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3 marzo 2014

Cà Foscari studia staminali e rigenerazione ossea, progetto rigenera



Università Cà Foscari di Venezia – Progetto triennale Cà Foscari RIGENERA valuterà sostenibilità della tecnologia nel sistema sanitario nazionale

Ricerca Cà Foscari

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Dalle staminali alla rigenerazione ossea Cà Foscari  studia i costi delle cure innovative

Da partnership con azienda svizzera del biotech parte l’analisi su tutti gli aspetti dell’innovazione, dal recupero del paziente ai bilanci della sanità

Lo stimolo alla riproduzione di cellule staminali, la rigenerazione di tessuti e ossa, l’uso di fattori di crescita. Ricercatori dell’Università Cà Foscari Venezia analizzeranno costi e benefici dell’introduzione di queste innovazioni nel campo sanitario e dei dispositivi biomedici che le rendono possibili. Lo studio partirà dal caso italiano per poi estendersi alle esperienze internazionali. L’obiettivo di Cà Foscari è valutare come la tecnologia possa migliorare le cure mediche in modo sostenibile per i bilanci del sistema sanitario.

Il progetto di ricerca Cà Foscari è appena partito e durerà tre anni. E’ frutto della collaborazione tra il dipartimento di Management dell’ateneo veneziano e Regenlab, azienda svizzera del biotech che ha chiesto all’università di valutare tutti gli impatti dell’innovazione in sanità. Il progetto si chiama RIGENERA, che sta per “Rich-in-growth-factors (and stem cells) and evaluation needs through a research and an analysis on the innovative medical devices”.

“L’approccio sarà quello dettato dall’Health Technology Assessment (HTA), multidimensionale e multidisciplinare – spiega Salvatore Russo, ricercatore e docente di Economia Aziendale a Cà Foscari – in modo tale da poter analizzare le implicazioni cliniche, sociali, etiche, economiche, legali, organizzative dell’innovazione tecnologica nei processi clinici”. Russo della Cà Foscari coordinerà un comitato scientifico e il lavoro di un ricercatore che sarà selezionato a breve tramite un bando pubblico.

Le finalità delle terapie della Cà Foscari valutate comprendono rigenerazione ossea, rigenerazione di tessuti per guarire da tagli e ustioni, ma anche la medicina estetica. Tra le tecniche anche quella di rendere il plasma dello stesso paziente “ricco in piastrine” per migliorare la rigenerazione e ridurre i tempi di recupero. Cure che promettono, dunque, di essere più “efficaci ed efficienti” rispetto al passato e che gli studiosi del management in campo sanitario intendono valutare a fondo. Gli studiosi valuteranno, ad esempio, quanto al sistema sanitario nazionale pubblico convenga investire in medical device e in percorsi di cura innovativi, in particolar modo per quelle patologie che già rientrano nelle prestazioni erogate dalle strutture pubbliche.

Cà Foscari studia staminali e rigenerazione ossea, progetto rigenera


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