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20 giugno 2014

Possedute di Verzegnis: Università di Udine sul caso Verzegnis

Possedute di Verzegnis

Possedute di Verzegnis

Possedute di Verzegnis

Le possedute di Verzegnis: giornata di studi sul caso di isteria che sconvolse il Friuli di fine ‘800. Appuntamento promosso dal Dipartimento di studi umanistici.

L’Università degli Studi di Udine organizza una giornata di studi sulle cosiddette Possedute di Verzegnis, vicenda che coinvolse, tra il 1878 e il 1880, una quarantina di donne delle frazioni di Villa e Chiaicis.

Martedì 24 giugno, alle 9.30 alle 19, nella sala Florio di palazzo Florio a Udine (via Palladio 8) si parlerà di avvenimenti che portarono il Friuli alla ribalta europea di allora per episodi di misticismo religioso estremo e credulità popolare risolti dalla pratica medica di quel tempo che li trattò come una forma di isteria epidemica.

L’incontro, intitolato “Isteria, finzione, personalità. Una rilettura del caso delle Possedute di Verzegnis, intende gettare nuova luce su quegli avvenimenti, evidenziando gli aspetti filosofici, sociali e culturali e non solo la ricostruzione storica, medica e sociologica, già trattata a livello europeo a fine ottocento. Relatori dell’incontro, promosso dal Dipartimento di studi umanistici, saranno infatti antropologi, psicanalisti, storici della letteratura e storici della medicina italiani e francesi.

La storia del caso delle possedute di Verzegnis è contenuta nella relazione del medico dell’ospedale di Udine, Fernando Franzolini. Si pensava infatti che le donne di Verzegnis, che davano in escandescenze alla vista di sacerdoti, luoghi e simboli sacri, fossero preda di una epidemia di possessione, e come tali furono sottoposte a esorcismi nel santuario di Clauzetto. Su indicazione della prefettura di Tolmezzo, i due medici che le visitarono, Giuseppe Chiap e Fernando Franzolini, diagnosticarono invece una forma particolare di isteria, l’istero-demonopatia. La terapia prescritta fu l’isolamento delle donne coinvolte in ospedali o nelle abitazioni di parenti. Essendo una forma di isteria epidemica, e quindi a forte rischio di contagio, furono vietati esorcismi e messe pubbliche per evitare suggestioni collettive.

Le Possedute di Verzegnis: il punto di Contarini e Chiusi all’Università di Udine

«Quello delle possedute di Verzegnis – spiegano le coordinatrici scientifiche dell’incontro, Silvia Contarini e Barbara Chitussi – fu un caso celebre di isteria nell’Europa di fine XIX secolo, molto noto e studiato dalla letteratura scientifica coeva, che però non è stato ancora analizzato a fondo dal punto di vista degli studi più recenti sulla formazione del concetto di personalità a fine Ottocento, molto importante anche per le sue ricadute in ambito letterario: basti pensare a Svevo, che in uno dei suoi primi romanzi, “Senilità”, mette in scena un vero e proprio caso di personalità multipla».

Programma dell’incontro sul caso delle possedute di Verzegnis

Il programma dell’incontro prevede, dopo i saluti di Andrea Tabarroni, direttore del Dipartimento di studi umanistici, l’introduzione ai lavori Silvia Contarini (Università di Udine) e Barbara Chitussi (università di Udine e di Ginevra). Seguiranno le relazioni: Donatella Cozzi (Università di Udine) e Cosetta Ceschia (Azienda per i servizi sanitari n.1 Triestina), “Lucia, Margherita, Veronica e le altre: a partire dalla ricostruzione dei fatti di Verzegnis, una prospettiva di genere storica e una riflessione attuale”; Barbara Chitussi, “L’epidemia di Verzegnis tra istero-demonopatia e personalità multipla”; Stefania Napolitano (Università di Napoli Federico II), “L’Isterica, la Donna e il Medico”.

Nel pomeriggio, dalle 15, interverranno: Jacqueline Carroy (Centro Alexandre Koyré, Parigi), “La question de la simulation à Morzine”; Vincent Barras (Università di Losanna), “Artifices de la raison et artifices du langage à la fin du 19e siècle : le cas de la glossolalie”; Franco La Cecla (Nuova accademia di belle arti, Milano), “E se l’io fosse geografico?”. Concluderà l’incontro, alle 18 circa, una tavola rotonda con Vincent Barras, Jacqueline Carroy; Barbara Chitussi; Silvia Contarini; Franco La Cecla e Vanessa Pietrantonio (Università di Bologna).


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