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2 giugno 2010

“L’ombra del labirinto: avanguardia, sperimentalismo e nonsense nell’opera di Giorgio Manganelli”

Venerdì 4 giugno alle ore 15.00 presso la Biblioteca del Dipartimento di Letteratura, Arte, Spettacolo dell’Università degli Studi di Salerno, il Professor Florian Mussgnug terrà un seminario dal titolo “L’ombra del labirinto: avanguardia, sperimentalismo e nonsense nell’opera di Giorgio Manganelli”.

Florian Mussgnug è docente di fama internazionale in Letteratura Moderna e Contemporanea presso il Dipartimento di Italiano e il Dipartimento di Letterature Comparate dell’Università di Londra, University College London. Oggi è membro del direttivo della British Comparative Literature Association, del Réseau Européen d’Etudes Littéraires Comparées e del comitato di redazione di “Contemporanea. Rivista di Studi sulla letteratura e sulla comunicazione”.

Noto soprattutto per i suoi articoli il Prof. Mussgnug scrive per alcune riviste inglesi, fra cui “The Times Literary Supplement”, “Italian Studies”, “The Modern Language Review” e “Forum for Modern Languages Studies”. Collabora, inoltre, con l’Istituto di Studi Romanzi e Germanici dell’Università di Londra e con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Famoso soprattutto per i suoi studi sulla letteratura sperimentale, la sua teoria della letteratura e della filosofia del linguaggio, le dissertazioni sul post moderno e sull’etica, incontrerà docenti, ricercatori e studenti soprattutto per affrontare, attraverso una lettura critica delle opere di Giorgio Manganelli, il tema dell’avanguardia, dello sperimentalismo e del nonsense.

Attraverso l’acuto punto d’osservazione del professore tedesco in quella sede si cercherà di fare un excursus critico tra le opere del Manganelli, in cui si miscelano sapientemente parodia e sarcasmo, dai raffinati saggi critici dello scrittore alle opere scritte durante tutto il suo percorso letterario come “Hilarotragoedia”, “Nuovo commento”, “Sconclusione”, “Discorso dell’ombra e dello stemma o del lettore e dello scrittore considerati come dementi”, “Dall’inferno”, “Rumori o voci”, “Encomio del tiranno scritto all’unico scopo di fare dei soldi” e “La notte” (ultima opera pubblicata postuma).

Quella del Manganelli si è sempre distinta come una prosa elaborata e complessa a metà strada tra il racconto-visione e il trattato. Egli infatti, fu da sempre fervido sostenitore di quella che lui riteneva la missione della letteratura: “Trasformare la realtà in menzogna, in scandalo e in mistificazione, risolta in un puro gioco di forme, attraverso le quali la scrittura diventa contestazione”.

Pasqualina Scalea

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