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17 febbraio 2016

Cubetti di Lisa Pathfinder in orbita, la ricerca dell’Unitn

Cubetti di Lisa Pathfinder
Cubetti di Lisa Pathfinder

Cubetti di Lisa Pathfinder

I cubetti di Lisa Pathfinder galleggiano liberi.

Rilasciati in orbita i cubetti di Lisa Pathfinder tra ieri e oggi entrambi i cubetti d’oro e platino.

La sonda, realizzata dall’ESA con il fondamentale contributo dell’ASI, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Università degli Studi di Trento punta a dimostrare la fattibilità tecnologica del rilevamento di onde gravitazionali nello spazio. Vitale: «Un ulteriore passo verso l’astronomia di onde gravitazionali all’interno di questo mese memorabile»

Rilasciati in orbita i cubetti di Lisa Pathfinder di oro e platino e inizierà a breve la sua ardua missione scientifica, mettendo queste due masse in una posizione di caduta libera mai ottenuta prima d’ora. La sonda, realizzata dall’ESA con il fondamentale contributo dell’ASI, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Università di Trento  punta a dimostrare la fattibilità tecnologica del rilevamento di onde gravitazionali nello spazio.

Lanciato il 3 dicembre, LISA Pathfinder ha raggiunto la sua posizione operativa il 22 gennaio, circa 1.5 milioni di km dalla Terra in direzione del Sole.

Mentre le verifiche sulla navicella e il suo payload prezioso continuano, oggi è stato raggiunta una pietra miliare. Per la prima volta, entrambe le masse – un paio di cubi identici di 46 mm di oro e platino –stanno galleggiando liberamente nel cuore del veicolo spaziale, ad alcuni millimetri dalle pareti dell’abitacolo. I cubi si trovano a 38 cm di distanza l’uno dall’altro e sono connessi solamente da raggi laser.

Durante tutta la procedura di maneggio a terra, di lancio, dei ‘burn’ che l’hanno immesso in orbita e il viaggio di 6 settimane verso la sua posizione di lavoro, ogni cubetto è stato mantenuto fermamente saldo da otto ‘dita’ che premevano su tutti gli angoli.

Il 3 febbraio le dita di blocco sono state retratte e una valvola è stata aperta per far uscire qualsiasi molecola di gas residuo dall’interno del veicolo. Ogni cubo è rimasto al centro del suo abitacolo grazie a un paio di barre che lo ha delicatamente spinto da due lati opposti. Le barre sono state finalmente tolte prima da una massa sperimentale ieri e poi dall’altra oggi, lasciando i cubi galleggiare liberamente, senza contatti meccanici con il veicolo.

Il punto del prof Paul McNamara sul rilascio dei cubetti di Lisa Pathfinder in orbita

«Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare questi cubetti nello spazio: per ricreare le condizioni che sono altrimenti impossibili da ricreare all’interno del campo gravitazionale del nostro pianeta», dice Paul McNamara, project scientist di ESA. «Solamente con queste condizioni è possibile testare la caduta libera nella forma più pura possibile. Non vediamo l’ora di cominciare gli esperimenti con questo spettacolare laboratorio gravitazionale».

Dopo le ultime verifiche, LISA Pathfinder inizierà la sua missione scientifica il 1. marzo, validando una tecnologia chiave per l’osservazione di onde gravitazionali nello spazio.

Le onde gravitazionali sono delle minuscole fluttuazioni del tessuto spazio-temporale, predette da Albert Einstein nella sua teoria generale della gravità, recentemente osservate direttamente per la prima volta e annunciate dalle collaborazioni scientifiche LIGO e VIRGO la scorsa settimana: un annuncio che ha provocato un’eccitazione globale.

«Rilasciare le masse sperimentali di LISA Pathfinder è un ulteriore passo verso l’astronomia di onde gravitazionali all’interno di questo mese memorabile: i cubetti sono, per la prima volta, sospesi in orbita e soggetti a misurazioni» dice Stefano Vitale dell’Università di Trento e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Principal Investigator del pacchetto tecnologie di LISA.

Nei prossimi mesi, LISA Pathfinder verificherà le condizioni fondamentali necessarie per la futura osservazione di onde gravitazionali nello spazio, mettendo masse sperimentali in caduta libera con un’accuratezza senza precedenti e isolando i due cubi da tutte le forze esterne ed esterne ad eccezione di una: la gravità.

Se funzionerà bene LISA Pathfinder dimostrerà la fattibilità di un grande interferometro spaziale, simile a VIRGO-LIGO ma mille volte più grande e quindi capace captare le onde da sistemi molto più pesanti ma anche molto più lontani, come l’urto di buchi neri super-massicci, che si suppone abbiano avuto un ruolo importante nella storia dell’Universo. Restate sintonizzati.


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