• Barnaba
  • Valorzi
  • Gnudi
  • Crepet
  • Cocchi
  • Leone
  • Grassotti
  • Romano
  • Ward
  • Antonucci
  • Buzzatti
  • Liguori
  • Bonetti
  • Casciello
  • Coniglio
  • Meoli
  • Bonanni
  • Alemanno
  • Quaglia
  • Falco
  • Algeri
  • Paleari
  • Chelini
  • Mazzone
  • Andreotti
  • Cacciatore
  • Miraglia
  • Carfagna
  • di Geso
  • Santaniello
  • Califano
  • Romano
  • Boschetti
  • Baietti
  • Napolitani
  • De Leo
  • Pasquino
  • De Luca
  • Bruzzone
  • Ferrante
  • de Durante
  • Quarta
  • Rinaldi
  • Rossetto
  • Tassone
  • Catizone
  • Gelisio
  • Dalia
  • Scorza

Slang giovanile 2026: quali sono i termini usati dai ragazzi

Redazione Controcampus 13 Maggio 2026
R. C.
24/07/2026

Aura, Sigma, Brainrot, slang giovanile 2026 e termini più utilizzati dai ragazzi per comunicare tra di loro: quali sono e cosa significano.

Se tuo figlio ti ha mai accusato di aver perso punti aura o ha definito una situazione come un puro esempio di brainrot, non allarmarti pensando a un improvviso malessere. Si tratta semplicemente del linguaggio che domina le interazioni digitali nel 2026. Una forma di comunicazione rapida e in continua evoluzione che attraversa le stanze di casa nostra. Per i genitori, decodificare queste espressioni non è solo un esercizio di traduzione linguistica, ma un modo per restare sintonizzati sul mondo della Generazione Alpha, evitando di sentirsi esclusi da conversazioni che sembrano provenire da un altro pianeta.

Questi termini nascono spesso all’interno di meme, dirette streaming o contenuti virali, diffondendosi con una velocità sorprendente tra gli adolescenti. Il rischio, per un adulto, è quello di sentirsi fuori luogo o, peggio, di essere derisi per non aver compreso una battuta. Tuttavia, l’obiettivo non è trasformarsi in un adolescente per emulazione, quanto piuttosto dimostrare un genuino interesse per la cultura che i nostri ragazzi consumano quotidianamente. Mostrarsi curiosi verso lo slang giovanile è un ponte comunicativo che permette di mantenere aperto un dialogo costruttivo. Senza necessariamente adottare espressioni che suonerebbero forzate o fuori contesto.

In questa analisi esploreremo il significato dei termini più diffusi, dal concetto di aura a quello di glazing, analizzando le ragioni psicologiche che spingono i pre-adolescenti a costruire questo codice segreto. Capire come interagire con queste parole, sapendo quando è il caso di porre una domanda e quando invece è meglio sorridere, rappresenta una competenza relazionale preziosa per ogni genitore moderno.

Slang giovanile: parole usate e perché i ragazzi creano un linguaggio in codice per comunicare

Il vocabolario utilizzato dai giovanissimi oggi è il riflesso di una velocità di circolazione delle informazioni senza precedenti. Una parola o un’espressione possono nascere su una piattaforma social e, nel giro di poche settimane, diventare parte integrante del gergo quotidiano nelle scuole di tutta Italia. Questo fenomeno non è casuale. Il significato dello slang giovanile assolve a due funzioni psicologiche e sociali fondamentali. In primo luogo, funge da barriera protettiva che traccia un confine netto tra chi appartiene al gruppo dei pari e chi, invece, ne rimane escluso, come nel caso degli adulti. Creare un linguaggio condiviso permette ai ragazzi di sentirsi parte di una comunità coesa, rafforzando il senso di identità collettiva.

In secondo luogo, queste espressioni consentono di sintetizzare stati d’animo, critiche o apprezzamenti complessi attraverso un’unica parola carica di ironia. Invece di spiegare un concetto articolato, basta un termine specifico per trasmettere un intero universo di significati. Questo bisogno di brevità e immediatezza è tipico di una generazione cresciuta a pane e contenuti digitali, dove la capacità di sintetizzare l’esperienza in un meme o in un commento rapido è sinonimo di competenza sociale. Per gli adolescenti, padroneggiare lo slang, significa dimostrare di essere aggiornati e consapevoli delle dinamiche di rete, rendendo il linguaggio uno strumento di distinzione e di appartenenza. Di conseguenza, il tentativo di decifrare questo codice non deve essere visto come una perdita di tempo, ma come un’opportunità per comprendere meglio le necessità comunicative e relazionali dei propri figli.

Dizionario essenziale per i genitori nel 2026

Per muoversi con disinvoltura nel panorama linguistico attuale, è necessario familiarizzare con alcuni termini chiave. Ecco quali sono gli esempi di slang giovanile, le parole più utilizzate dai nostri ragazzi.

  • Il concetto di aura o punti aura, ad esempio, si riferisce a un punteggio ideale che misura il carisma e la capacità di gestire le situazioni con stile; si guadagnano punti agendo con naturalezza, mentre si perdono quando si risulta imbarazzanti o cringe.
  • Il termine brainrot indica invece contenuti considerati talmente assurdi o privi di valore da sciogliere il cervello, un’espressione spesso utilizzata con una punta di autoironia consapevole.
  • Quando senti parlare di glazing, i ragazzi si riferiscono a un eccesso di complimenti o a un’esaltazione esagerata verso qualcuno. Una sorta di adulazione che risulta spesso fuori luogo.
  • Tra le altre espressioni entrate nello slang giovanile troviamo crash out, che descrive il momento in cui una persona perde il controllo o sbrocca improvvisamente.
  • Pookie, un nomignolo affettuoso utilizzato per rivolgersi a un amico, talvolta con una sfumatura ironica.
  • Molto diffuso è anche l’uso di chat per rivolgersi ai propri amici come se fossero il pubblico di una diretta streaming.
  • Il termine sigma, infine, viene impiegato per definire una persona indipendente e carismatica, pur essendo diventato nel tempo un’etichetta meme dai contorni sfumati.

Conoscere queste definizioni aiuta a decodificare le conversazioni domestiche senza dover ricorrere a interpretazioni errate, permettendo di mantenere un approccio comunicativo più equilibrato e meno distante.

Come gestire la comunicazione e lo slang giovanile

Quando sentiamo i nostri figli utilizzare termini come delulu, che descrive qualcuno che crede a cose poco realistiche, o skibidi, una parola-meme utilizzata per indicare una situazione assurda o ironica, la reazione più efficace è la curiosità pacata. È fondamentale evitare di prendere in giro i ragazzi o di sminuire il loro slang, poiché per loro il linguaggio è un pilastro dell’appartenenza al gruppo. Deridere queste espressioni significa chiudere bruscamente una porta comunicativa, creando una distanza che potrebbe spingerli a smettere di condividere con noi i loro pensieri. Al contrario, porre domande semplici come “cosa intendi con pookie?” o chiedere spiegazioni su un video definito brainrot può trasformare il genitore in un interlocutore attento, spesso felice di poter spiegare le proprie passioni.

Un altro termine entrato nello slang giovanile è fanum tax, che indica la pratica scherzosa di sottrarre una piccola parte del cibo altrui, o unc, un modo per dare dell’adulto o del vecchietto a qualcuno in chiave ironica. Anche l’aura farming, ovvero l’atto di compiere azioni studiate appositamente per guadagnare punti aura, è un concetto che denota una certa consapevolezza delle dinamiche di popolarità online.

Il consiglio principale è quello di non forzare mai l’uso di queste parole: inserire termini come aura o cringe in ogni frase risulterebbe inevitabilmente imbarazzante e controproducente. L’obiettivo deve restare quello di mostrare interesse per la loro visione del mondo, mantenendo una connessione autentica. Saper sorridere quando ci dicono che abbiamo guadagnato punti aura per aver preparato il loro piatto preferito è il primo, fondamentale passo per restare genitori presenti e connessi in un mondo digitale in continua e frenetica trasformazione.

© Riproduzione Riservata
© Riproduzione Riservata
Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto