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23 maggio 2010

Lutto nel mondo della Sociologia: il teorico del “Consumo Post-Moderno”, Giampaolo Fabris

Il Sociologo Giampaolo Fabris, massimo esperto nello studio del consumatore e della comunicazione d’impresa, tra i fondatori di Demoskopea (uno dei maggiori istituti di ricerca sull’opinione pubblica), è morto lo scorso 20 maggio all’età di settantadue anni nella sua abitazione a Milano.

Editorialista e Professore ordinario di Sociologia dei Consumi all’Università San Raffaele insegnava Strategia e Gestione della Marca. Fabris era, inoltre, Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione nella Facoltà di Psicologia dell’università IULM di Milano, nonché di Episteme, società specializzata nello studio dei consumi, della comunicazione e della marca. Apprezzato dal mondo accademico, era adorato dai suoi studenti per il suo essere un docente “sui generis”, capace di stare dietro e davanti alla cattedra, con un savoir faire che univa insieme professionalità, simpatia e una forte capacità di convincere e ammaliare anche gli studenti più scettici che partecipavano in massa alle sue lezioni.

Famoso soprattutto per le sue disparate analisi dei sistemi di consumo attraverso le sue uniche e personali chiavi d’interpretazione dei profondi mutamenti socioculturali in atto. Giampaolo Fabris era conosciuto nell’ambito del marketing soprattutto per le sue idee “riformiste” in merito. Egli, infatti, sosteneva che in questa nuova epoca, caratterizzata da complessità, incertezza, dubbio sistematico, relativismo, c’è sempre la possibilità di cogliere un “nuovo” e “certo” possibili; che la conoscenza doveva diventare fattore chiave alla base della produzione nelle aziende che volessero reggere il mercato concorrenziale e il consumo post-moderno.

Fabris sottolineava la centralità del consumo, fatto di simboli, di identificazione, di affermazione del soggetto, parlava di tramonto del marketing di massa, dell’emergere di nuove forme di socialità nel consumo e del graduale annullarsi dell’individualismo. Famoso sarà il suo ultimo dibattito in merito alla necessità di realizzare un passaggio dal marketing al societing, della doverosa rivisitazione delle frontiere del marketing alla luce dei nuovi scenari di una società postmoderna e delle nuove responsabilità sociali da cui non può astenersi dal confrontarsi.

Tra le sue opere: “Il lettore de “Il giorno”: ricerca motivazionale”, “La comunicazione pubblicitaria”, “Il comportamento del consumatore: psicologia e sociologia dei consumi”, “Sociologia delle comunicazioni di massa”, “Il comportamento politico degli italiani”, “Il mito del sesso: rapporto sul comportamento sessuale degli italiani”, “Amore e sesso al tempo di internet”, “Il nuovo consumatore: verso il postmoderno” e la sua ultima opera, “Societing” scritta nel 2008.

Una grande perdita per il mondo della Sociologia e del Marketing, per il mondo accademico tutto , e per chi, come me apprezzava i suoi lavori e il suo pensiero da anni.

Pasqualina Scalea

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