• Google+
  • Commenta
16 maggio 2014

InnovArea, il kit Anticrisi di Cà Foscari Confindustria e Regione

InnovArea

Università “Cà Foscari” di Venezia – Innovarea: un ‘kit anticrisi’ per le imprese «innovazione: il veneto come il baden wurttenberg»

InnovArea

InnovArea

A Padova è nato InnovArea il movimento delle imprese più performanti con tutte le carte in regola per trasformare la regione in un caso di successo come il land tedesco

Università Ca’ Foscari Venezia, Confindustria Veneto e Regione Veneto insieme per fornire all’imprenditoria del Nord Est gli strumenti più avanzati per vincere sfide globali: trend economici di successo, best practice, accesso ai fondi europei troppo spesso inutilizzati, le occasioni di Horizon 2020. Per rinascere. Più forti di prima

Come nasce InnovArea

La «chiamata alle armi» è arrivata da Luca Marzotto, delegato alle Politiche Industriali, Ricerca e Innovazione per Confindustria Veneto, hanno risposto in 40 fra le imprese più performanti selezionate da un’analisi dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Fra queste, anche Api Spa, Unox, Tecnofer, Gasparini Spa e L’Inglesina Baby Spa.

L’appuntamento di ieri alla Torre della Ricerca – Città della Speranza di Padova «L’impresa significante» ha segnato il decollo di InnovArea, il movimento che punta a un vero e proprio Rinascimento dell’impresa veneta grazie al lavoro congiunto di Università Ca’ Foscari Venezia, Confindustria Veneto e la regia della Regione Veneto, parte attiva e sostenitrice del progetto. Un decollo nel segno della concretezza. A partire dai dati che fotografano un «sistema in corto circuito» fra potenzialità, finanziamenti (soprattutto europei) e innovazione cruciale per un vero rilancio. Con un obiettivo: diventare come il «land tedesco dei record».

Fra gli esempi cui guardare, infatti, c’è la Regione del Baden Wurttenberg, il land tedesco dove si concentrano i molti istituti di Fraunhofer Society riconosciuta come best practice a livello mondiale: 80 istituti di ricerca tra loro collegati e 20.000 dipendenti. Un luogo in cui il rapporto tra investimenti in ricerca e innovazione e PIL è pari al 5,6%, un luogo che il recente rapporto della UE Innovation colloca tra gli Innovation leaders.

Come emulare una tale concentrazione di risultati? 412 imprese venete «antifragili», capaci, cioè, di migliorare le loro performance nonostante (o forse grazie) alla crisi sono ripartite dai numeri: nel 2012 (ultimo dato consolidato disponibile), il valore della produzione ha superato i 10 miliardi (10.362.041.958 euro) con un risultato operativo di 1, 1 miliardi (1.103.255.758 euro) e 31.088 dipendenti.

La forza di InnovArea sta nel mettere insieme capitali tangibili e intangibili puntando con decisione a opportunità e risorse che l’Europa mette a disposizione.

Anche in questo caso, i numeri sono eloquenti: i Fondi gestiti direttamente dall’Unione Europea (a cui possono accedere tutti gli Stati membri)nel 2012 (ultimo dato disponibile) sono stati di 20 miliardi di euro di cui solo 59 milioni sono arrivati in Veneto. E di questi, 17, lo 0.08% sono effettivamente arrivati alle imprese venete ponendo la regione al 40° posto su 200 regioni europee. La maggior parte di questi fondi è destinata alla ricerca e all’innovazione. E nel periodo 2007-2013, nel VII Programma Quadro di ricerca e innovazione, l’Italia ha perso 2,8 miliardi di euro: ha versato 7 miliardi alla UE ma i progetti finanziati ammontano a 4,2 miliardi.

Nel periodo 2014-2020, Horizon, il nuovo programma di ricerca e innovazione della UE, metterà a disposizione quasi 80 miliardi di euro. Se non si invertirà il trend, la perdita stavolta sarà di ben 4,5 miliardi.

Se il Veneto vuole affrontare in modo efficace questa partita è necessario superare la frammentazione presente sia nell’offerta di ricerca e innovazione (i centri nella nostra regione sono troppi e non coordinati tra loro) sia nella domanda: gli investimenti arrivano solo allo 0,67% del Pil regionale.

L’appuntamento da non perdere, a livello europeo, è Horizon 2020. Come arrivarci preparati? InnovArea ha individuato tre linee guida: scegliere le priorità, guardare ai migliori e adattare queste esperienze al Veneto.

L’incontro per InnovArea tra Cà Foscari, Confindustria e Regione Veneto

L’incontro che ha riunito a Padova il gotha dell’imprenditoria veneta e ha visto la partecipazione dell’Assessore all’Economia e Sviluppo, Ricerca e Innovazione, Marialuisa Coppola, ha puntato sull’individuazione dei trend emergenti, sulle Re start up innovative, sull’Ecosistema di business – L’innovazione strategica aperta e sull’Innovazione sociale – Capitale umano. Di questi temi hanno parlato rispettivamente, Roberto Santolamazza (direttore T21T), Ruggero Frezza (Fondatore di M31 Spa e già professore Associato di Teoria dei Sistemi all’Università di Padova), Stefano Miotto (Direttore di Siav – Confindustria Veneto) e Carlo Bagnoli (direttore scientifico di InnovArea e professore di Strategia aziendale, Ca’ Foscari, Venezia).

Si parte da una base già solida anche in Veneto: il progetto Innoveneto (ora confluito in InnovArea) mappa i centri di trasferimento per creare una sorta di «Tripadvisor della ricerca regionale»; la Regione ha definito le proprie strategie Smart, individuando ambiti di intervento, sono ai nastri di partenza i tavoli di lavoro tra imprese e centri tecnologici per definire orientamenti e linee progettuali. Questi aggregati potranno costituire le piattaforme per partecipare al nuovo programma Horizon 2014-2020. Segno che le risorse gestite dalla Regione funzionano bene con una forte concentrazione sul tema di ricerca e innovazione con il recente inserimento di oltre 400 persone altamente qualificate in questo settore

Marialuisa Coppola, Assessore regionale all’Economia e Sviluppo, Ricerca e Innovazione ha sottolineato che «Come Regione Veneto stiamo scrivendo la nuova programmazione europea. Attorno a questo tavolo devono sicuramente sedersi le istituzioni e i centri di ricerca, ma devono sedersi soprattutto gli imprenditori. Dobbiamo pertanto fare rete e sistema per ottenere fondi europei strutturali, necessari per l’innovazione del nostro territorio».

Luca Marzotto, delegato alle Politiche Industriali, Ricerca e Innovazione per Confindustria Veneto ha spiegato: «Ci sono oltre 400 imprese in Veneto che anche nel periodo più difficile della crisi economica sono riuscite a crescere e ottenere performance d’eccellenza grazie ad investimenti in innovazione tecnologica. InnovArea vuole ripartire dal successo di queste imprese, dalla loro visione strategica e culturale, per creare un Movimento di imprenditoria innovatrice che diventi punto di riferimento per tutto il territorio»..

Per Carlo Bagnoli, professore di Strategia aziendale, Ca’ Foscari Venezia, «Siamo gli unici ad avere una visione, la nostra è un’idea di rinascimento per le imprese venete e serve la partecipazione in prima persona di tutti. Voi – ha detto Bagnoli agli imprenditori – siete ‘imprese significanti’, imprese che riescono a creare molto valore sia per i clienti che per la società».

Roberto Santolamazza direttore di T21T: «La buona notizia è che gli spazi di crescita sono davvero molto ampi. È un momento di evoluzione velocissima che è anche il più favorevole all’innovazione degli ultimi 50 anni».

Ruggero Frezza, Fondatore di M31 Spa:«Proposta concreta: in Horizon 2020 il nuovo framework della Ue è sulla Gestione del rischio, si rendono disponibili fondi per l’equity delle imprese, partecipiamo come InnovArea».

Stefano Miotto, direttore Siav Confindustria Veneto: «Viviamo una realtà di frammentazione, il punto è fare sistema».

La visione: il nuovo rinascimento è l’impresa

Innovarea vuole promuovere un movimento di imprese sincronizzate la cui impresa comune sia guidare un nuovo rinascimento facendo leva sul patrimonio civile, culturale, naturale e artigianale che caratterizza l’Italia, abbandonando i pessimismi legati ai problemi strutturali del Paese e i protagonismi ostacoli alla maturazione del sistema Paese.

Innovarea ambisce a promuovere la significatività dell’impresa in quanto creatrice di nuovi posti di lavoro legati all’esclusività del territorio, e il significato dell’impresa in quanto creatrice di nuovi concetti liberati dalla varietà del territorio e veicolati ai clienti e alla società attraverso i suoi prodotti, processi e modalità di relazione. 

Un’impresa insignificante crea poco valore per i clienti e la società appropriandosene della parte rilevante perché il problema è dividerlo. Un’impresa significante crea molto valore per i clienti e la società distribuendone una parte rilevante perché la soluzione è moltiplicarlo.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy