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17 febbraio 2015

Pensioni 2015: novità pensione anticipata Renzi, donne e quota 100

Ennesima nota dolente del Governo Italiano nel nuovo anno riguarda il sistema Pensioni 2015. Ecco le novità sulla pensione anticipata, la cosiddetta quota 100 e l’opzione donna introdotta dal riforma Renzi

Ecco quali sono i requisiti per la pensione anticipata 2015, come fare il calcolo della pensione e l’età per andare in pensione con la Nuova Riforma

Pensione anticipata 2015 e Quota 100 sono le due ipotesi al centro della Riforma delle pensioni di Renzi.

Ecco come andare in pensione senza penalizzazioni al raggiungimento della soglia minima prevista dal calcolo della pensione proposto dalla Riforma Renzi. Vediamo subito i requisiti pensione anticipata 2015, l’opzione donna e che cos’è la Quota 100.

Pensioni 2015: ultime news e novità sulla Riforma delle pensioni Renzi

Il sistema pensionistico italiano è oggetto di animate discussioni in queste ore e le ultime novità circa le pensioni 2015 sembrano catalizzarsi intorno alla questione della cosiddetta Quota 100, considerata da molti un valido punto d’incontro tra a la vecchia pensione di anzianità e la nuova pensione anticipata  introdotta dalla Riforma Fornero. Ma che cos’è la Quota 100 e quali sono i requisiti per la pensione anticipata? Si tratta, di una pensione anticipata maturabile attraverso il raggiungimento di una soglia di accesso minima, la cosiddetta, appunto, Quota 100. Chi raggiungesse «quota 100» (60 anni di età e 40 di contributi) potrebbe, in altre parole, andare in pensione anticipata e senza penalizzazioni. In merito al calcolo, la Quota 100 dovrebbe scaturire dalla somma tra età anagrafica e età contributiva (es.: 62 anni di età + 38 di contributi). Un ritorno al sistema delle quote, insomma, con la differenza che l’innalzamento sarebbe comunque consistente rispetto alla “vecchia” Quota 96.

L’altra importante novità della Riforma Pensioni 2015 riguarda la pensione anticipata a 62 anni e più 35 di contributi con penalizzazione dell’8%.

La soglia per maturare la pensione senza penalizzazioni rimarrebbe, anche in questo caso, quella attuale dei 66 anni e 3 mesi con la penalizzazione che si ridurrebbe sensibilmente con l’approssimarsi dell’età del contribuente alla soglia stabilita per legge (se, ad es, l’interessato decidesse di andare in pensione a 64 anni subirebbe una penalizzazione per il pensionamento anticipato inferiore alla decurtazione dell’8% dell’assegno pensionistico). In più, con questa soluzione, sarebbe fatta salva la possibilità di conseguire la pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età del lavoratore.

Pensioni 2015: pensione sperimentale e opzione donna

L’opzione donna prevede tra i requisiti per andare in pensione, calcolata con metodo contributivo, almeno 57 anni e 3 mesi di età e almeno 35 anni di contributi. La Riforma Pensioni 2015 prevede l’estensione del calcolo contributivo a tutti i lavoratori e in cambio di questa «penalizzazione indiretta», concederebbe la possibilità di anticipare l’età pensionabile. In tal caso anche i lavoratori uomini beneficerebbero del pensionamento anticipato ma, con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, dovrebbero ottenere un assegno pensionistico ridotto del 25%.

Per conoscere nel dettaglio i requisiti per la pensione minima, per la pensione di invalidità, i requisiti per la pensione anticipata o per vecchiaia, è possibile consultare il Vademecum utile per il calcolo della pensione.

Pensioni 2015 e Pensione Anticipata: cosa succede con la Quota 100

Con l’approvazione di alcune delle novità previste dalla della Riforma Pensioni 2015 le nuove generazioni dovrebbero guardare con maggiore speranza al futuro, grazie anche alle nuove occasioni lavorative previste dal cambio generazionale.

Secondo Vivoli, Vice Presidente di Confesercenti Nazionale e Presidente di Italia Comfidi, la questione delle Pensioni 2015 deve essere risolta nel più breve tempo possibile: “Il continuo innalzamento dell’età pensionabile, legato anche all’automatismo dell’incremento dell’aspettativa di vita hanno generato un sistema estremamente rigido e penalizzante con una continua rincorsa per la verifica del diritto a pensione. È assolutamente necessario garantire anche modalità più omogenee di uscita dal mondo del lavoro a tutte le categorie di lavoratori (pubblici, privati e autonomi) con forme pensionistiche flessibili che consentano alle lavoratrici e ai lavoratori di un range di poter accedere al pensionamento attraverso la c.d. quota 100 e ciò contribuirà sicuramente ad agevolare un ricambio generazionale, che le recenti riforme pensionistiche hanno contribuito a disincentivare.”


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