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“Una vita da precario”. Gli studenti della Sapienza raccontano

17 Luglio 2006
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03/08/2021

E’ stato uno dei fiori all’occhiello dell’ultima campagna elettorale del centrosinistra.

Ha dato speranza ai giovani che, come dimostrato dai risultatE’ stato uno dei fiori all’occhiello dell’ultima campagna elettorale del centrosinistra. Ha dato speranza ai giovani che, come dimostrato dai risultati, per la maggior parte hanno sottoscritto col voto il progetto. E’ stato il bersaglio preferito dei politici del centrodestra che, tuttora, dato il dissesto finanziario italiano, non lo vedono attuabile. L’abbattimento del cuneo fiscale di cinque punti percentuali è stato però l’elemento innovatore di una campagna elettorale che, da anni ormai, vede gli stessi politici esprimersi su temi già abbastanza discussi e mai risolti. Sarà stata forse l’aria innovativa della tematica, legata alle sorti di migliaia di giovani, ma anche l’Ateneo più grande d’Italia e tra i primi in Europa, ha seguito il buon vento. Alla fine del ciclo accademico di lezioni, prima della pausa estiva, la facoltà di Scienze della Comunicazione de “la Sapienza” ha infatti ufficialmente stipulato un accordo con il NIdiL-CGL, per supportare gli studenti nella realizzazione di tesi multimediali, al fine di potenziare l’utilizzo del linguaggio audiovisivo come strumento per raccontare la società e il mondo del lavoro precario. L’obiettivo del progetto – recita il bando – è promuovere e valorizzare chi descrive e chi indaga la realtà del lavoro, raccontando e esprimendo il suo punto di vista anche tramite un supporto multimediale sulla società guardata sull’ottica del lavoro e, in particolare, sul lavoro precario. Il progetto, da realizzare con la collaborazione sinergica tra le cattedre del Lab.Lav. Laboratorio sul Lavoro e l’Impresa – Sociologia Industriale e Postindustriale (prof. R. Fontana) e Sociologia dell’Organizzazione (prof. P. Di Nicola)- e quella di Sociologia della comunicazione II (prof. M. Morcellini) è rivolto agli studenti del quinquennale e della laurea specialistica. Le tesi dovranno poi essere discusse entro la sessione di aprile 2007. Da allora, dopo aver raccontato il lavoro precario nell’elaborato che li congeda definitivamente dalle aule universitarie, i ragazzi si troveranno probabilmente a vivere personalmente la condizione che fino ad ora, accomuna neolaureati ad ultratrentenni che, puntualmente, ogni tre mesi, sperano per il rinnovo del contratto lavorativo. Con in mente magari i genitori che, spesso già a venticinque anni, si trovavano con un posto fisso e la possibilità di progettare un futuro sostenuto da un’affidabile condizione economica. Era il 1997, quando Luciano Ligabue cantava “Una vita da mediano”, in onore del grande centrocampista dell’Inter degli anni ottanta, Gabriele Oriali, esaltato per il suo sacrificio in mezzo al campo nel recuperar palloni e affidarli poi alla fantasia dei fuoriclasse. Insomma un calciatore tutta grinta e fatica. Ora speriamo che, in un futuro prossimo, sulla scia del cantautore emiliano, a qualcuno non venga in mente di scrivere “Una vita da precario”. Ciò significherebbe che l’instabilità lavorativa, da condizione momentanea, diventerebbe permanente, quasi normale. Tutti i giovani possono fare i dovuti scongiuri.

© Riproduzione Riservata
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