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Università di Pavia: archeologia Pavese, analisi Odissea di Nolan

Redazione Controcampus 29 Luglio 2026
R. C.
04/08/2026

Il film Odissea di Christopher Nolan ha riacceso l'interesse verso il Mediterraneo pre-classico, ponendo in luce la crisi dell'età del Tardo Bronzo.

Secondo il regista, la guerra di Troia simboleggerebbe il crollo di un sistema socio-politico e religioso, quello delle società palatine di quel periodo, che neppure i vincitori riescono a controllare, generando confusione e difficoltà nel ritorno alla normalità.

Da anni, la crisi del Tardo Bronzo e le sue implicazioni sono oggetto di studio nella ricerca storico-archeologica. Negli ultimi decenni, si è sostenuto che tale crisi non avesse portato a conseguenze sistemiche, contrariamente a quanto suggerito da Nolan attraverso il suo film, e in linea con le teorie dell’egittologo francese Maspero, che le aveva collegate a migrazioni su larga scala, avvalendosi delle iscrizioni di Ramses III.

Si era considerato che, in particolare nell’area del Mediterraneo orientale, i centri di potere politico – le capitali dei vari regni del Tardo Bronzo – fossero stati distrutti, mentre al di fuori di queste metropoli, la vita nei centri minori e nei villaggi continuasse senza interruzioni traumatiche. Un esempio emblematico di questo fenomeno è rappresentato dai centri politici e commerciali di Alalah, nella moderna Hatay, e di Ugarit, nella regione di Latakia. Questi due importanti insediamenti furono rasi al suolo alla fine del Tardo Bronzo, ma le ricerche e gli scavi effettuati in centri di dimensioni medie avevano suggerito che, al di fuori delle capitali, la vita proseguisse in maniera sostanzialmente simile al passato, riducendo l’impatto e la gravità della crisi.

Nuove scoperte a Tell Semhani

Le recenti scoperte della missione italo-siriana a Tell Semhani, situato nell’attuale Latakia, lungo la sponda meridionale del fiume Nahr al-Kabir, a 11 km dal sito di Ugarit (Ras Shamra), offrono una prospettiva rinnovata sulla vita rurale durante il Tardo Bronzo. Tra ottobre e novembre del 2024 e 2025, gli archeologi dell’Università di Pavia, guidati da Lorenzo d’Alfonso, insieme a colleghi della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei (DGAM) e studenti dell’Università di Damasco sotto la direzione di Muhammed Redwan, hanno ripreso gli scavi in questo sito.

A differenza della consuetudine degli archeologi di concentrarsi su grandi siti, Tell Semhani nasconde i resti di un piccolo insediamento delle campagne del regno di Ugarit, che era noto per essere il principale emporio e centro culturale del Mediterraneo durante il Tardo Bronzo (circa 1500-1200 a.C.). Ugarit ha sempre affascinato gli studiosi per i suoi reperti di alta qualità, l’architettura monumentale e i ricchi archivi palatini, i cui testi amministrativi e legali documentano anche le attività produttive delle campagne e dei più di 200 villaggi che le popolavano. Questi documenti hanno contribuito a ricostruire l’economia e la società del Mediterraneo orientale nel periodo dei Palazzi, ma fino ad ora nessun sito rurale era stato scavato per fornire dati concreti a queste ricostruzioni.

Le scoperte e le loro implicazioni

Tell Semhani rappresenta quindi uno dei primi abitati rurali del regno di Ugarit ad essere oggetto di scavi approfonditi per il II millennio a.C. Gli scavi iniziali, condotti tra il 2015 e il 2018 in risposta a segnalazioni di scavi clandestini, avevano portato alla luce un sepolcro familiare risalente alla prima metà del II millennio a.C., situato probabilmente all’interno di un’abitazione e utilizzato da generazioni di abitanti del villaggio.

Nel 2025, è stato identificato un secondo edificio a uso domestico, che ha restituito un repertorio di ceramiche dipinte, alcune delle quali di pregiata importazione cipriota e cilicia. Nuove tombe hanno rivelato ulteriori reperti di ceramica intatta e, tra questi, due statuette femminili in terracotta, smaltate di blu chiaro e decorate con pitture nere, probabilmente utilizzate come amuleti. Queste scoperte indicano che il villaggio prosperò in un periodo che precede la crisi del Tardo Bronzo, e la comunità abitante era profondamente legata al sito e al suo territorio.

In cima al sito è stato rivelato l’abitato del Tardo Bronzo (1500-1200 a.C.). Sebbene le fasi più antiche di occupazione saranno oggetto di studi futuri nel 2026, è di particolare rilevanza la presenza di uno strato di bruciato spesso circa 5 cm, rinvenuto in tutte le aree di scavo, che segna un’interruzione evidente nella vita del villaggio. Le analisi al carbonio 14 hanno datato l’incendio alla fine del Tardo Bronzo (1173±50 a.C.), e l’assenza di distruzione delle abitazioni sottostanti suggerisce che, quando l’incendio colpì, il sito fosse già abbandonato. Sopra questo strato di bruciato, sono stati trovati resti di una successiva occupazione, databile all’inizio dell’età del Ferro (1125±70 a.C.), avvenuta poco dopo l’incendio.

Implicazioni per la ricerca archeologica

Questa nuova occupazione mostrava similitudini con la precedente occupazione, ma includeva anche frammenti di ceramica sub-micenea e rocchetti in terra cruda di forma cilindrica, segni di innovazioni legate ai contatti con culture dell’Egeo e di Cipro. Tuttavia, questa fase di occupazione fu di breve durata e, una volta abbandonata, il sito non fu più abitato fino all’epoca bizantina. Queste scoperte mettono in discussione l’idea che il collasso politico nel Mediterraneo orientale attorno al 1200 a.C. abbia colpito solo i centri di potere, lasciando intatta la vita rurale. Al contrario, è evidente che la vita nel villaggio di Semhani subì un cambiamento drammatico durante la crisi. Ad esempio, durante la nuova fase insediativa, non si riscontra più la presenza di tombe familiari all’interno del villaggio, suggerendo una trasformazione significativa nel rapporto tra comunità, insediamento e territorio. L’abbandono del sito dopo il tentativo di rioccupazione evidenzia l’impossibilità di tornare a un ordine precedente e la portata dei cambiamenti che interessarono le comunità rurali di Ugarit, così come quelle della sua capitale.

Le attività di scavo a Tell Semhani sono sostenute dal fondo per l’archeologia dell’Università di Pavia e dal Comitato per le ricerche storiche e archeologiche nel Mediterraneo orientale, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto