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23 giugno 2014

BioDays 2014 Unitn: tutti i futuri dei biotecnologi



Università degli Studi di Trento – BioDays Unitn martedì 24 giugno, e mercoledì 25 giugno si incontrano a Povo ricercatori, professori, studenti e manager del settore biotecnologico

Due giornate organizzate al Polo scientifico e tecnologico “Fabio Ferrari” per fare il punto sui risultati raggiunti al CIBIO, conoscere i progetti innovativi condotti da giovani biotecnologi e scoprire le opportunità, dalla ricerca accademica al mondo delle aziende

Dopo il debutto dello scorso anno tornano i BIODays, un’occasione per discutere di biotecnologie e carriere sia nell’ambiente accademico sia in quello delle aziende.

BioDays 2014 a Unitn

Le due giornate organizzate al Polo scientifico e tecnologico “Fabio Ferrari” di Povo (via Sommarive) dal Centro di Biologia Integrata – CIBIO dell’Università di Trento puntano a mettere in contatto la ricerca più avanzata, i progetti innovativi e di successo condotti a Trento da giovani biotecnologi e i manager italiani del settore.

«Negli ultimi anni – osserva Alessandro Quattrone, direttore del CIBIO e prorettore alla ricerca per l’Università di Trento – la comunità dei biotecnologi in Trentino è cresciuta in modo esponenziale e continua a farlo perché riesce ad attrarre risorse umane e finanziarie sempre maggiori, sia dall’Italia sia dall’estero, grazie all’Università e ai centri di ricerca della Provincia. I BIODays si propongono anche in questa seconda edizione come un’occasione di confronto per ampliare l’interazione e la collaborazione tra gli istituti di ricerca e le aziende del settore biotecnologico».

Domani, martedì 24 giugno, avrà luogo il Post Doc Research Day, un workshop scientifico che offrirà una panoramica sui risultati più importanti raggiunti al CIBIO attraverso brevi presentazioni tenute dai ricercatori. Dopo la registrazione dei partecipanti e il benvenuto di Alessandro Quattrone, avranno luogo le conferenze tenute da tre studiosi dei diversi laboratori del CIBIO. Lo spazio verrà quindi lasciato a Kristian Frenze, docente al Dipartimento di Fisiologia, Sviluppo e Neuroscienze dell’Università di Cambridge e relatore di punta dell’evento. La mattinata si concluderà con le presentazioni di alcuni tra gli sponsor privati dell’iniziativa, per completare il quadro offrendo la prospettiva delle aziende attive nel settore. I temi affrontati durante il pomeriggio, infine, includeranno oncologia, neurobiologia, biologia molecolare e RNA, virologia e microbiologia, con 10 brevi conferenze divise nei quattro settori disciplinari.

Il giorno seguente, mercoledì 25 giugno, è previsto il Biotechnologist Day, che punta a fornire a studenti e dottorandi maggiori informazioni riguardo le prospettive di carriera alternative all’ambito accademico. Per colmare il divario tra il mondo della ricerca e quello delle imprese sono stati invitati i manager di alcune realtà imprenditoriali italiane quali il Parco Tecnologico Padano, il Bioindustry Park Silvano Fumero e l’Associazione Farmaceutici Industria – AFI. Il benvenuto per questa seconda giornata sarà affidato a Paolo Collini, prorettore alla didattica per l’Università di Trento, e a Olivier Jousson, direttore vicario del CIBIO. Con i manager si parlerà quindi del valore aggiunto portato dalla ricerca, delle opportunità lavorative e dello stato dell’arte nello sviluppo di farmaci biologici e terapie avanzate. Il pomeriggio sarà dedicato alla presentazione di iGEM team e OpenWetLab (OWL), iniziative  innovative e di successo ideate da giovani biotecnologi dell’ateneo, e al confronto con alcuni alumni della scuola di dottorato del CIBIO. La giornata si concluderà con la presentazione di tre start up locali attive nell’ambito delle biotecnologie: BioAnalisi, Orange Fiber e Explora Biotech.

Olivier Jousson ricorda infine che l’offerta formativa del CIBIO si compone della laurea in Scienze e Tecnologie biomolecolari, della laurea magistrale in Biotecnologie cellulari e molecolari e della scuola di dottorato in Scienze biomolecolari. «La particolarità – sottolinea – è l’approccio sperimentale: già dal primo anno di corso, i nostri studenti alternano la formazione in aula con quella in laboratorio. Questo percorso li porta ad acquisire importanti conoscenze e a sviluppare competenze e che li rendono più preparati e competitivi di altri colleghi all’ingresso nel mondo del lavoro».


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