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17 gennaio 2014

Il CdA Unisa approva il Bilancio Unico 2014

Università degli Studi di SALERNO – Il Consiglio di Amministrazione Unisa, nella seduta odierna, ha approvato il Bilancio Unico 2014 in contabilità economico-patrimoniale, come previsto dalla Riforma Gelmini.

Tale deliberazione rappresenta motivo d’orgoglio per l’Unisa e la pone tra i pochi Atenei italiani ad implementare l’innovazione nei tempi originariamente previsti. Infatti, è bene ricordare che l’obbligo di adozione del nuovo sistema di contabilità era fissato al 1° gennaio 2014.

Successivamente, viste le istanze di molti atenei che ritenevano di non poter applicare tale innovazione nei tempi dovuti, con il Decreto Mille Proroghe la scadenza è stata posticipata al 1° gennaio 2015.

Il Bilancio Unico consente una visione generale di tutte le attività dell’Ateneo, e fornisce la percezione compiuta del volume di iniziative messe in campo dall’amministrazione centrale e dai dipartimenti.

L’Unisa, quindi, brucia le tappe e si conferma, oltre che per la ricerca- come testimoniano i dati ANVUR- virtuosa anche nella gestione e nella trasparenza amministrativo-contabile.

«L’approvazione del Consiglio di Amministrazione Unisa – ha dichiarato il rettore Unisa Aurelio Tommasetti – avrà un effetto positivo sull’intera governance delle risorse di ateneo e di conseguenza potrà contribuire al miglioramento dei risultati di gestione. Un risultato al quale hanno contribuito tutte le componenti accademiche: studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. Un ringraziamento particolare va inoltre al Collegio dei Revisori dei Conti per il lavoro svolto e l’impegno profuso.

A tale proposito, ritengo opportuno fare chiarezza sulla questione dei tagli dei finanziamenti all’Ateneo Unisa relativamente alla quota premiale prevista dalla normativa vigente.

Con l’ultima Finanziaria, il Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università per il 2013 è stato ridotto rispetto a quello per il 2012.

Successivamente, il Governo ha introdotto una quota premiale del FFO, da assegnare agli atenei virtuosi in base ai parametri dell’Agenzia Nazionale di Valutazione (Anvur).

Per motivi di perequazione tra gli atenei a livello nazionale, il MIUR ha poi stabilito che per le singole università i tagli non potessero essere superiori al 5% del FFO, ricalcolando il fondo effettivamente assegnato. Pertanto, gli atenei che in base ai parametri Anvur avrebbero dovuto ottenere tagli superiori al 5%, hanno ridotto la quota premiale spettante agli atenei virtuosi, che di fatto si trovano a finanziare quelli valutati meno positivamente.

In base ai tagli del FFO, e definita la quota premiale, l’Ateneo Unisa avrebbe dovuto ricevere un decremento delle risorse pari al 2,36%. Ma, per il meccanismo perequativo sopra descritto, tale riduzione è stata rideterminata al 3,68%. Nei fatti, l’Unisa e tra quelle che cede una quota dei propri fondi per contribuire alla sostenibilità dell’intero sistema mantenendo, comunque, sulla didattica, sulla ricerca e sui servizi agli studenti livelli assolutamente soddisfacenti».


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