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25 marzo 2014

Moda e nuove tecnologie all’Uniud

Università degli Studi di Udine – Moda e nuove tecnologie: Elda Danese ospite del dottorato in comunicazione multimediale dell’Uniud

Uniud

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Nell’ambito dei seminari aperti alla cittadinanza e a tutti gli interessati

“Moda e tecnologia” saranno i temi affrontati nel corso della conferenza in lingua inglese in programma giovedì 27 marzo alle 14 nella sede pordenonese dell’Uniud, in via Prasecco 3/A a Pordenone. Ne parlerà Elda Danese, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Università Iuav di Venezia, nell’ambito dei seminari, aperti a tutti gli interessati, organizzati dal corso di dottorato di ricerca in Comunicazione multimediale dell’Uniud.

Gli interessi di ricerca di Elda Danese riguardano la cultura visiva moderna, i tessuti e la moda. Membro di A/I/S Design, Associazione italiana storici del design, Danese ha collaborato con il Centro studi di storia del tessuto e del costume di Venezia ed è autrice del catalogo L’arte al telaio. L’arazzeria Scassa dal 1957 ad oggi (2000) e di vari saggi, tra cui quelli pubblicati nei volumi Corpo futuro. Il corpo umano tra tecnologie, comunicazione e moda (2002) e Machines That Become Us. The social context of personal Communication Technology (2003).

Moda e tecnologia hanno storicamente avuto un rapporto molto stretto. «La manifestazione più antica ed evidente di questo legame – ricorda Elda Danese – sta nella costante innovazione, a partire dal XVIII secolo, nella produzione di macchine e l’implementazione di processi per la fabbricazione di prodotti tessili e dell’abbigliamento. In tempi più recenti, invece, questo rapporto è stato un po’ invertito, nel senso che la tecnologia è diventato di moda. Se all’inizio dei tessuti artificiali del XX secolo cercavano di imitare tessuti naturali, oggi l’aspetto tecnologico percettibile di molti tessuti è considerato un plus da molte persone».

Altri fenomeni recentemente indagati dalla moda riguardano il “guardare tecnologico”, ovvero «la moda – aggiunge Danese – cerca di creare abiti che mettano in risalto artificiosità in ogni direzione, particolarmente spettacolari perché appaiono più vicino all’inorganico e alle immagini della macchina. Un ulteriore aspetto, sono le molte ricerche e sforzi volti a inserire le tecnologie all’interno di vestiti: tecnologie, tuttavia, che il più delle volte non sono immediatamente visibili, e che sono proposti con l’intento di migliorare la potenza e prestazioni dei tessuti e le funzioni di protezione del corpo. Infine, un’altra caratteristica interessante è legata alla ricerca di eco-compatibilità dei tessuti, capace di ridurre l’inquinamento e i rifiuti di lavorazione».


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