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11 maggio 2016

Charity Work Program, Unicatt e la solidarietà che fa curriculum

Charity Work Program
Charity Work Program

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Dal Madagascar alla Terra Santa: la solidarietà che fa curriculum grazie al programma Unicatt Charity Work Program.

Aumentate del 29% rispetto al 2015 le iscrizioni ai programmi di volontariato internazionale promossi dall’Università Cattolica del Sacro CuoreUn’opportunità per incrementare anche le proprie competenze professionali

Solidarietà, lavoro di squadra e capacità di incontrare ogni forma di diversità: 97 universitari italiani potranno scrivere queste voci nel proprio CV grazie a un’esperienza all’estero. Sono gli studenti che hanno aderito ai programmi di volontariato internazionale promossi dall’Università Cattolica scegliendo una delle opzioni disponibili a studenti e neolaureati dell’Ateneo: Charity Work Program, International Volunteering e Mission Exposure. 

Charity Work Program, è il programma promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale (Cesi), grazie a fondi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, che offre l’opportunità di vivere un’esperienza di volontariato nei Paesi in via di sviluppo ed emergenti in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni.

Tra le novità di quest’anno del Charity Work Program il maggior numero di borse di studio messe a disposizione, le destinazioni e il network dei partner. Si allarga, poi, la platea dei destinatari che, oltre gli studenti dell’Ateneo – dal 2009 a oggi se ne contano ben 214 – comprenderà neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione. In particolare, per la sua ottava edizione il Charity mette a disposizione 50 scholarship della durata di 3-8 settimanecon un incremento del 24% rispetto all’anno prima e del 76% rispetto alle prime partenze.

Il programma Charity Work Program dell’Università Cattolica: ecco cos’è e come funziona

Il Charity Work Program, oltre a rappresentare un’esperienza altamente formativa dal punto di vista della crescita personale, è stato modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. In alcuni di questi casi, per offrire un’esperienza più completa, il periodo di permanenza all’estero è di due mesi. Secondo il professor Roberto Cauda, direttore del Cesi, «la solidarietà è un bene prezioso che va coltivato fin da studenti. Il Cesi, attraverso il Charity Work Program, ha voluto investire nella cultura della solidarietà, che si caratterizza per essere “contagiosa”, promuovendone la diffusione tra gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo».

Il Charity Work Program permette di sviluppare anche competenze professionali che fanno bene al Cv. Lo denota il progressivo aumento nel corso degli anni sia delle scholarship sia delle richieste di partecipazione degli studenti: nel 2016 hanno preso parte alle selezioni 230 studenti provenienti da tutte le facoltà e da tutte le sedi dell’Università Cattolica.

Nell’edizione di quest’anno è aumentato il numero delle destinazioni: 17 diversi progetti in 14 Paesi ospiteranno gli studenti, comprendendo nuove mete come Madagascar e Senegal (la prima volta in assoluto), Brasile, Bolivia, Camerun, Etiopia, Gabon, India, Messico, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania Terra Santa e Uganda.

Per gli studenti iscritti alle facoltà di Psicologia o Scienze della Formazione sono previste destinazioni presso opere sociali come centri per la diagnosi precoce e riabilitazione di bambini con ritardo mentale, problemi nello sviluppo motorio, del linguaggio, cognitivo-comportamentale e sordità congenita in Bolivia presso la Fundación Mario Parma, a La Paz.

Per la facoltà di Scienze politiche e sociali è previsto un periodo di assistenza presso il Centre de Promotion Sociale (CPS), sede principale del COE in Camerun che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo umano, culturale e spirituale della popolazione locale, finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti e alla promozione dei diritti dell’uomo.

Per quanto riguarda Scienze agrarie, alimentari e ambientali è previsto un soggiorno presso l’Universidad Católica Sedes Sapientiae di Lima all’interno della facoltà di Ingegneria agraria con lo scopo di rispondere alle esigenze di un contesto globalizzato e di soddisfare il crescente sviluppo dell’agricoltura nel Perù.

Infine, gli iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia affiancheranno i medici nell’attività ambulatoriale presso il Consolata Hospital Ikonda inn Tanzania, per offrire assistenza sanitaria di base alla popolazione della zona e promuovere l’accesso alle cure da parte delle persone bisognose con particolare attenzione ai bambini, alle donne e alle persone affette da malattie croniche.

Con il programma International Volunteering l’Università Cattolica promuove l’opportunità di coniugare il settore specifico di intervento dell’esperienza di volontariato (Childcare and Orphanage Assistance, Community Development, Environmental Conservation, Health Education, Special Education, Sustainable Agriculture, Teaching, Wildlife
Conservation, Women’s Development, Youth Sport Coaching) con le varie destinazioni possibili (Argentina, Brasile, Costa Rica, Ecuador, Ghana, Guatemala, India, Sri Lanka, Tanzania, Tailandia e Vietnam), indipendentemente dalla Facoltà di appartenenza. Il programma offre a 37 studenti borse di studio parziali a copertura delle spese.

Infine Mission Exposure – ideato dal Centro Pastorale e dal CesiI, in collaborazione con il PIME – offre un’esperienza di missione a un totale di 10 studenti delle facoltà di Economia, Psicologia, Scienze della formazione e Scienze politiche e sociali del campus di Milano. Sono circa 100 gli studenti che negli ultimi sei anni hanno vissuto questo tipo di esperienza. Quest’anno i paesi coinvolti sono Bangladesh, Brasile, Burkina Faso, Cina, Colombia, Filippine, India, Mozambico, Perù, Territori Palestinesi.

«Il Volontariato internazionale dà agli studenti la possibilità di fare nuove esperienze utili per operare in qualsiasi ambito, grazie a due fattori: le capacità acquisite, a seguito di attività svolte in contesti internazionali complessi, e l’educazione umana ricevuta, proprio in virtù del confronto con diverse realtà. Solidarietà, lavoro di squadra e flessibilità nell’affrontare situazioni di ogni tipo sono attitudini sempre più ricercate nel mondo del lavoro», dichiara Pier Sandro Cocconcelli, delegato del Rettore per l’Internazionalizzazione.


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