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11 novembre 2015

Sciopero Scuola 13 novembre 2015 – Anief e sindacati contro la Buona Scuola

Sciopero scuola 13 novembre 2015

Ultime notizie sullo sciopero scuola 13 novembre 2015 organizzato e confermato da Anief e Sindacati di base: lo sciopero causerà danni anche agli studenti

Sciopero scuola 13 novembre 2015

Sciopero scuola 13 novembre 2015

La mobilitazione di docenti, professori e personale ATA del 13/11/2015 potrebbe causare disagi sul corretto svolgimento delle lezioni.

Tra lezioni non garantite e assenze da giustificare degli studenti, lo sciopero scuola 13 novembre a manifestare il dissenso degli insegnati che non accettano le riforme imposta dalla Buona Scuola di Renzi e Giannini.

Ecco le motivazioni e le ragioni dello sciopero. Lo scorso mese gli studenti hanno preso parte ad una manifestazione contro la riforma della Buona Scuola del governo Renzi.

Le ragioni di quello sciopero generale sono state portate avanti dai sindacati studenteschi che protestavano contro i forti limiti imposti dalle ultime novità che hanno interessato il mondo scolastico, e non solo. Ma adesso cambiano gli interessi di chi partecipa a questa nuova protesta, promossa per venerdì 13/11/2015. Lo sciopero generale della scuola del 13 Novembre sarà una manifestazione a livello nazionale, e tutte le scuole saranno interessati dalle ragioni della mobilitazione che si terrà a Roma.

Una nuova protesta del personale scolastico che, unita alla passata manifestazione e cortei, induce tutti a riflettere sulle ragioni di questo diffuso malcontento generale.

Lo sciopero scuola 13 novembre interesserà il personale scolastico, quindi possono partecipare alla mobilitazione nazionale i docenti, educatori, ATA, dirigenti e Dsga. Sotto accusa c’è ancora una volta la riforma scuola di Renzi e Giannini, in particolare da rivedere sono alcuni commi della legge 107/2015.

Sciopero scuola 13 novembre: ragioni e motivi della protesta di Anief e Sindacati di base

A Roma si terrà una grande manifestazione, un corteo che culminerà con la protesta davanti al Miur e al Parlamento. Lo sciopero generale della scuola è stato proclamato da Anief e dai sindacati di base della scuola per ribadire ancora una volta l loro dissenso nei confronti della Legge 107/2015, meglio nota come la Buona Scuola. In particolare sotto accusa in questo sciopero scuola ci sarebbero forti tagli alla didattica, ma anche il crescente potere che viene centralizzato nelle mani dei presidi e la forte burocratizzazione che rende sempre di la figura dell’insegnante simile a quella di un impiegato privo di responsabilità e autonomia.

Le ultime novità sulla riforma scuola, fa sapere il sindacato: “Consegnano delle deleghe in bianco al Governo su temi delicatissimi come la revisione dei nidi e della scuola dell’infanzia o del sostegno, precarizzano il personale e negano l’immissione in ruolo ad oltre 100 mila docenti abilitati, quasi 30mila Ata, migliaia di educatori e Dsga”.

Studenti allo sciopero scuola 13 novembre: cosa fare in caso di assenza

Lo sciopero generale della scuola non interesserà gli studenti che dovranno recarsi nei rispettivi istituti per seguire le lezioni. Saranno però possibili dei disagi: non ci saranno lezioni garantite e quindi è probabile che, nel caso ci sia una forte adesione da parte dei professori, si corra il rischio che alcune classi non siano sorvegliate.

Lo sciopero scuole interesserà il solo personale scolastico, pertanto gli studenti in caso di assenza il 13 novembre dovranno munirsi di giustificazione una volta rientrati tra i banchi di scuola. Nel caso di minorenni saranno gli stessi genitori a valutare i pro ed i contro dei disagi che potrebbero verificarsi nel corso della giornata a causa dell’assenza del docente in classe.

Ricordiamo che la legge garantisce il diritto allo sciopero a tutti i lavoratori, quindi anche al personale docente ed ATA. I professori che hanno deciso di partecipare allo sciopero scuola 13 novembre 2015 non possono essere sostituiti da altri colleghi in servizio. Si verranno dunque a creare all’interno delle scuole situazioni di disagio e lo svolgimento regolare delle lezioni non può essere garantito, anche perché i docenti non sono tenuti ad una comunicazione preventiva dell’adesione alla protesta.


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