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18 maggio 2015

Paolo Matthiae a Unict per difendere Palmira e gli altri siti

Paolo Matthiae

Università degli Studi di Catania – Palmira e gli altri siti di immenso valore storico e artistico a rischio distruzione. Mercoledì ai Benedettini l’archeologo Paolo Matthiae

Paolo Matthiae

Paolo Matthiae

Sabato scorso, dalle pagine di Repubblica ha auspicato l’invio di Caschi Blu dell’Onu per salvare Palmira e le altre città di valore storico e architettonico a rischio di distruzione in Medio Oriente e nel Maghreb: “Anche secondo l’Unesco, le efferate e ripetute distruzioni di siti storici imperdibili in Iraq e in Siria da parte di miliziani integralisti vanno considerate alla stregua di crimini di guerra”.

E mercoledì pomeriggio, 20 maggio, alle 17, l’archeologo di fama mondiale Paolo Matthiae, direttore della spedizione italiana che scoprì l’antica città siriana di Ebla, sarà ospite prestigioso dell’Università di Catania, a sostegno delle iniziative d’ateneo per la pace e per la salvaguardia del patrimonio culturale nei Paesi del Mediterraneo e del Vicino e Medio Oriente.

Proprio nell’aprile scorso l’Università di Catania si era fatta promotrice di un appello ufficiale in tre lingue che ha già registrato quasi mille adesioni. Negli ultimi anni, sono stati numerosissimi i tesori artistici irrimediabilmente danneggiati dalla furia integralista: è rimasta impressa nell’immaginario collettivo la distruzione dei Buddha giganti di Bamiyan operata dai talebani afghani, subito seguita dall’oltraggio dell’Isis ai tesori di Nimrud e dell’antica Ninive, conservati nel museo dell’odierna Mosul, oltre alla tomba del profeta Giona, ai siti e cimiteri cristiani e Sufi nell’intera Siria.

Paolo Matthiae all’Università di Catania

Nel corso dell’evento con Paolo Matthiae, organizzato dal dipartimento di Scienze umanistiche, a partire dall’autorevole testimonianza di Matthiae, che è anche accademico dei Lincei, saranno pertanto discusse e approfondite le proposte di nuove iniziative di sensibilizzazione e di solidarietà a sostegno delle popolazioni martoriate dalla guerra civile e a tutela del patrimonio culturale del Mediterraneo, del Vicino e Medio Oriente che appartiene a tutta l’umanità.

L’incontro, introdotto dal rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, è organizzato dai promotori dell’appello: Antonio Pioletti (Disum), Alfredo Petralia (coordinatore del progetto “Gettiamo un ponte di amicizia per i giovani del Mediterraneo”) e Francesco Tomasello (direttore della missione archeologica dell’Università di Catania a Leptis Magna).

Interverranno, inoltre, Ibrahim Magdud, direttore dell’Accademia Libica in Italia, Rubens Piovano, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tripoli, e Abubaker Swehli, responsabile relazioni internazionali della Facoltà di Scienze dell’Università di Tripoli.


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