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21 luglio 2005

Il Politecnico di Bari esprime dissenso sul Disegno di Legge “stato giuridico dei docenti universitari

Bari, 30 giugno 2005 – Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Bari, riuniti nella seduta congiunta straordinaria, hBari, 30 giugno 2005 – Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Bari, riuniti nella seduta congiunta straordinaria, hanno espresso con voto unanime una valutazione negativa sul disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari licenziato dalla Camera ed hanno fatto propria la seguente mozione approvata all’unanimità dall’Assemblea Generale della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) nella seduta dello scorso 23 giugno che qui di seguito si riporta integralmente. “L’Assemblea Generale della CRUI riunitasi a Roma il 23 giugno 2005, presa visione del DDL sullo stato giuridico dei docenti universitari licenziato dopo confuso iter procedurale dalla Camera dei Deputati, esprime con forza il più netto dissenso rispetto al proseguimento della discussione parlamentare di tale testo e, considerando gli effetti devastanti sulla qualità del sistema universitario che ne deriverebbero chiede il suo abbandono o una radicale revisione anche sulla base delle soluzioni proposte dalla CRUI; ritiene del tutto inaccettabile la soluzione data al problema del reclutamento dei giovani che, non premiando il merito e non dando loro concrete prospettive di inserimento stabile negli Atenei in contraddizione con la Carta Europea dei diritti e dei doveri dei ricercatori, li allontana ancora di più dalle Università, contribuendo ad accentuare la “fuga dei cervelli” dal Paese;
rileva come nel provvedimento siano introdotte soluzioni normative che, come la figura del professore aggregato nella formulazione proposta, contrastano con i principi del riconoscimento del merito e della qualità del lavoro didattico e scientifico e adottano logiche vistosamente clientelari, penalizzando gravemente le legittime aspettative dei ricercatori universitari in servizio; sottolinea ancora una volta l’esigenza di una modifica delle norme che regolano l’attuale sistema concorsuale e di reclutamento che superi i limiti di una impostazione troppo accentuatamente localistica riaffermando la necessità di criteri di selezione rigorosi ed oggettivi che favoriscano l’inserimento e la progressione di carriera dei più qualificati e dei più motivati;
ribadisce con determinazione la richiesta dell’introduzione ormai inderogabile di un sistema nazionale di valutazione indipendente ed autorevole nelle Università in grado di assicurare la promozione di logiche di efficienza e di qualificazione;
denuncia infine con allarme all’opinione pubblica, al Parlamento ed al Governo del Paese, la ingestibile situazione che potrebbe verificarsi negli Atenei per l’impossibilità di garantire l’apertura di molti corsi di studio per il prossimo anno accademico in caso di una approvazione del DDL nella sua forma attuale.”

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