• Google+
  • Commenta
4 ottobre 2016

Il perdono fa bene al cuore secondo una ricerca di Università Cattolica

Il perdono fa bene al cuore
Il perdono fa bene al cuore

Il perdono fa bene al cuore

Il perdono ha effetti benefici sulla salute fisica e psichica delle persone, può favorire, infatti, sia una maggiore efficienza del cuore sia la soddisfazione, l’intimità e l’impegno all’interno delle relazioni familiari.

In occasione dei dieci anni dei Centri di Ateneo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Frank Finca proporrà una riflessione sugli effetti benefici del perdono sulla salute fisica e psichica delle persone

Il perdono fa bene al cuore! E’ quanto emerge dagli studi del professor Frank Fincham, direttore del FSU Family Institute della Florida State University, che interverrà domani 6 ottobre in Università Cattolica al convegno Mercy and forgiveness in family relationships.  I volti e le parole della Misericordia. Dieci anni di attività dei Centri di Ateneo (aula Pio XI, largo Gemelli, 1 a Milano alle 17.30).

Al convegno, promosso dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano.

Dopo i saluti del rettore Franco Anelli, introdurrà Giovanna Rossi, direttore del Centro di Ateneo, e seguirà l’intervento di Frank Fincham. A moderare l’incontro sarà Camillo Regalia, psicologo del Centro di Ateneo.

Il perdono fa bene al cuore: incontro all’Università Cattolica su gli effetti della ricerca

Il convegno vuole essere l’occasione per presentare gli studi che hanno avuto come oggetto il perdono all’interno delle close relationships ed in particolare nelle relazioni familiari, riuscendo a contenere gli effetti negativi  dei conflitti.

La capacità di perdonare può essere insegnata? La letteratura scientifica si è interrogata su questa possibilità.

Gli studi dimostrano che dopo gli interventi clinici sui percorsi psicoterapeutici e sui programmi psico-educazionali la capacità di perdono aumenta nei soggetti che vi partecipano. Ma senza l’intervento di figure professionali l’esito è lo stesso?

I dati mostrano come la preghiera, data la sua qualità pervasiva sull’agire umano, può essere usata per aumentare la capacità di perdonare. In particolare Fincham mostrerà come solo la tipologia di preghiera colloquiale e intercessoria, ovvero quella in cui con le proprie parole chi prega chiede il benessere del proprio/della propria partner, aumenta la capacità di perdonare.

Saranno anche presentate alcune linee guida su come accompagnare il perdono nella preghiera all’interno delle relazioni familiari e valutare in quali termini possa promuovere il benessere relazionale.

Rispetto agli studi relativi alla funzionalità del cuore Fincham presenterà i risultati di alcuni studi sugli effetti cardiovascolari ed emodinamici del perdono.

I dati evidenziano come, anche quando si tengono sotto controllo gli effetti dell’ostilità e delle emozioni negative, la persona che perdona è meno soggetta al rischio di inefficienza dell’apparato cardiaco.

Una maggiore disposizione al perdono si associa sia alla presenza di una maggiore efficienza del funzionamento cardiaco (diminuzione del lavoro ventricolare associata ad una diminuzione di consumo d’ossigeno da parte del miocardio) sia all’aumento della pressione sistolica notturna.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy