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4 dicembre 2014

Horizon 2020, programma per ricerca e innovazione a Unict

Università degli Studi di Catania – Il Programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 e le sinergie con i Fondi Strutturali 2014-2020

Horizon 2020

Horizon 2020

Atenei, centri di ricerca ed imprese a caccia dei fondi Horizon 2020, uno dei più importanti programma di finanziamenti per le attività di ricerca e di innovazione al mondo per budget.

Sul piatto, infatti, la Commissione europea ha versato quasi 80 miliardi di euro per 7 anni (2014 al 2020) per finanziare progetti di ricerca o azioni volte all’innovazione scientifica e tecnologica che portino un significativo impatto sulla vita dei cittadini europei.

Il Programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020

E stamattina, nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania, si è tenuto un incontro – denominato “Il Programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 e le sinergie con i Fondi Strutturali 2014-2020” – organizzato in collaborazione con il Consorzio Catania Ricerche e  l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE).

“Ricerca e innovazione tecnologica rappresentano la terza missione dell’Università di Catania che in questi mesi, grazie all’Ufficio Ricerca, ha condotto un lavoro importante e fondamentale per attrarre finanziamenti sempre più indispensabili per le nostre risorse economiche ed umane spendibili sul territorio – ha spiegato il rettore Giacomo Pignataro -, ma per raggiungere risultati sempre più importanti per sviluppare questa massa critica di risorse umane e strutture, anche per bloccare la fuga di giovani cervelli da Catania, occorre una maggiore sinergia tra gli attori istituzionali e le imprese. Al tempo stesso dobbiamo guardare sempre più anche all’estero sviluppando attività e progetti con partner pubblici e privati stranieri”.

Sulla stessa linea anche il delegato alla Ricerca, la prof.ssa Stefania Stefani, la quale ha evidenziato “il potenziamento da parte dell’Ufficio Ricerca dei servizi necessari per la valutazione e promozione della ricerca e dei progetti rivolti anche alle imprese”. Un ruolo, quello dell’Ateneo catanese, particolarmente apprezzato dal prof. Renato Bernardini, presidente del Consorzio Catania Ricerche, il quale ha sottolineato “l’importanza del Programma Horizon per i finanziamenti a disposizione, i concetti di massa critica ed interdisciplinarità fondamentali per il raggiungimento di risultati che esaltano la potenzialità del nostro territorio e l’importante ingresso, come interlocutore privilegiato e fondamentale, dell’Università di Catania all’interno del Consorzio”.

Sulla visione strategica del Programma Horizon 2020 si è soffermata la prof.ssa Donata Medaglini, rappresentante italiano nel Comitato di Programma Horizon 2020: “E’ il nuovo Programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione europea, attivo fino al 31 dicembre 2020, e supporterà l’UE nelle sfide globali fornendo a ricercatori e innovatori gli strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee”. “Horizon 2020 è strutturato su 3 Pilastri – ha aggiunto la prof.ssa Medaglini – che hanno al loro interno programmi e temi di ricerca specifici (Excellent Science, Industrial Leadership e Societal Challenges) e cinque programmi trasversali (Diffondere l’eccellenza e ampliare la partecipazione; Istituto europeo di innovazione e tecnologia; La Scienza con e per la società; Centro Comune di Ricerca; Euratom)”. “La Delegazione italiana nei Comitati di programma – ha aggiunto la prof.ssa Medaglini – esprime le esigenze italiane nell’elaborazione dei programma di lavoro, riferimenti e obiettivi oltre a rappresentare gli interessi italiani e a dare suggerimenti per la valutazione delle call e della scelta dei partner. Proprio la sinergia tra privato e pubblico rappresenta un punto di forza di questo programma”.

Sull’approccio ai bandi è intervenuto il prof. Giacomo Cuttone, rappresentante italiano nel Comitato di programma Euratom – Horizon 2020: “Col metodo bottom-up il proponente è libero di presentare il proprio argomento di ricerca nel rispetto dei principi etici di Horizon 2020 e nel rispetto delle condizioni poste dal Work Programme, mentre col top down è la Commissione europea a vincolare gli argomenti su cui fare ricerca, identificati dai TOPIC presenti nei diversi Programmi di lavoro tematici. La Sicilia, in questo contesto, ha il vantaggio di poter contare su enti di ricerca importanti come l’Ingv ed il Cnr oltre agli atenei”.

A seguire Sebastiano Fumero, capo unità Participant Validation and support – Commissione europea, il quale si è soffermato sull’impegno della Commissione europea “nello sviluppo del Triangolo delle conoscenze (Ricerca, Educazione e Innovazione) necessario per la protezione dell’ambiente, per la crescita economica e per la creazione di posti di lavoro e finalizzato a migliorare la vita in Europa grazie a nuove risorse economiche, favorendo l’integrazione e sostenendo il tessuto industriale europeo”. “Per questo Horizon guarda molto alle imprese private invitate a far parte del mondo della ricerca”. Fumero, inoltre, ha spiegato che “i principi che regolano il processo di valutazione dei progetti sono eccellenza, trasparenza, considerazioni di sicurezza, confidenzialità, efficienza e rapidità, correttezza ed imparzialità.

Un sostegno alle imprese, ma non solo, lo offre l’Agenzia per la promozione della ricerca europea (APRE) rappresentata dal direttore Diassina Di Maggio: “Apre ospita tutti i Punti di contatto nazionale di Horizon 2020 in Italia offrendo un servizio, a titolo gratuito, di informazione e assistenza sulla priorità tematiche o i programmi di ricerca, sugli strumenti finanziari, sulle procedure amministrative e sulla preparazione della proposta”. A chiudere i lavori Emanuele Villa del Dipartimento della Programmazione della Regione Siciliana e Antonella Marras, coordinatrice Bridgeconomies EEN Sud Italia.


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