordano la celebre Venezia; visitarle consente di godere di una bellezza storica e romantica a pochi chilometri dal capoluogo veneto, beneficiando di un’accoglienza più economica e di un ritmo di vita decisamente più rilassato. Queste destinazioni rappresentano la soluzione ideale per chi desidera vivere l’incanto di un centro storico senza dover affrontare le lunghe attese o i prezzi elevati tipici dei poli turistici di massa.
La ricerca di queste perle nascoste richiede una pianificazione attenta, ma ripaga ampiamente con la possibilità di vivere esperienze esclusive. Oltre ai centri urbani, il territorio italiano nasconde ecosistemi unici come le saline, dove la luce si riflette sull’acqua creando scenari fotografici di rara intensità.
Visitare questi luoghi significa anche comprendere l’importanza delle attività produttive tradizionali che, nel tempo, hanno plasmato il paesaggio rendendolo un’opera d’arte a cielo aperto. Scegliere queste mete permette di diversificare le proprie esperienze di viaggio, passando dalla contemplazione artistica alla scoperta naturalistica in un unico weekend. Il risparmio, in questo contesto, non è una rinuncia, ma una scelta consapevole che privilegia la qualità del tempo trascorso rispetto alla popolarità della destinazione prescelta.
Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia: dove andare nel weekend
L’esplorazione dell’Italia insolita non conosce confini regionali, estendendosi dalle vette alpine fino alle isole del sud. In Valle d’Aosta, il fine settiman si arricchisce di escursioni tra castelli medievali e sentieri montani che offrono panorami mozzafiato senza la calca tipica delle stazioni sciistiche più rinomate. Al contrario, spingendosi verso la Sicilia, il viaggio si trasforma in un percorso tra borghi marinari dove il tempo sembra essersi fermato, tra mercati locali, architetture barocche e una gastronomia che racconta secoli di contaminazioni culturali. Ogni regione italiana nasconde angoli meno noti, spesso ignorati dai grandi flussi turistici ma pronti a regalare emozioni autentiche a chiunque decida di avventurarsi fuori dai sentieri battuti.
Scegliere dove andare nel weekend con formula low cost è possibile: si spazia dai parchi regionali, dove la biodiversità è protetta e accessibile, fino ai piccoli borghi dell’Appennino che lottano per mantenere vive le proprie tradizioni. Visitare questi luoghi significa sostenere le comunità locali, che spesso offrono un’ospitalità familiare e genuina, difficile da ritrovare nei grandi hotel internazionali.
Che si tratti di riscoprire antichi mestieri artigianali, degustare prodotti tipici a chilometro zero o semplicemente godere del silenzio di una piazza di paese al tramonto, la ricchezza dell’Italia risiede proprio in questa varietà di esperienze. La pianificazione di un itinerario che includa mete meno battute permette di ottimizzare le risorse economiche, garantendo al contempo una qualità dell’esperienza superiore. L’invito è quello di guardare alla mappa con occhi nuovi, cercando quei puntini meno visibili che, una volta raggiunti, si rivelano essere le tappe più significative di un intero percorso di scoperta personale e culturale nel cuore del Mediterraneo.
Redazione Controcampus
Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.
Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.
Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.
Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.
Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.
Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).
I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.
Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.
Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.
Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.
Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.
Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario.
La Storia
Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.
Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.
Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it.
Dalle origini al 2004
Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.
Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.
Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:
Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione
Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia
Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.
Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.
Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.
Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.
Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.
Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.
Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.
Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.
È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.
Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.
La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico.
Dal 2005 al 2009
A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:
Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali
Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria
Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.
Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata.
Dal 2009 ad oggi
Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.
Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.
Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.
Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.
Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.
Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.
Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto