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4 giugno 2015

Fashion Tales 2015: Cattolica e la moda secondo Expo

Fashion Tales

Università Cattolica del Sacro Cuore – Cattolica: Fashion Tales 2015: feeding the memory, la moda secondo Expo. Bella e sostenibile

Fashion Tales

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Tre giorni di evento internazionale dal 18 al 20 giugno, una tavola rotonda con l’assessore Cristina Tajani e aziende del settore, e il progetto Sewing the velvet world con l’installazione dell’artista Anna Paola Cibin 

Inventare e progettare per poi realizzare lifestyles sostenibili è l’obiettivo che si pone Fashion Tales 2015 Feeding the imaginary. L’appuntamento alla sua seconda edizione in Università Cattolica, promosso dal centro di ricerca ModaCult e patrocinato dal Comune di Milano, tratta quest’anno il tema della rivoluzione sostenibile nella filiera produttiva della moda, in linea con la filosofia di Expo 2015 “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”.

Dal 18 al 20 giugno il convegno internazionale, che si svolgerà in largo Gemelli 1 a Milano, ospiterà 31 Paesi partecipanti, 15 tematiche, oltre 150 papers raccolti, 170 autori. I Paesi più rappresentati sono Regno Unito, Italia, Spagna, Stati Uniti, Australia e Brasile.

Ad aprire e chiudere l’evento sarà il progetto Sewing a velvet world dell’artista Anna Paola Cibin con una installazione take away che verrà posizionata sullo scalone d’onore tra i due chiostri dell’ateneo.

Università Cattolica: Fashion Tales 2015 Feeding the imaginary

La sfida lanciata da Fashion Tales è capire come la moda possa creare un circolo virtuoso tra l’innovazione estetica delle collezioni, la salute psico-fisica delle persone, la valorizzazione della diversità e dei molteplici modelli di bellezza che il mondo ci offre, le nuove economie basate su servizio, accesso e condivisione. Fashion Tales, infatti, vuole essere piattaforma internazionale d’incontro tra know how, culture e economie in grado di alimentare un immaginario sostenibile della moda e della produzione culturale. La rivoluzione sostenibile prevede un affrancamento della moda dall’immagine unica della donna e dell’uomo occidentali, bianchi, giovani, belli, magri e di classe medio-alta, modello orientato ad un consumo vistoso e cospicuo senza alcuna preoccupazione per la salute del pianeta e per i diritti dei lavoratori.

I due principali tavoli di lavoro del convegno metteranno a tema:

  • La rivoluzione sostenibile nella filiera che produce la moda: i progetti e le innovazioni che puntano sulla sostenibilità e alimentano la competitività delle imprese che hanno sottoscritto Detox.
  • La rivoluzione sostenibile dei grandi marchi della moda italiana e internazionale: gli investimenti nella sostenibilità.

Oltre alle due sessioni plenarie dei giorni 18 e 20 mattina, venerdì 19 dalle 9 alle 11.30 si svolgerà una tavola rotonda dedicata a “Change makers. Le basi materiali della moda sostenibile, a cui parteciperanno l’assessore alle Politiche per il lavoro, sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano, Cristina Tajani, e le aziende Canepa, Radici, Lanfranchi e Italdenim; dalle 12 alle 13 seguirà la seconda parte della tavola rotonda sul tema “Tra tecnologia e social media: le nuove frontiere della moda”, dove interverranno Greenpeace (sull’accordo Detox) e l’azienda Miroglio.

Temi focus del convegno, come si può vedere nel programma di Fashion Tales, affrontati da keynote speaker, studiosi, opinion leader, uomini d’impresa, saranno corpo e bellezza, moda e bellezza sostenibile, moda e tecnologia, digitalizzazione e materialità, fashion blogging e social network.

Sewing a velvet world

Pensata da Anna Paola Cibin per essere condivisa con tutti i partecipanti della conferenza, l’installazione sarà costituita da una trama di fili di rafia e velluto che tengono in sospensione la rappresentazione dei cinque continenti, realizzata in velluto con centinaia di mini arazzi colorati e cangianti. Ogni parte dell’opera sarà una piccola opera a sé stante e numerata. L’idea è che ciascun partecipante alla conferenza prenda un arazzo, lo collochi a proprio piacimento, scatti una fotografia e la condivida sui social network con l’hashtag #velvetworld, aggiungendo il numero indicato sul retro del pezzo. Sarà così possibile ricostruire Sewing a velvet world in una nuova installazione realizzata con tutte le fotografie, dando così origine a una nuova opera d’arte condivisa.

ModaCult

Il Centro di ricerca per lo studio della Moda e della produzione culturale dell’Università Cattolica di Milano, fin dalla sua origine nel 1995, lavora nell’innovativo ambito della moda, per creare un dialogo costruttivo tra discipline e pratiche, per connettere i linguaggi e le abilità dei diversi professionisti del settore. Il Centro opera organizzando conferenze interdisciplinari di respiro internazionale, costruendo network, promuovendo progetti di ricerca etnografica.


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