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4 aprile 2014

Università degli Studi di Ferrara: l’invenzione del Museo

Università degli Studi di Ferrara – Per il ciclo “L’invenzione del Museo. Oggetti, simboli e collezionismo”

Università degli Studi di Ferrara

Università degli Studi di Ferrara

Lunedì 7 aprile Matteo Lafranconi, Direttore scientifico delle Scuderie del Quirinale di Roma relatore d’eccezione sul Collezionismo privato in Unione Sovietica dalla Rivoluzione a Stalin

Nuovo appuntamento dell’Università degli Studi di Ferrara lunedì 7 aprile alle ore 17 nella Sala dei Comuni del Castello Estense con il nuovo ciclo di incontri “L’invenzione del Museo. Oggetti, simboli e collezionismo”, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara e dal TekneHub, laboratorio del Tecnopolo di Ferrara, in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte.

Ospite d’onore della conferenza all’Università degli Studi di Ferrara sarà Matteo Lafranconi, Direttore scientifico delle Scuderie del Quirinale di Roma che parlerà di “Un’aberrazione virtuosa. Collezionismo privato in Unione Sovietica dalla Rivoluzione a Stalin” e che ci anticipa l’argomento della giornata… Nonostante fosse stato proibito per legge da una serie di decreti emanati all’indomani della Rivoluzione d’ottobre, il collezionismo privato d’arte non cessò mai del tutto di esistere in Unione Sovietica. Grazie agli sforzi ostinati dell’intelligencija, forme di collezionismo privato riuscirono a sopravvivere nel corso dell’intera parabola del regime sovietico. Fu soprattutto nella prima parte di questo regime che grazie alla cooperazione tra l’élite e considerate le condizioni impossibili nel quale si trovava a muoversi, come l’abolizione della proprietà privata e l’indicazione dello Stato come unico patrono delle arti, l’Homo sovieticus collezionista riuscì ugualmente a soddisfare la sua passione e a portare a termine la sua specifica missione di preservare la memoria dei movimenti artistici che la politica culturale ufficiale del Socialismo aveva messo al bando e reso tabù”.

Matteo Lafranconi è storico dell’arte presso la gNAM, dove si occupa delle collezioni del XIX secolo. Ha studiato a Roma, Napoli e Parigi. Si è dedicato a temi di storia dell’arte italiana tra XVI e XX secolo, prediligendo questioni  di storia del disegno, prassi accademiche, collezionismo, con incursioni nel campo della pittura russa di fine Ottocento. É stato coordinatore scientifico della mostra Maestà di Roma (2003) ed è autore, con Elena di Majo, del catalogo delle collezioni del XIX secolo della gNAM. Ha tenuto conferenze alla National gallery di Londra, al Prado di Madrid e alla National gallery of Art di Washington dove, presso il CASVA, è membro del gruppo di studio sulla storia dell’Accademia di San Luca a Roma. É membro del comitato di redazione della rivista “Perspective” dell’INHA di Parigi. Suoi articoli sono comparsi su the Burlington Magazine, Paragone, Prospettiva. É autore, con Sandra Pinto, del volume gli storici dell’arte e la peste (Milano, Electa 2006). Dal 2007 è distaccato presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma dove svolge il ruolo di Responsabile delle attività scientifiche e culturali.

Nelle fotografie: Solomon Nikritin – Uomo e nuvola (1930). Salonicco, Museo d’arte contemporanea – Collezione Costakis. Aleksandr Golovin – Ragazza con porcellana (1923). San Pietroburgo, collezione Rybakov


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