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29 aprile 2014

Organizzare lo studio: come organizzare lo studio e superare esami

Come organizzare lo studio per Alessandra Pollina

Ecco la nostra guida su come organizzare lo studio e le tecniche vincenti per superare gli esami.

Molti gli studenti alle prese con lo studio e con tutte le difficoltà che esso comporta.

Spesso i ragazzi, spaesati dalle lezioni e dagli insegnanti dai metodi differenti, non sanno come approcciare con lo studio e, inevitabilmente, si vedono travolti da ulteriori difficoltà decisamente deleterie per una preparazione in funzione degli esami, siano essi di scuola elementare, media o superiore.

Per far fronte a queste difficoltà ecco degli utili consigli per organizzare lo studio in maniera appropriata ai fini, soprattutto, di un esame di fine percorso scolastico.

Ecco i passi fondamentali per organizzare lo studio:

  • Organizzare lo studio programmazione efficace: questo primo passo prevede un piano settimanale in cui siano presenti momenti dedicati allo studio ed altri riservati allo svago. La pianificazione serve a ridurre il tempo di studio aumentandone l’efficacia, in modo da permettere alla persona di avere del tempo libero per le attività extrascolastiche, il tutto al fine di non rendere lo studio un momento negativo. Ciò che conta per rendere lo studio funzionale è non prevedere molte ore di studio ma concentrazione, pause e tempi utili per il ripasso.
  • Organizzare lo studio programmazione dei tempi: questa può essere divisa in ulteriori tre fasi.
  • Organizzare lo studio Revisione: è utile rimettere in ordine quanto fatto la mattina, così da risparmiare tempo nello studio a casa.
  • Organizzare lo studio ed esecuzione di compiti: provare a svolgere i compiti a casa senza le basi è decisamente sbagliato. E’ necessario impegnare del tempo con lo studio della parte teorica; si può credere ciò richieda più tempo ma si tratta di una falsa illusione in quanto, studiando bene la parte teoria, gli esercizi saranno svolti più velocemente, dunque si potrà quanto prima abbandonare i libri.
  • Organizzare lo studio ripasso: dopo aver lasciato “sedimentare” le conoscenze, ripassi successivi permetteranno di inserire le conoscenze nella memoria a lungo termine.
  • Organizzare lo studio verificare la pianificazione dello studio sia realistica: Se lo si ritiene opportuno, dopo un’accurata analisi del piano, è bene correggere la tabella di marcia, ricordando che si può sempre sbagliare. La pianificazione, però, dipende dal tipo di scuola che si frequenta. Ora vediamo nel dettaglio come organizzare lo studio per ogni grado di scuola.

Come organizzare lo studio e superare gli esami: consigli per la scuola elementare

Durante gli anni della scuola elementare i bambini iniziano ad approcciare ai compiti a casa nella loro forma più “leggera”. Ciò che è importante in questa fase è svolgere i compiti man mano, dunque il giorno stesso in cui vengono assegnati. Trattandosi di esercitazioni e letture rivolte soprattutto alla ripetizione (soprattutto nei primi anni), è bene il bambino non aspetti mai il giorno prima per svolgere i suoi compito.

In questa fase il bambino viene educato alla responsabilità e su questa è doveroso che lavori. Il diario è fondamentale per i compiti: molti bambini segnano i compiti sui quaderni, questo metodo è sconsigliato in quanto il bambino non ha una pianificazione quotidiana di quanto deve fare. Altrettanto importante è la concentrazione in classe, il bambino si troverà avvantaggiato nello studio a casa. Per il resto, è importante i genitori non abbandonino i figli a loro stessi ma li seguano nel loro studio, responsabilizzandoli ed evitando che distolgano l’attenzione dai propri studi.

Come organizzare lo studio: consigli per la Scuola Media

Per quanto riguarda la scuola media su come organizzare lo studio, lo studente inizia a vivere lo studio con più impegno. È qui che i ragazzi hanno una mole di lavoro più ingente e delle aspettative più alte. Iniziano le prime interrogazioni e i primi compiti in classe, dunque lo studente è decisamente più sotto pressione. In questo caso l’organizzazione dello studio diventa essenziale in quanto aiuta non solo all’assimilazione dei concetti ma anche alla tranquillità dovuta ad una preparazione più dettagliata e non costruita sulla fretta di terminare. Lo studio, dunque, deve essere ben organizzato e approfondito in modo da essere concepito non come fine a se stesso ma come acquisizione di nozioni utili per la costruzione della propria cultura personale.

Anticipare, quando molto complessi, compiti ed esercizi è molto utile: non limitandosi allo svolgimento sempre solo il giorno prima, lo studente ha la possibilità di approcciare allo studio con maggiore tranquillità e avendo anche il tempo per ripetere così da non rischiare di dimenticare tutto ciò che si è fatto.

Infine, prendere appunti in classe; in questo modo si avrà uno schema di quanto appreso a scuola e sarà più semplice capire quanto si sta apprendendo sul proprio libro di testo a casa propria.

Come organizzare lo studio: consigli per la Scuola Superiore

Per la scuola superiore la situazione su come organizzare lo studio si fa più complessa. Gli studenti hanno acquisito una certa maturità nello studio. Il tutto, ovviamente, ritornerà utile vista la maggiore quantità di materie da studiare e le esigenze da soddisfare. Pur avendo acquisito un certo metodo durante la scuola media, molti studenti tendono a ridursi all’ultimo momento per la preparazione ad interrogazioni e compiti in classe. Gli svantaggi dell’affidare i risultati alla forza della memoria a breve termine però sono numerosi. Infatti i risultati che si ottengono in questo modo sono imprevedibili per vari motivi.

L’ansia, ad esempio, gioca un ruolo molto importante nel nostro rendimento: se non siamo sicuri della nostra preparazione potremmo bloccarci, non ricordare più niente, fare una gran confusione. Se la preparazione è fragile, basta una domanda posta in modo per cadere nel tranello dell’interrogazione. Lavorare sempre con la memoria a breve termine non consente la costruzione di una rete di conoscenze utile al fine del superamento dell’esame di maturità e, soprattutto, se si decidesse di iscriversi all’università. E’ opportuno, infine, distinguere tra preparazione prossima e preparazione remota.

La prima è quella che si realizza con gli studi fatti a casa prima dell’interrogazione o della verifica. La seconda, invece, incomincia dalla prima spiegazione dell’argomento in classe, attraverso l’ascolto, appunti, la revisione a casa, la richiesta di chiarimenti e gli esercizi. Il giorno prima di una verifica o un’interrogazione è possibile solo fare un ripasso per accertarsi di sapere esporre e utilizzare ciò che si è appreso.

Come organizzare lo studio per il Coach Alessandra Pollina

Per avere maggiori chiarimenti su come organizzare lo studio abbiamo fatto alcune domande alla dott.ssa Alessandra Pollina, life coach ed esperta in Programmazione Neuro-Linguistica, in Counseling Approccio Breve, formatrice Mindfulness e MBSR Mindfulness Based Stress Reduction.

Dott.ssa Pollina, con la scuola elementare si inizia a fare i primi passi nello studio. In quanto bambini, i genitori giocano un ruolo fondamentale nella preparazione a casa del proprio figlio;  Quali consigli si sente di dare a giovani studenti su come organizzare lo studio per gli studenti di scuola.

“Il ruolo del genitore è fondamentale in questa fase in quanto contribuisce alla costruzione dei caratteri stessi del bambino. Lo studente deve percepire dal proprio genitore una certa fiducia nelle proprie capacità, così da sentirsi sicuro di sé e in grado, dunque, di svolgere i compiti anche da solo. I bambini, infatti, percepiscono le aspettative dei propri genitori come delle ansie riflesse che si ripercuotono nei risultati scolastici: i genitori devono intervenire solo in caso di bisogno e non sostituire l’alunno nello svolgimento dei compiti. Se così fosse, il bambino penserebbe di non essere in grado e non approccerebbe più ai compiti da solo”.

“Lo studente, dunque, deve vedere il proprio genitore come una presenza libera, che infonde sicurezza e stimola all’autonomia. Dopo aver fatto i compiti il bambino potrà rivederli insieme ai genitori, questo ovviamente dopo averli svolti da sé”.

Discorso simile vale per la scuola media; i ragazzi, in una fascia d’età notoriamente di transizione, sentono il bisogno di ribellarsi e riuscire nello studio soddisfacendo le aspettative  proprie e della propria famiglia. Per far fronte a tale problematica, quali consigli si sente di dare ai ragazzi che stanno frequentando la scuola media in merito a come organizzare lo studio?

“Così come precedentemente ho affermato in merito ai bambini delle elementari, anche per i ragazzi di scuola media vale lo stesso discorso: vanno lasciati liberi, in modo da fornire loro le basi per un distacco graduale dai genitori. Questi ultimi devono fare in conti con la fase preadolescenziale fatta di alternanza fra momenti di autonomia e  ricerca dei genitori: i ragazzi devono percepire il controllo ma non sentirsene sopraffatti, assimilando un ansia capace solo di inibire l’iniziativa all’autonomia”.

“Il ragazzo percepirà, dunque, lo studio come una responsabilità, un “lavoro”, mettendolo nella condizione di acquisire una libertà fatta, però, di obblighi sociali e limiti condivisi con i genitori”.

“In questa delicata fase, infine, gli studenti acquisisco un primo vero metodo di studio attraverso il quale acquisire nozioni in maniera più concettuale. Ovviamente, ogni studente acquisisce un proprio metodo di studio personale e adatto alle proprie capacità; ciò che è importante è che il ragazzo concepisca lo studio non come una meta da raggiungere per dare soddisfazione a professori o genitori ma per arricchire e gettare le basi per la propria cultura personale”.

Si passa, dunque, alla scuola superiore. In fase adolescenziale, i ragazzi inevitabilmente sviluppano una propensione all’autonomia e all’affermazione di sé, rapportandosi spesso e volentieri alle figure autoritarie (genitori, professori) in maniera conflittuale. In questa importante fase della vita, quale consigli si sente di dare ai ragazzi per organizzare al meglio i propri studi, soprattutto in vista dell’esame finale?

“Ciò che si è costruito negli anni di scuola precedente è fondamentale. Partire con una ben strutturata fiducia nelle proprie capacità permette allo studente di approcciare allo studio in maniera più autonoma e organizzata”.

“Nei casi in cui il ragazzo ha avuto genitori che hanno imposto un rigido controllo sulle prestazioni scolastiche del figlio, solitamente si manifestano segni di disinteresse verso lo studio motivati da una scarsa considerazione delle proprie capacità. In casi come questo il ruolo della scuola è fondamentale: la presenza e il contatto con insegnanti capaci di motivare i ragazzi e di risvegliare in loro la propria autostima e fiducia può ribaltare completamente le sorti della vita dello studente”.

“In questa fase, infine, suggerisco ai ragazzi di studiare non solo per il risultato immediato ma soprattutto per soddisfare un’aspettativa futura: può sembrare prematuro ma è consigliabile che lo studente valuti le proprie ambizioni sin da ora ponendosi la domanda “cosa vorrò fare domani?”. Non appena si è riusciti a dare una risposta, è bene fare tutti i passi indietro utili alla conoscenza del percorso più adatto per raggiungere quel dato obbiettivo prefissato, programmando quali passi fare e facendo dello studio il bagaglio culturale utile al raggiungimento dello stesso”.


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