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20 maggio 2015

CRICT Università di Modena e Reggio Emilia

Al centro del rilancio dell'economia Unimore

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – Parte da Unimore la sfida per l’affermazione di una cultura della prevenzione e sicurezza che metta i territori al riparo dalle conseguenze di calamità naturali: nasce CRICT

CRICT Università di Modena e Reggio Emilia

CRICT Università di Modena e Reggio Emilia

Nesce a Modena il Centro Interdipartimentale di Ricerca e per i Servizi nel settore delle Costruzioni e del Territorio – CRICT cui afferiranno le migliori competenze che i Dipartimenti di Ingegneria “Enzo Ferrari” – DIEF e del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche possono mettere in campo per lo sviluppo dell’ingegneria sismica, idraulica e civile e le scienze geologiche ed ambientali. Potrà fin da ora contare sull’apporto di 77 unità di personale a disposizione di istituzioni, enti e privati.

A tre anni di distanza dal primo di uno dei drammatici eventi naturali che in questi ultimi anni hanno ripetutamente funestato la provincia modenese e la Regione Emilia Romagna, Unimore promuove la nascita di una struttura dedicata che ha tra le sue finalità la prevenzione e protezione delle strutture, delle infrastrutture e del territorio dalle calamità naturali e dai dissesti ambientali.

CRICT Centro Interdipartimentale di Ricerca e per i Servizi nel settore delle Costruzioni e del Territorio

Si chiama Centro Interdipartimentale di Ricerca e per i Servizi nel settore delle Costruzioni e del Territorio – CRICT e raccoglie competenze e professionalità provenienti dal Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” – DIEF e dal Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche con l’intento di favorire lo sviluppo dell’ingegneria sismica, idraulica e civile e le scienze geologiche ed ambientali e di promuovere studi e ricerche intersettoriali nel campo delle costruzioni e del territorio, nonché il miglioramento della qualità dell’ambiente.

Gli eventi tragici succedutisi dal 20 maggio 2012 nell’area modenese e reggiana, e non solo, – dice il Rettore Angelo O. Andrisanohanno rivelato l’importanza che la ricerca scientifica ha nella prevenzione e in un corretto uso del territorio. Dopo il terremoto, dopo l’alluvione o a seguito degli smottamenti di frane nell’Appennino, sono stati numerosi i docenti Unimore che per le loro indubbie competenze sono stati chiamati a concorrere al ripristino ed alla messa in sicurezza dei luoghi e delle strutture colpiti. Ma, il loro generoso intervento ha anche messo a nudo l’esigenza di avviare un approccio diverso, interdisciplinare, alle problematiche poste da queste calamità naturali, affinché sia salvaguardata oltre all’ambiente ed al territorio anche la vita civile delle comunità, la sua economia. Il CRICT si è dato questi obiettivi ed è la forma di risposta più avanzata, organica e strategica, che l’Università possa offrire ad enti, istituzioni e privati per arginare i rischi e le conseguenze di eventuali altre calamità e per aiutare a comprendere che la cultura della prevenzione è una risorsa e non un costo per la società”.

Il Centro, che potrà avvalersi di una importante dotazione di attrezzature e strumentazioni tecnico-scientifiche, oltre ad impegnarsi a portare avanti le attività ed i progetti programmati nel settore dell’industria delle costruzioni e della tutela del territorio e dell’ambiente, così come individuate nell’accordo di programma inerente la costruzione dei Tecnopoli nelle province di Modena e di Reggio Emilia, favorirà lo scambio di informazioni ed iniziative scientifiche e formative utili ad incrementare collaborazioni interdisciplinari con particolare riguardo all’ambito dell’Unione Europea.

Inoltre, il Centro si propone come interlocutore delle imprese industriali e di aziende locali che hanno necessità di consulenze, servizi e collaborazioni al fine di sviluppare prodotti, impiegare tecnologie ed adottare processi che migliorino le attività edilizie e la salvaguardia e tutela dell’ambiente e del territorio.

La nuova struttura, di cui è stato nominato Direttore pro-tempore il prof. Angelo Marcello Tarantino, avrà sede presso il DIEF e potrà contare sull’apporto di 77 unità di personale, tra docenti, tecnici ed amministrativi e si avvarrà a livello gestionale dell’apporto di un Consiglio del Centro e di un Comitato Scientifico.

Il prof. Angelo Marcello Tarantino, Direttore pro-tempore del CRICT

Il Centro – spiega il prof. Angelo Marcello Tarantino, Direttore pro-tempore del CRICT – costituirà un supporto concreto a professionisti, imprese di costruzione e pubbliche amministrazioni che a vario titolo operano nella ricostruzione post-sisma e post-alluvione, mettendo a disposizione conoscenze, competenze e soluzioni tecnologiche sulla base della esperienza maturata in questi anni. Superata, infatti, la fase dell’emergenza, sarà fondamentale l’apporto del Centro verso la prevenzione e la protezione dal rischio sismico, attraverso la messa in sicurezza e l’adeguamento antisismico del patrimonio edilizio esistente e delle infrastrutture civili. In questa stessa direzione, il Centro sarà impegnato nello studio dei dissesti geologici ed idrogeologici, nella bonifica dei suoli, nella riduzione dell’inquinamento, etc. promuovendo, in generale, una moderna cultura della prevenzione e della protezione che miri al miglioramento consistente e permanente della qualità dell’ambiente”.

La realizzazione del CRICT – sostiene la prof. ssa Maria Franca Brigatti, Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche – costituisce per noi un’occasione importante per applicare alle necessità del territorio le ricerche sviluppate nel tempo connesse a problematiche ambientali. L’integrazione delle competenze proprie del DSCG con quelle dei ricercatori del DIEF costituirà il punto focale per la realizzazione di progetti qualificanti e di grande impatto relativi monitoraggio, prevenzione e riqualificazione di aree degradate da eventi naturali quali frane, alluvioni e terremoti”.

Il centro CRICT – afferma il prof. Alessandro Capra, Direttore del DIEF – rappresenta un’importante e concreta risposta di UNIMORE alle esigenze di sicurezza e prevenzione del territorio, soprattutto dopo i drammatici avvenimenti che hanno colpito l’area negli ultimi anni. Il nostro obiettivo è quello di rispondere con approccio multidisciplinare integrato alle emergenze, ma il nostro forte auspicio è di dare una contributo importante nella prevenzione degli eventi calamitosi nelle necessarie fasi di rilievo, di monitoraggio, di studio geologico e idraulico e nell’attuazione degli adempimenti opportuni nelle costruzioni di strutture ed infrastrutture“.

Gli eventi sismici del 2012 – conclude la prof. ssa Daniela Fontana del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche – ci hanno messo bruscamente di fronte a criticità e fragilità del nostro territorio che non avevamo valutato a pieno. Nonostante le nostre conoscenze sul meccanismi alla base del rischio sismico siano buone, dobbiamo sicuramente migliorare le conoscenze sulle dinamiche e sugli effetti locali, che sono strettamente connessi alle caratteristiche del territorio. Credo che la stretta sinergia fra ingegneri e geologi possa contribuire in modo significativo ad un miglioramento delle conoscenze e ad una corretta valutazione del rischio, anche riguardo ad altre criticità che ha mostrato il nostro territorio”.


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